Dazi, firmata alla Casa Bianca la tregua tra Stati Uniti e Cina. Via alla fase 2. Ma su Trump cala la tegola dell’impeachment al Senato

Dazi, firmata alla Casa Bianca la tregua tra Stati Uniti e Cina. Via alla fase 2. Ma su Trump cala la tegola dell’impeachment al Senato

Il presidente Usa, Donald Trump, e il vice premier cinese Liu He, hanno firmato oggi la prima fase dell’accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina alla Casa Bianca. La firma dell’accordo giunge dopo lunghi negoziati e una guerra commerciale di quasi due anni. Il presidente statunitense ha tuttavia avvertito che i dazi sui prodotti cinesi resteranno comunque in vigore fino a quando non sarà raggiunta la fase due dell’accordo. “Questa è un’occasione molto importante e straordinaria”, ha dichiarato Trump durante la cerimonia per la firma. “Oggi facciamo un passo importante, uno che non è mai stato fatto prima con la Cina, verso un futuro di commercio equo e reciproco mentre firmiamo la Fase Uno dello storico accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina. Insieme, stiamo sistemando i torti del passato e offrendo un futuro di giustizia economica e sicurezza per i lavoratori, gli agricoltori e le famiglie statunitensi. Voglio ringraziare il presidente Xi (Jinping), che sta guardando mentre parliamo, e andrò in Cina in un futuro non troppo lontano”, ha affermato Trump. Il presidente ha sottolineato nel suo discorso che la Cina sta aiutando gli Stati Uniti nei dialoghi con la Corea del Nord.

L’accordo, secondo la Casa Bianca, riguarda la protezione e l’applicazione della proprietà intellettuale, ponendo fine al trasferimento di tecnologia forzata, all’espansione degli acquisti agricoli statunitensi, alla manipolazione di valuta e al riequilibrio delle relazioni commerciali Stati Uniti-Cina. In base alla prima fase dell’accordo, alcuni dazi resteranno in vigore, mentre altri saranno ridotti o posticipati. I rialzi dei prezzi di beni tra cui telefoni cellulari e monitor di computer sono stati rimandati. Come parte dell’accordo, i cinesi compreranno anche fino a 200 miliardi di dollari di beni statunitensi, compresi prodotti agricoli come soia e maiale. Prima della cerimonia della firma, il direttore del Consiglio economico nazionale Usa, Larry Kudlow, ha offerto maggiori dettagli sugli obiettivi di acquisto della Cina per ciascuno dei seguenti settori: agricoltura da 40 a 50 miliardi di dollari; prodotti della manifattura per 75 miliardi di dollari; prodotti energetici per 50 miliardi di dollari; servizi finanziari per 40 miliardi di dollari.  L’accordo commerciale firmato da Washington e Pechino è “buono per Cina, per gli Stati Uniti e per il mondo intero” ha scritto Xi Jinping in una lettera a Donald Trump che è stata letta dal vice premier cinese Liu He durante una cerimonia della firma alla Casa Bianca. “In questo spirito spero che la parte americana tratterà in modo equo le società cinesi e le loro attività di commercio ed investimenti” prosegue il messaggio del presidente cinese che chiede “un’onesta applicazione” del trattato. “Il prossimo passo che le due parti devono intraprendere è l’applicazione dell’accordo in un modo veramente onesto e ottimizzare il suo impatto positivo”, conclude la lettera.

Impeachment. La Camera invia gli articoli con le accuse contro Trump al Senato

Si prevede che avvenga giovedì il giuramento del capo della Corte Suprema, John Roberts, che presiederà il processo di impeachment di Donald Trump al Senato, e dei 100 senatori che svolgeranno il ruolo di giuria. Lo ha riferito un collaboratore della leadership repubblicana al Senato, spiegando che domani i manager del processo, vale a dire i procuratori, si presenteranno in aula per leggere gli articoli di impeachment contro il presidente. A questo punto, si potrà procedere al giuramento di Roberts che a sua volta farà giurare i 100 senatori. A guidare il team dei sette manager dell’impeachment, una sorta di procuratori che rappresenteranno l’accusa durante il processo al Senato di Donald Trump, vi saranno due dei protagonisti dell’istruttoria del Kievgate condotta alla Camera, Adam Schiff, presidente della commissione Intelligence, e Jerrold Nadler, presidente commissione Giustizia. Gli altri cinque sono: Hakeem Jeffries, Zoe Lofgren, Val Demings, Sylvia Garcia e Jason Crow. Subito dopo l’annuncio di Nancy Pelosi, Nadler è partito all’attacco avvisando la maggioranza repubblicana al Senato che ogni tentativo di bloccare documenti o testimonianze sarebbe considerato “un disgustoso insabbiamento”. “Il popolo americano sa che in un processo devono essere ammessi testimoni, presentate prove – ha detto – se il Senato non permetterà l’introduzione di testimoni e documenti richiesti dalla Camera nel suo ruolo di procuratore allora commetterà un disgustoso ed incostituzionale coverup”.

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