Governo sempre più diviso a causa della lite tra Pd e Italia Viva su prescrizione, Autostrade, elezioni regionali

Governo sempre più diviso a causa della lite tra Pd e Italia Viva su prescrizione, Autostrade, elezioni regionali

La prescrizione continua a dividere la maggioranza. Italia Viva ha votato in commissione Giustizia con Fi, Lega e Fdi a favore della pdl Costa sullo stop alla riforma Bonafede. Il resto della maggioranza, Pd e Leu, hanno votato l’emendamento dei 5 Stelle soppressivo della proposta Costa. Ma il provvedimento sarà comunque all’esame della Camera (il 27 gennaio, come stabilito oggi dalla capigruppo di Montecitorio) in quota opposizioni e con il parere negativo della commissione. Sarà un voto palese. Non dovrebbero esserci sorprese visti i numeri dei 5 Stelle alla Camera. Ma, al di là della questione Costa, la battaglia sulla prescrizione è appena iniziata nella maggioranza. Insomma, Italia Viva intende fare della prescrizione un cavallo di battaglia. Nel merito. E anche politico. Con un obiettivo preciso: il Pd. Dopo il voto in commissione Giustizia, è partita una batteria di dichiarazioni tutte con la stessa tesi: la ‘grillizzazione’ dei dem che andrebbero “a rimorchio” dei 5 Stelle, come incalza Lucia Annibali. Ribatte il Pd con Walter Verini: “Noi siamo a rimorchio della coerenza e non saremo mai a rimorchio di Salvini…”, alludendo al voto di Iv con le opposizioni, Lega compresa.

Il fuoco di fila di Italia Viva è tutto indirizzato contro il Pd

“L’anima del grillismo si sta impossessando del Pd che oggi ha votato per il processo a vita. Che il giustizialismo fosse un tratto identitario del M5S lo sapevamo ma non credevamo che il Pd si adeguasse così rapidamente”, scrive il capogruppo di Iv al Senato, Davide Faraone, sui social. Ed ancora Luciano Nobili. “Sulla prescrizione tra il ritorno alla riforma Orlando e il mantenimento della barbarie che condanna tutti a processi senza fine, firmata Bonafede, il Pd sceglie la seconda. Capisco che il percorso di fusione col M5S è avviato ma non pensavo fossero già arrivati a questo punto”. Tranchant Matteo Renzi: “Il Pd insegue il populismo giudiziario dei 5 stelle”, quindi l’ex premier bolla la riforma Bonafede come un “obbrobrio”. Per il momento, però, confermano da Italia viva, non è all’ordine del giorno nessun nuovo vertice di maggioranza sulla giustizia, ma i renziani sono categorici: “Bonafede non creda di arrivare con un testo già bello e pronto come ha fatto sul processo civile”, è la linea.

A Italia Viva replica Verini, responsabile Giustizia, per il Pd. “Noi siamo stupiti di due cose. La prima è l’atteggiamento di Italia Viva. Noi siamo andati a rimorchio della coerenza e del fatto che per la prima volta c’è occasione in Parlamento di discutere e arrivare a tempi certi dei processo. Noi non siamo mai andati a rimorchio di Salvini, la nostra è una scelta di campo e su questo siamo coerenti. Respingiamo ogni maldestra accusa, che in questa caso è venuta da Iv che oggi ha tenuto in commissione atteggiamento ambiguo”. “Ci aspettiamo che nei prossimi giorni – continua il dem Verini – il ministro Bonafede porti in Cdm il ddl di riforma del processo penale e i provvedimenti che cambino la legge sulla prescrizione nel senso emerso dalla riunione con il presidente Conte. La nostra proposta di riforma farà il suo iter, senza furbizie e ammiccamenti alla destra, ma lavorando davvero per una giustizia efficace e tempi certi e ragionevoli dei processi”. “Vediamo. Non firmiamo cambiali in bianco”, sostiene Annibali di Iv. Intanto, subito dopo il voto in Emilia, arriverà in aula il 27 gennaio la pdl Costa. E gli azzurri non intendono mollare. L’idea è quella di presentare degli emendamenti il 27 gennaio, in occasione del voto in Aula, per rispondere al blitz di M5S-Pd-Leu. Intanto, sul voto in commissione, è scoppiata una polemica che ricalca quella che c’è stata in giunta per le immunità su Maurizio Gasparri: per la bocciatura della pdl Costa è stato infatti decisivo il voto della presidente, Francesca Businarolo dei 5 Stelle. La votazione è finita 23 a 22. “La maggioranza, spaccata, si salva solo con il voto decisivo della presidente della Commissione, che fino ad oggi, non aveva mai partecipato alle votazioni. È come se l’arbitro all’improvviso segnasse il gol decisivo”. Ribatte Businarolo: “Ho ritenuto di partecipare alla votazione, una scelta coerente con il regolamento e gia’ fatta dai miei predecessori e da altri miei colleghi attuali”.

