Foggia: ordigno esplode in centro anziani, indaga la Dda

Foggia: ordigno esplode in centro anziani, indaga la Dda

Attività commerciali incendiate, ordigni esplosivi, l’omicidio di un commerciante. Non si arresta la scia di violenza e atti intimidatori nel foggiano. A una settimana dalla marcia dell’associazione Libera di Don Ciotti, che ha portato in piazza 20mila persone, e appena il giorno dopo gli Stati generali dell’antimafia sociale, un nuovo attentato ha macchiato il capoluogo pugliese. Una bomba è stata fatta esplodere davanti al centro polivalente per anziani ‘Il sorriso di Stefano’ di via Acquaviva, causando danni a pareti, saracinesche e auto parcheggiate in strada. All’interno c’era una donna delle pulizie, che fortunatamente non è rimasta ferita. Il centro è della cooperativa ‘Sanità Più’ di Luca Vigilante, il cui fratello Cristian, responsabile del personale, ha subito un attentato all’automobile il 3 gennaio. I due già nel 2018 hanno subito richieste estorsive da parte della cosiddetta Società foggiana, l’organizzazione mafiosa sempre più attiva e brutale, a cui si sono opposti anche in tribunale.

“Noi andiamo avanti”, affermano i Vigilante, “con fiducia nelle istituzioni, nella magistratura, nelle forze dell’ordine e nella giustizia”. E le istituzioni fanno fronte comune. “Lo Stato e i cittadini di Foggia non abbassano la testa. Gli inquirenti sono già al lavoro e non daremo tregua a chi pensa, con la violenza, di esiliare legalità, libertà e giustizia. Vinceremo insieme questa battaglia”, scrive su Twitter il premier Giuseppe Conte. Il commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Annapaola Porzio, a Foggia per un vertice in Prefettura già programmato, ha definito quello che accade in città negli ultimi tempi “un affronto senza precedenti, e la reazione sarà senza precedenti”; “speriamo nella presenza e nella reazione della società civile”. Un auspicio comune anche al governatore pugliese Michele Emiliano: “È necessaria la mobilitazione di tutti. La criminalità mafiosa stritola la vita delle persone e incute enorme paura alle comunità, paralizzate dalla violenza. Non si può delegare solo alle forze di polizia e alla magistratura la lotta alla mafia”. Parole dure pure dal sindaco di Foggia, Franco Landella: “Lo Stato è più forte della gentaglia che minaccia e intimidisce. Lo Stato è più forte del terrore che questi mafiosi sono convinti di poter spargere per le nostre strade. Chi pensa che Foggia sia destinata a piegarsi si sbaglia”.

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