Famiglie salvate dai nonni. Istat, il 36% dei pensionati non supera i mille euro. Il 12% non va oltre i 500 euro, uno su quattro oltre i 2000 euro. Cgil, Cisl, Uil, trattativa per ottenere risultati. Gualtieri ottimista

Famiglie salvate dai nonni. Istat, il 36% dei pensionati non supera i mille euro. Il 12% non va oltre i 500 euro, uno su quattro oltre i 2000 euro. Cgil, Cisl, Uil, trattativa per ottenere risultati. Gualtieri ottimista

La spesa per le pensioni, dati Istat aggiornati al 2018, sale a 293 miliardi (+2,2%). Un pensionato su 3 ha meno di mille euro. Sfogliando i dati resi noti dall’Istituto si scopre che per quasi 7milioni  e 400 mila famiglie con pensionati i trasferimenti pensionistici rappresentano più dei ¾ del reddito disponibile e nel 21% dei casi le prestazioni ai pensionati sono  l’unico reddito. Le famiglie sono salvate dai nonni. Evitano così il rischio povertà. Ma non fanno vita da nababbi. Anzi, si devono arrabattare per arrivare alle fine del mese. Un pensionato su tre vive con meno di mille euro al mese. Uno su cinque addirittura con meno di 500 euro, uno su quattro oltre 2mila euro. Ancora un dato che mette in evidenza come la spesa pensionistica continui a salire e, insieme, crescano anche le diseguaglianze. Più si vive e  più peggiorano le condizioni  di milioni di persone che avrebbero diritto, dopo una vita di lavoro, ad una vecchiaia serena, priva di preoccupazioni. Invece accade il contrario. Vediamo ancora alcuni dati diffusi da Istat. Il peso relativo della spesa pensionistica sul Pil si attesta al 16,6%, valore appena più alto rispetto al 2017 (16,5%), segnando un’interruzione del trend decrescente osservato nel triennio precedente. Nel 2018, i pensionati sono circa 16 milioni, per un numero complessivo di trattamenti pensionistici erogati pari a poco meno di 23 milioni. La spesa totale pensionistica (inclusa la componente assistenziale) nello stesso anno raggiunge i 293 miliardi di euro (+2,2% su variazione annuale). Anche per quanto riguarda la distribuzione territoriale delle pensioni sono evidenti le disuguaglianze. Più del 50% della spesa complessiva viene erogata al Nord. Le pensioni seguono nelle differenze dei livelli e nella dinamica della occupazione l’andamento dell’economia. Più del 50% della spesa complessiva è erogata a residenti al Nord, soprattutto come beneficiari di pensioni IVS, il resto nel Mezzogiorno (27,8%) e al Centro (21,1%).

Riparte il confronto governo-sindacati. Fisco e pensioni. Migliorano i dati economici

I dati resi noti dall’Istat sulle pensioni, se ce ne fosse stato bisogno, confermano la necessità che da parte del governo si metta mano al sistema pensionistico, che si apra davvero il tavolo di trattative così come posto da Cgil, Cisl, Uil, in tante manifestazioni, assemblee che si sono svolte in tutta Italia. Il 27, annuncia il governo, la trattativa in sede ministeriale. Non a caso questo venerdì 17 a Palazzo Chigi riprende il confronto sul fisco e verranno al pettine i nodi da sciogliere per affrontare i tanti problemi che i sindacati hanno posto alla base della piattaforma. Confronto al quale, hanno affermato ieri in conferenza stampa tenuta dai segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Landini, Furlan, Barbagallo, occorre che il governo dia risposte concrete per andare “ad una revisione radicale della riforma Fornero” che, ha detto Landini, “ha prodotto problemi seri. Il nodo sta nel sistema puramente contributivo che – ha sottolineato il segretario generale della Cgil – non esiste da nessuna parte ed è sotto gli occhi di tutti che con il mercato del lavoro che c’è, determina che uno lavori una vita e poi non abbia i soldi per campare quando va in pensione. C’è bisogno della pensione di garanzia, e ipotizzare che anche persone che hanno momenti di non lavoro debbano poter contare su un sistema solidale che copra quei periodi come se avessero lavorato, come serve uno strumento per garantire una pensione minima per tutti quanti” oltre al “problema della rivalutazione delle pensioni in essere”. Se ce n’era bisogno a conferma di quanto rivendicato dai sindacati arrivano i dati dell’Istat. “Mi auguro che non siano tavoli di annunci e maniere cortesi – dice Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl – ma di sostanza”. Aggiunge Barbagallo, il segretario generale della Uil, “che è apprezzabile che sia stata accolta la nostra rivendicazione in merito all’avvio dei due tavoli per la separazione della previdenza e della assistenza”.

Se i “tavoli”, quello sul fisco e quello sulle pensioni,  rispondono alle esigenze poste dai sindacati, la concretezza del confronto in primo luogo si vedrà subito. Il ministro dell’Economia, Gualtieri, infatti, annunciava che stava lavorando per mettere a  punto una legge delega sulla riforma fiscale, “già ad aprile”, parlava di  un decreto da varare entro gennaio, della possibile riduzione del cuneo fiscale. Sempre Gualtieri annunciava che “i dati del Pil nel 2019 sono migliori delle nostre previsioni. Originariamente pensavamo di avere crescita 0 e 0,1 nel 2019 ora pensiamo di arrivare allo 0,2”. Il ministro stima anche previsioni migliori dello 0,6% per il 2020. “Possiamo far di meglio” ha detto. Dati positivi arrivano anche per quanto riguarda il debito delle amministrazioni pubbliche che si attesta a 2.444,6 in calo di 2,2 miliardi rispetto a ottobre. Così Bankitalia che parla di avanzo di cassa pari ad 1,6 miliardi. Il debito delle amministrazioni centrali è sceso di 2,1 miliardi, quello delle locali di 0,1 miliardi. Stabile quello degli enti di previdenza.

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