Elezioni Regionali del 26 gennaio. Affluenza alta in Emilia, al 24% alle ore 12 e in Calabria alla stessa ora al 10, 48%

Elezioni Regionali del 26 gennaio. Affluenza alta in Emilia, al 24% alle ore 12 e in Calabria alla stessa ora al 10, 48%

Affluenza in forte crescita in Emilia Romagna. Alle 12 ha votato il 23,44%, oltre il doppio rispetto alla precedente tornata quando alla stessa ora si era recato alle urne il 10,77% degli elettori. Il dato più alto a livello provinciale si registra a Bologna dove si è recato al voto il 24,97% degli elettori (12,14% nella precedete tornata), seguita da Modena con il 23,96% (11,02%), Ravenna col 23,67% (11,23%) e Ferrara col 23,63% (11,58). In coda invece troviamo Rimini con il 19,86% (7,78%), preceduta da Parma con il 21,98% (9,69%), Piacenza con il 22,55% (10,65%), Reggio Emilia con il 23,54% (10,33%), Forlì con il 23,55 (10,09%). In Calabria si era già recato alle urne il 10,48% degli aventi diritto, contro l’8,85% precedente.

Emilia Romagna: 3,5 milioni di elettori 

Sono oltre 3,5 milioni i cittadini emiliano-romagnoli chiamati al voto per eleggere il nuovo presidente della Regione e i cinquanta componenti dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Le 4.520 sezioni nei 328 comuni della regione resteranno aperte dalle ore 7 alle ore 23. Secondo la rilevazione del Ministero a 45 giorni dal voto, gli elettori sono 3.515.539. Di questi, 1.707.781 sono uomini e 1.807.758 donne. La provincia di Bologna, con quasi 800 mila aventi diritto è la più popolosa elettoralmente: a Bologna città quasi 304 mila elettori. Subito dopo la chiusura dei seggi inizierà lo scrutinio. E’ ammesso il voto disgiunto. Sono sette, sostenuti da 17 liste, gli aspiranti alla presidenza della Regione. La sfida principale è tra Stefano Bonaccini, presidente uscente candidato del centrosinistra, e Lucia Borgonzoni, senatrice della Lega e candidata del centrodestra. Con loro Simone Benini per il M5S, Stefano Lugli per l’Altra Emilia-Romagna, Marta Collot per Potere al Popolo, Laura Bergamini per il Partito Comunista, Domenico Battaglia per il Movimento 3V – Vaccini Vogliamo Verità.

Calabria: 1 milione 900 mila gli elettori

In Calabria sono oltre trecento i candidati per trenta posti in Assemblea regionale. E’ uno dei dati che emergono dalla lettura delle liste per le elezioni regionali in programma domenica. Il numero di consiglieri che saranno eletti rappresenta quindi circa il 10% del totale dei candidati all’Assemblea: trenta seggi contro 304 aspiranti consiglieri. Tra questi, soltanto 62 sono donne e rappresentano circa un quinto del totale, mentre sono 21 i consiglieri uscenti che ambiscono alla rielezione, tra i quali anche l’ultimo presidente dell’Assemblea, Nicola Irto. Tra chi ha frequentato palazzo Campanella e la Cittadella regionale nella scorsa legislatura, c’è anche un assessore della giunta Oliverio, Angela Robbe. Gli aspiranti governatori sono quattro, uno in meno rispetto alle consultazioni del 23 novembre 2014, quando i candidati alla presidenza furono cinque e alle urne si presentarono soltanto 836.531 calabresi su un totale di 1.897.729 elettori, con un’affluenza del 44,08%. Jole Santelli, oltre a essere l’unica donna candidata alla presidenza della Regione, è anche la più giovane ed è sostenuta dal maggior numero di liste e candidati: sei liste per ogni circoscrizione e 144 aspiranti consiglieri. Pippo Callipo, invece, il più grande d’età tra i candidati alla presidenza, conta su una squadra di 72 candidati e tre liste per circoscrizione. L’imprenditore si era già candidato nel 2010 giungendo terzo. Francesco Aiello conta su 46 candidati e tre liste; 42 candidati per Carlo Tansi, anche lui appoggiato da tre liste, di cui una sola presente in tutte le circoscrizioni. Tra gli aspiranti consiglieri, il più giovane è Mario Farina, ventenne, che è in lista a Cosenza con Tansi. Natale Bianchi, candidato a Reggio Calabria con Aiello, all’età di 82 anni, è invece il più anziano tra tutti i candidati.