Penalisti: 28 gennaio astensione e manifestazione alla Camera

‘Non nel nostro nome’: astensione e manifestazione nazionale il 28 gennaio a Roma davanti alla Camera dei Deputati. Lo annuncia in una nota l’unione delle Camere penali dopo aver preso atto “della desolante resa del Partito Democratico che, contravvenendo alle reiterate prese di posizione pubbliche e parlamentari di dichiarata avversità alla sciagurata riforma Bonafede della Prescrizione, ha ceduto oggi in Commissione Giustizia della Camera alle peggiori e più volgari istanze del populismo giustizialista del nostro Paese”.  I penalisti hanno quindi convocato “una grande manifestazione nazionale degli avvocati penalisti italiani davanti alla Camera dei Deputati in Roma per martedì 28 gennaio 2020 dalle 10 del mattino, giorno nel quale con molta probabilità si discuterà e si voterà in Aula anche un nuovo emendamento Costa per reintrodurre un termine alla potestà punitiva dello Stato”. L’Unione estende “l’invito a tutte le componenti dell’Avvocatura italiana, a partire dal Consiglio Nazionale Forense e dai Consigli degli Ordini territoriali fino a tutte le realtà associative che in tutti questi mesi di lotta politica dell’Unione delle Camere Penali Italiane hanno ripetutamente manifestato sostegno, solidarietà e condivisione”.

Lite Pd-Iv anche sulle elezioni regionali

Tra le due forze politiche di maggioranza spunta anche un altro tema di divisione: Italia viva è pronta a presentare proprie liste alternative in Puglia assieme ad Azione. Oggi si sono visti il coordinatore Iv, Ettore Rosato, e Carlo Calenda: filtra un lavoro comune per liste unitarie anche in altre regioni. Notizia che fa infuriare i dem: così fate “un regalo alla destra di Salvini”. I dem non la prendono affatto bene. “L’atteggiamento di Italia Viva in Calabria e in Puglia rischia di essere un regalo alla destra di Salvini e al sovranismo”, dichiara Nicola Oddati della segreteria Pd, invitando “gli amici di Iv a ripensarci e a scegliere con nettezza il campo politico dove stare”. “Se fossi calabrese voterei Callipo”, concede tuttavia Renzi, che però tiene aperto un nuovo fronte con il Pd: Autostrade. “Chi vuole la revoca della concessione deve avere le carte in regola – dice il senatore -, sennò costringe i nostri figli e nipoti a pagare decine di miliardi”. Proprio ora che il Pd sembra orientato a sposare la linea M5S anti-Benetton. Intanto sul tavolo di Nicola Zingaretti – dopo la due giorni in abbazia che ha prodotto 5 proposte per il governo, ma anche un clima pre-congressuale tra correnti – arrivano le parole di Romano Prodi. “Bisogna tornare al rapporto con la gente – dice il professore – e finirla con il partito che diventa un club a uso esclusivo di 10 persone che si parlano ed eleggono a vicenda”. Ambienti vicini all’ex premier spiegano poi che non parlava del segretario dem, di cui anzi Prodi apprezza lo sforzo di aprire il partito a nuove energie. E il cofondatore dell’Ulivo elogia le Sardine. “Dicono che le ho inventate io? Mi sarebbe piaciuto”.

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