Referendum, raccolte le firme, bloccato il taglio dei parlamentari. Decideranno i cittadini. Notte buia dell’informazione, Rai in testa. Chi sono i 64 senatori firmatari

Referendum, raccolte le firme, bloccato il taglio dei parlamentari. Decideranno i cittadini. Notte buia dell’informazione, Rai in testa. Chi sono i 64 senatori firmatari

Solidarietà fra giornalisti, il senatore Andrea Cangini, Forza Italia, che ha diretto il Quotidiano nazionale e il Resto del Carlino, aveva anticipato in una chiacchierata telefonica la speranza che il quorum dei senatori (un quinto del totale) venisse raggiunto per dar vita al referendum sul taglio dei parlamentari, che rappresenta un “danno serio” per la democrazia. Mancavano due senatori per arrivare al numero di 64, in realtà avrebbero dovuto essere 65 ma un seggio, quello dell’Umbria è vacante. Comunque, la speranza di tagliare il traguardo era quasi una certezza. Ma, aveva detto, non si sa mai. Ci sono state forti pressioni anche su chi aveva firmato, non sono mancati tentativi di far ritirare le firme. Ma non sono serviti a niente.  Da chiarire subito, visto che diversi sono i pareri, le opinioni, che se si andasse a votare, elezioni politiche, mentre  è in corso la campagna referendaria, i parlamentari da eleggere sarebbero i 945 attuali, non i seicento  stando al recente voto del Parlamento. E fatto salvo il mese di gennaio, il voto sarebbe  impossibile. E ciò ha portato a congetture di ogni genere. Ma la realtà è questa.

Verso metà mattina l’esultanza, Cangini ci annuncia la conferenza stampa per il pomeriggio insieme, appunto a Tommaso Nannicini, Pd, e a Nazario Pagano, anch’egli di Forza Italia. Il quorum era stato raggiunto con la firma di Francesco Giacobbe, esponente del Pd eletto in Australia.  L’avvocato Besostri,  più che noto per aver sostenuto e vinto molti referendum, ha dato il suo contributo. Si chiede l’avvocato Besostri: “visto che i pentastellati sono fra coloro che più si sono battuti per la riduzione del numero dei parlamentari, una questione di vita o di morte, rischiando anche di mandare in crisi il governo, perché non sono stati  promotori del referendum chiedendo il giudizio del popolo sul loro operato?”.

Il Partito Radicale, con Maurizio Turco e Irene Testa, segretario e tesoriere del partito, ha  buone ragioni per il successo della iniziativa partita dai tre senatori, ai quali hanno dato il loro contributo, sostenuti  da  Giuseppe Benedetto e Davide Giacalone, presidente e vicepresidente della Fondazione  Einaudi. Insieme agli esponenti del Pd, si sono mossi i parlamentari di Forza Italia che hanno seguito Cangini e Pagano, fra i quali Maurizio Gasparri, Lucio Malan, Antonio De Poli. Ora le sottoscrizioni, rese note da Radio Radicale, sono custodite in un ufficio di Palazzo Madama e saranno trasmesse alla Cassazione. Si blocca così l’iter per l’entrata in vigore  della legge sulla riduzione del numero dei parlamentari. La sottoscrizione vede ora  presenti parlamentari di tutti i gruppi, escluso la Lega e Fratelli d’Italia. “La parola ai cittadini” è l’obiettivo del referendum. Si chiamano gli elettori a esprimere il l loro parere. Nel corso della conferenza stampa un giudizio molto pesante è stato fato sui media, la Rai in particolare, che non ha dato notizie sulla iniziativa referendaria in corso.

Un silenzio pressoché assoluto.  Così come le altre tv, le radio. Cangini non dimentica di essere  stato un giornalista e non le manda a dire ai “colleghi”. Non solo il silenzio stampa, ma quando se ne parla si raccontano bugie. Prima fra tutte quella relativa al costo dei parlamentari. Il taglio di deputati e senatori, fatti i conti, porterebbe un risparmio al Bilancio dello Stato, vedi Cottarelli, nell’ordine dello 0,007%. La realtà, ci dice, è che  il taglio dei parlamentari è funzionale a chi, vedi Casaleggio, piattaforma Rousseau, grillini, esprimere una cultura politica che mira alla abrogazione dei luoghi, il Parlamento in primo luogo, nei quali si esprime la democrazia. Non ci stiamo, ribadisce Nannicini, Pd, “l’ultima parola spetterà ai cittadini”. Anche i radicali  fanno il richiamo al popolo. Dicono che “i parlamentari hanno trovato il coraggio di firmare per indire il referendum. Avremmo preferito la via popolare – e per questo abbiamo depositato il quesito referendario all’indomani dell’approvazione della riforma – e che fossero i rappresentati a chiedere di potersi esprimere su una riforma costituzionale così importante, ma raggiungere le 500.000 firme nel silenzio dell’informazione è un’impresa impossibile”.  Il  “silenzio dell’informazione” dovrebbe far riflettere non solo per quello che riguarda il “buio” della Rai, ma anche dei quotidiani, i cui direttori  sono ospiti fissi di televisioni e radio, i quali non hanno trovato il tempo di dire una parola. Così come quel gruppetto di giornalisti, opinionisti, si chiamano,  che passano le serate  a discettare, dare voti,  mai una parola sul referendum. Con Cangini parliamo di cultura politica, il seme della democrazia. Della cosiddetta “democrazia diretta”, la piattaforma Rousseau, il qualunquismo, “non si può fare a meno del Parlamento”, dice, “né ignorare  la Costituzione”.  I firmatari delineano un fronte molto largo. Ci sono tutte le forze politiche, salvo i Leghisti, Fratelli d’Italia. Diamo di seguito l’elenco dei 64.

Italia Viva: Garavini, Nencini

Lega: Grassi ed Urraro (entrambi ex M5S)

5Stelle: Giarrusso, Di Marzio, Maricotti

Pd: Nannicini, Verducci, Rojc, Rampi, D’Arienzo, Giacobbe, Pittella

Forza Italia: Serafini, Cangini, Dal Mas, Masini, Caliendo, Moles, Causin, Minuto, Fantetti, Pagano, Rizzotti, Binetti, Stabile, Schifani, Mallegni, Sciascia, De Siano, Carbone, Caligiuri, Cesaro, Saccone, Vitali, Lo Nardo, Messina, Craxi, Berardi, Perosino, Alderisi, Papatheu, Barboni, Fazzone, Biasotti, Aimi, Giro, Modena, Malan, Gasparri, De Poli, Pichetto, Fratin, Paroli

Misto: Martelli, De Falco, Nugnes, Fattori, Bonino, De Bonis, Buccarella, Merlo, Cario

Il senatore a vita Rubbia

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