Emilia Romagna, le sfide della chiusura di campagna elettorale

Circa cinquemila persone hanno partecipato alla Unieuro Arena di Forlì alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale in Emilia-Romagna, a sostegno del presidente uscente Stefano Bonaccini per le elezioni regionali di domenica. A Forlì, città scelta anche come simbolo della voglia di riscatto del centrosinistra dopo la sconfitta alle recenti elezioni comunali, è presente tutta la coalizione, composta, oltre che dal Pd, dalla lista civica Bonaccini Presidente, poi Emilia-Romagna Coraggiosa, +Europa, Europa Verde e Volt. “Fate le foto perché c’è tre volte la gente che c’era a Ravenna da Salvini, Meloni e Berlusconi” ha detto Stefano Bonaccini nel suo intervento. Sul palco del PalaGalassi il candidato del centrosinistra riprende i temi principali che hanno caratterizzato la sua campagna elettorale, come i nidi per tutti, l’inglese già dal nido, il trasporto scolastico gratuito e la sanità. Poi mette in fila una serie di stoccate nei confronti di Lucia Borgonzoni, sua diretta avversaria, e di Matteo Salvini. La prima prende lo spunto dalla questione sicurezza: “Cosa ha fatto Salvini per le periferie? Ha tolto i fondi del precedente governo per la riqualificazione delle periferie, non ha pagato gli straordinari alle forze di polizia”. E poi, senza citarlo direttamente, il caso del comune di Jolanda di Savoia, nel ferrarese: “Magari la promettete voi a Ferrara la tessera di partito per lavorare, non noi”. Per Bonaccini il clima della campagna elettorale di questi ultimi giorni è dovuto al fatto che “sono in difficoltà”, altrimenti spiega “non avrebbero alzato i toni in questi modi”. “Non ci abbasseremo mai alla macchina del fango perché abbiamo troppo rispetto della buona politica. Avrò difetti, avrò fatto tanti errori, ma non ho paura della mia moralità, integrità, onestà”, ribadisce a gran voce Bonaccini. Nel pubblico anche Vasco Errani, il predecessore di Bonaccini in viale Aldo Moro, al quale si rivolge così: “Da lui ho imparato tanto e anche quando le nostre strade si sono divise politicamente non abbiamo dimenticato da dove veniamo, le nostre radici”. Infine, l’appello al voto, come già ripetuto in più occasioni in questi ultimi giorni, a partire da un ringraziamento al movimento delle Sardine: “Si vota per questa terra, non per altro. Ritroviamo l’orgoglio e vedrete che domenica notte vinceremo le elezioni”.

Sardine, la Questura non autorizza la manifestazione al Papeete di Cervia

-“La Questura ha comunicato al comune di Cervia di non autorizzarci alla realizzazione dell’evento al Papeete perché viola il silenzio elettorale. Oggi scopriamo che quando gli fa comodo siamo assimilabili ad un partito mentre in altre occasioni invece non lo eravamo per niente” comunicano le Sardine in una nota. “E’ una scelta molto strana, però non cambia nulla per le sardine”. Tra le 1500 e le duemila persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata dalle sardine a Ravenna. Alcuni di loro sono riusciti a evitare il blocco ai bordi della piazza leghista e hanno fischiato e urlato insulti a Matteo Salvini durante la manifestazione di chiusura della campagna elettorale di Lucia Borgonzoni. Al termine del comizio, poi, sono riusciti ad arrivare sotto il palco. E ci sono stati alcuni momenti di tensione con un militante leghista, quando il gruppo ha cominciato a intonare ‘Bella Ciao’ mentre Salvini stava facendo selfie coi sostenitori. Il militante, che indossava la pettorina del servizio d’ordine della Lega, ha tirato contro di loro un bastone in plastica leggera di quelli usati per reggere le bandiere di partito. Sono quindi intervenute le forze dell’ordine per allontanare il gruppetto di circa 30 persone.

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