Dal governo due mosse incomprensibili sulla Libia. Conte vede Haftar, Serraj va su tutte le furie e torna a Tripoli. Di Maio non firma la dichiarazione finale del gruppo di contatto

Dal governo due mosse incomprensibili sulla Libia. Conte vede Haftar, Serraj va su tutte le furie e torna a Tripoli. Di Maio non firma la dichiarazione finale del gruppo di contatto

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha ricevuto nel pomeriggio a Palazzo Chigi il generale Khalifa Haftar, comandante dell’Esercito nazionale libico (Lna), che dallo scorso dicembre sul terreno ha intensificato la sua offensiva verso Tripoli. Il capo del governo italiano avrebbe dovuto vedere anche il capo del Governo di accordo nazionale (Gna), Fayez al Sarraj, il quale – stando a quanto si apprende – avrebbe tuttavia appreso con irritazione della presenza a Roma di Haftar, risolvendosi dunque a saltare la tappa italiana e a fare ritorno a Tripoli dopo essere stato a Bruxelles, dove questa mattina ha incontrato il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, l’Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Josep Borrell, e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. “Non ci possono essere dialoghi o incontri con il criminale di guerra Haftar”, ha spiegato a una tv libica l’ambasciatore di Tripoli presso l’Ue Hafed Gaddur. Un’occasione mancata per Conte che, sebbene non sperasse in una stretta di mano tra i due – come invece accadde a Palermo poco più di un anno fa -, avrebbe comunque tenuto incontri separati con i due protagonisti della crisi per ribadire loro la necessità di un dialogo che eviti un’escalation sempre più pericolosa a poche miglia dalla coste italiane.  Il premier del Governo di accordo nazionale libico (Gna), Fayez al Serraj, non si è recato a Roma per colloqui col presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, perché la parte italiana non è riuscita a organizzare in modo corretto l’incontro, sostiene Lev Dengov, capo del gruppo di contatto russo per la Libia, citato da Russia Today. “Stando alle mie informazioni”, ha detto Dengov, “Serraj non incontrerà né Haftar, né Conte ed è tornato a Tripoli”, dopo i colloqui con gli europei a Bruxelles. Secondo il rappresentante russo, l’Italia non è riuscita a organizzare correttamente l’incontro: “Molti punti non sono stati discussi con entrambe le parti”, ha spiegato.

Nelle stesse ore al Cairo il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, è stato protagonista di una riunione con i colleghi di Egitto (Sameh Shoukry), Francia (Jean-Yves Le Drian), Grecia (Nikos Dendias) e Cipro (Nikos Christodoulides), sempre dedicata al dossier libico. Al termine dell’incontro, il titolare della Farnesina ha deciso di non firmare il comunicato finale congiunto, troppo sbilanciato contro il Gna di Sarraj e la Turchia, che di recente ha annunciato il proprio intervento militare a sostegno di Tripoli.  Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha intanto convocato per venerdì prossimo, alle 9, i capigruppo di maggioranza e opposizione a palazzo Chigi. Nel corso della riunione, che si svolgerà alla presenza dei ministri degli Esteri e della Difesa Luigi Di Maio e Lorenzo Guerini, saranno affrontati i dossier sulla Libia e sulla crisi in Iraq, dopo lo scontro tra Stati Uniti e Iran. Di Maio, secondo quanto si apprende, ha tentato di smussare la dura posizione assunta dai partecipanti nei confronti del governo libico riconosciuto dalle Nazioni Unite e di Ankara, ricordando la necessità di “non spaccare” l’Unione europea e sottolineando come ogni decisione, in questa fase, abbia conseguenze sulla crisi. Il titolare della Farnesina ha ricordato anche l’appuntamento cruciale con la Conferenza di Berlino, invitando i colleghi Ue a spingere per l’individuazione di una data già in occasione del Consiglio affari esteri di venerdì 10 gennaio e ha sottolineato la necessità che l’Ue “non si sbilanci da una sola parte”, ma sia piuttosto “in prima linea per il dialogo e la moderazione”. Meno dettagli si hanno invece su quanto accaduto a Roma. E’ emerso come l’incontro tra Conte e Haftar sia durato ben tre ore, ma al termine del colloquio i due non hanno rilasciato dichiarazioni. Cionondimeno, gli eventi di oggi pomeriggio hanno fatto molto discutere in Libia.

Citato dall’emittente “Libya al Ahrar”, il ministro dell’Interno del Governo di accordo nazionale di Tripoli, Fathi Bashagha, ha attribuito la notizia dell’incontro (poi saltato) tra Conte e Sarraj a una “campagna di propaganda promossa in Italia da voci finanziate dagli Emirati Arabi Uniti e volta a demoralizzare i combattenti allineati al Gna sul fronte”. L’ambasciatore di Libia a Bruxelles, Hafed Ghaddur, ha invece chiarito che “non ci può essere dialogo con il criminale di guerra Haftar”. In giornata, Sarraj aveva ricordato che “da aprile l’altra parte (il generale Haftar) persiste nel suo impegno militare”, e ha aggiunto: “Non vogliamo che la Libia divenga un terreno di guerra per procura. Vogliamo che l’aggressore fermi i suoi attacchi contro il governo libico legittimo riconosciuto a livello globale. Questo governo è legittimato e può fare appello agli alleati e a tutte le parti per difendersi. Abbiamo il diritto di concludere trattati e convenzioni con tutte le parti. L’abbiamo fatto in tutta trasparenza”. Sarraj, che ha ottenuto l’appoggio militare della Turchia, ha anche negato che il suo governo abbia chiesto l’arrivo di mercenari e combattenti da Ciad, Sudan e altri paesi. “Siamo determinati a proteggerci e nessuno ci toglierà questo diritto”, ha concluso.

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