Fillea Cgil. “Parola d’ordine: Rigenerare!”. Landini: ” la fiducia è ciò che oggi manca”

Fillea Cgil. “Parola d’ordine: Rigenerare!”. Landini: ” la fiducia è ciò che oggi manca”

Un luogo di confronto e dibattito sul tema delle costruzioni sostenibili, per ottenere un cambio culturale: una decisa inversione di tendenza in direzione del green building, il costruire verde e sostenibile, la rigenerazione urbana, il recupero delle periferie, la riqualificazione delle aree degradate. Questo, in estrema sintesi, è l’obiettivo di Nuove Ri-Generazioni, l’associazione voluta dalla Fillea Cgil e presentata oggi (31 gennaio) a Roma, nel corso del convegno dal titolo “Parola d’ordine: Rigenerare!”. Tanti sono i punti da cui partire: certamente le città e le famiglie che vi abitano, i giovani e i lavoratori, i poveri e i migranti. La rigenerazione riguarda tutti loro, in un progetto complessivo di cui vengono forniti alcuni esempi: il sindacato ritiene urgente un intervento di rigenerazione per Santa Maria della Pietà, ex manicomio in provincia di Roma, così come per i centri dell’Appennino colpiti dal sisma del 2016. Serve un piano per la Fiera di Padova con l’obiettivo di creare un hub dell’innovazione, per il quartiere San Girolamo a Bari e per il comune di Moncalieri a Torino. Sono solo alcuni esempi, su cui la nuova associazione si impegna avviando così il suo lavoro.

Ad aprire la giornata è stato Graziano Gorla, segretario nazionale della Fillea: “Siamo convinti che attorno alla rigenerazione urbana e al futuro delle città, delle aree interne e delle loro comunità, si giochi anche il settore delle costruzioni: sia a livello occupazionale come della qualità dell’impresa, del lavoro nel settore edile e di tutta la filiera dei materiali. Da qui – ha spiegato – passano i temi dei cambiamenti epocali che stiamo vivendo, della sostenibilità ambientale, dell’innovazione tecnologica e digitale, dei nuovi bisogni delle persone, del benessere sociale, di qualità della vita nell’ambiente costruito e nel territorio”. I più recenti studi dicono che, nonostante le tendenze alla concentrazione delle aree metropolitane, il recupero delle aree urbanizzate minori, nelle cosiddette aree interne, è tema attuale e fondamentale per lo sviluppo del Paese: “Tocca poi a noi come sindacato costruire la contrattazione green a partire dai territori, sperimentando modelli di partecipazione territoriale già nella fase di progettazione degli interventi e dalle tante complessità di cui tenere conto”.

Il presidente di Nuove Ri-Generazioni, Gaetano Sateriale, ha illustrato i piani dell’associazione rivolgendosi anche alla politica: “Per un modo di costruire green e sostenibile i piani straordinari non ci interessano – ha detto -: al contrario bisogna tornare a una programmazione normale, in cui ogni anni si decide la cifra esatta di risorse da investire sul tema. Sarebbe questo il vero salto. Non è vero che non ci sono risorse da prendere, anche negli anni della crisi economica”. Più in generale, “serve un progetto complessivo”, in cui “gli elementi devono essere mescolati: piantare più alberi è molto importante, ma anche sviluppare il costruire sostenibile. Serve la manutenzione delle scuole come dei fiumi. Dobbiamo rendere le regioni autosufficienti nel ciclo di rifiuti, fare di più nelle bonifiche e nella lotta contro le infiltrazioni mafiose”. In tal senso “occorre passare all’idea che esistono due tipi di welfare: uno che riguarda la persone e l’altro che riguarda il territorio. Il welfare va pensato, diretto, poi c’è bisogno di investimenti”. Infine un passaggio sul ruolo della Cgil, che si ricollega al senso dell’associazione: “Come sindacato abbiamo immaginato un sistema di concertazione territoriale multilivello che parta dal basso. È urgente recuperare il tempo perduto”.

“Ci sono contraddizioni che non possiamo risolvere da soli”. Così il segretario generale della Fillea, Alessandro Genovesi, nel suo intervento. Una di queste riguarda le leggi: “Il corpo normativo italiano è stato pensato negli anni dell’espansione del Paese, quando era in atto quella tendenza”. L’altro nodo da sciogliere è nel comportamento delle aziende: “Parliamo di rigenerazione – ha riflettuto -, ma ogni giorno dobbiamo minacciare scioperi e farli, perché ci sono ancora imprese che risparmiano sul costo del lavoro e non rispettano il contratto nazionale. Così rigenerare diventa difficile”. C’è poi “la vertenza del basso”, ovvero “lo strumento che coltiva le buone pratiche e dimostra che la riqualificazione del territorio si può fare”. Il punto di riferimento per gli edili resta il ccnl: “A fine anno il contratto nazionale scade, affrontiamo la trattativa per il rinnovo: il prossimo contratto deve essere all’insegna dell’innovazione e del green building“.

A portare la voce del governo è stata il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli: “Nel programma dell’esecutivo la rinascita dei nostri quartieri è un elemento imprescindibile – ha assicurato -, una tappa della lotta alle diseguaglianze con l’obiettivo di garantire pari dignità a tutti i cittadini. Il nostro metodo è la condivisione, per questo nella stesura della legge di stabilità abbiamo cercato di parlare con più attori possibile”. Il piano di rinascita urbana “è solo all’inizio”, ha aggiunto, e adesso “dobbiamo aumentare il numero degli alloggi per l’edilizia residenziale pubblica”. Sulla rigenerazione urbana “ci sono anche problemi di ordinamento: secondo il Titolo V della Costituzione le Regioni possono legiferare, in virtù di questo alcune sono più avanzate e altre sono rimaste indietro. Pensiamo di fare una norma quadro da portare nella conferenza Stato-Regioni”. L’altra gamba del piano edilizia del governo è rivedere il fondo affitti, per permettere ai cittadini in difficoltà un accesso ai finanziamenti più rapido e tempestivo. “Il sistema Paese si è impoverito nella progettazione – infine -, anche su quello dobbiamo cambiare”.

“Il sindacato in modo unitario ha avanzato una serie di proposte: oggi il nostro compito non è solo migliorare le condizioni delle persone, ma anche misurare la nostra capacità di mettere in campo una proposta di nuovo modello sociale per il Paese”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, concludendo la giornata. “Per ottenere la rigenerazione urbana dobbiamo fare sistema – ha spiegato -: c’è un problema che riguarda trasporti, la possibilità di vita delle persone, la capacità di progettazione”. Qui il punto non è la mancanza di risorse, ma l’incapacità di progettare: “Spesso non si spendono i soldi già stanziati, allora serve la capacità di far lavorare insieme soggetti diversi”. E ancora: “È necessario fare investimenti per far ripartire l’occupazione, così da ricreare un clima di fiducia. Proprio la fiducia è ciò che oggi manca: le persone non credono più che le cose possano migliorare”. Landini ha parlato anche dei rapporti con il governo: “Si è riaperto un canale di dialogo, quello che è mancato per molti anni precedenti, quindi ci confrontiamo ma non è detto che siamo sempre d’accordo”. Sulle città da rigenerare, poi, “c’è un problema di cambiamento politico: per esempio, dagli anni Novanta in poi a Roma circa 300 mila persone sono andate nei Comuni fuori città, le nuove costruzioni sono fuori dal raccordo anulare. Le periferie non hanno servizi adeguati, come i mezzi pubblici, e questo determina una situazione di iniquità rispetto agli altri. Anche per questo – ha concluso – il tema della progettazione si impone come centrale”.

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