Coronavirus. Sale il bilancio delle vittime in Cina: 213 morti e circa 10mila i casi accertati. In Italia, Il Cdm decreta lo stato di emergenza. In isolamento allo Spallanzani la coppia di cinesi positivi al virus

Coronavirus. Sale il bilancio delle vittime in Cina: 213 morti e circa 10mila i casi accertati. In Italia, Il Cdm decreta lo stato di emergenza. In isolamento allo Spallanzani la coppia di cinesi positivi al virus

La Cina si dice “pienamente fiduciosa” e in grado di vincere la battaglia contro l’epidemia di Coronavirus dichiarata emergenza sanitaria internazionale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità mentre sale il bilancio delle vittime, ora 213, con 9.692 casi accertati in tutto il Paese.

In Italia, il Consiglio dei ministri ha decretato lo stato d’emergenza per sei mesi, in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, con il conseguente stanziamento di 5 milioni di euro per l’emergenza. Giuseppe Conte in un’intervista al Tg5 invita alla calma: “Non c’è motivo di suscitare panico o allarme sociale”. Quanto alla tempistica delle decisioni messe in campo, Conte spiega: il blocco aereo “non era adottabile prima”. Quindi, il presidente del Consiglio lancia un appello, anche all’opposizione: “Questo non è il tempo delle polemiche, non accetto assolutamente polemiche politiche. E’ il tempo della responsabilità”. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, assicura: “C’è un livello di prevenzione alto e una risposta immediata nei casi sospetti”. Dunque, osserva, “chi specula diffondendo paura non può che essere definito irresponsabile”. “Abbiamo sin dall’inizio alzato la soglia di salvaguardia e di controllo, come misura cautelativa” sottolinea il ministro della Salute Roberto Speranza, al termine della riunione operativa con il premier Giuseppe Conte e il capo dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli nominato commissario. “In questo momento – osserva il ministro – siamo l’unico Paese europeo che ha interrotto i voli con la Cina e che ha immediatamente adeguato la propria impostazione istituzionale alle indicazioni che ieri sono arrivate dalla Oms, l’organizzazione mondiale della sanità, l’organismo che decide e delibera lo stato di emergenza globale sul piano sanitario”. Assicura Speranza: “Siamo al lavoro e ci sono tutte le condizioni nel nostro Paese per poter seguire con la massima attenzione questa vicenda. Abbiamo scelto un livello di attenzione che, in questo momento, è davvero il più alto in Europa. Monitoreremo e seguiremo la situazione nella massima serenità”.

Intanto a Roma sono buone le notizie che riguardano i due turisti cinesi ricoverati all’ospedale Spallanzani e risultati positivi al coronavirus. “Grazie a tutti per quello che hanno fatto: per i primi soccorsi, per l’accoglienza, le cure, la disponibilità… Siamo sereni”. Sono alcune delle parole rilanciate dalle agenzie di stampa, che i due turisti cinesi  ricoverati allo Spallanzani, avrebbero pronunciato prima di essere messi in isolamento. La coppia, 66 anni lui, 65 lei, da mercoledì sera si trova nella struttura romana deputata alla cura delle malattie infettive. A chi li ha visti e ha potuto scambiare qualche parola con loro, i due sono sembrati in forze e tranquilli, più che altro preoccupati di rassicurare tutti sull’eventuale contagio provocato dal loro passaggio in Italia. “Vogliamo rassicurare tutti, a Roma non abbiamo mai preso mezzi pubblici e siamo stati sempre in albergo”, hanno detto i due turisti, assicurando: “A Roma non abbiamo girato, non abbiamo visitato nulla. Ci siamo ammalati subito e abbiamo sempre mangiato in camera”. Appena arrivati allo Spallanzani, i due cittadini cinesi sono stati accolti dal personale sanitario che li ha prima sistemati in isolamento nelle stanze del reparto, dopodiché sono stati rifocillati e hanno passato le prime due notti in modo tranquillo.

Nell’ospedale, intanto, una trentina di persone sono sotto osservazione: in 12, di ritorno dalla Cina, sono stati ricoverati per eseguire il test, in quanto presentano moderati sintomi. Altri 20, totalmente asintomatici, sono comunque in ospedale perché sono stati a contatto con i due turisti cinesi (si tratta in sostanza dell’intera comitiva, oltre all’autista che li ha portati da Parma a Roma). Per altri 9 invece la paura è già finita: dopo il test, negativo, sono stati dimessi. Ma la paura è più contagiosa del virus, almeno in questa fase: un’altra persona con sintomi sospetti è stata prelevata dal 118 al centro di Roma e portata d’urgenza allo Spallanzani, così come un possibile caso è stato riscontrato a Frosinone, mentre impazzano le segnalazioni di falsi allarmi in tutta Italia. Un bar a Fontana di Trevi è arrivato ad affiggere un cartello di divieto di ingresso ad avventori cinesi, poi rimosso. Dalle istituzioni, ma anche dai medici, arrivano comunque messaggi tranquillizzanti: “Alla luce della dichiarazione di emergenza internazionale dell’OMS abbiamo attivato gli strumenti normativi precauzionali previsti nel nostro Paese in questi casi, come già avvenuto nel 2003 in occasione dell’infezione Sars. Le misure assunte sono di carattere precauzionale e collocano l’Italia al più alto livello di cautela sul piano internazionale”, ha scandito il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha anche invitato a evitare “fake news e inutili allarmismi”, lanciando anche un appello all’unità del Paese “contro le speculazioni”, chiaro riferimento alle polemiche politiche di questi giorni. Per affrontare in modo coordinato l’epidemia è stato nominato commissario all’emergenza Coronavirus il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, mentre la comunità cinese di Roma si dice preoccupata per un contagio ben più insidioso: “Forme di discriminazione nei nostri confronti ci sono, e sono sempre meno isolate, ma almeno in minima parte le capisco. Sempre di più con il trascorrere dei giorni, perché non sono solo gli italiani ad avere paura. Ne hanno, e tanta, anche i cinesi”, afferma un noto ristoratore cinese di Milano.

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