Croazia. Elezioni presidenziali. Vince a sorpresa il candidato socialdemocratico Milanovic, che sfiderà al ballottaggio l’uscente Kitarovic, conservatrice. Pericolo estrema destra al 24 per cento

Croazia. Elezioni presidenziali. Vince a sorpresa il candidato socialdemocratico Milanovic, che sfiderà al ballottaggio l’uscente Kitarovic, conservatrice. Pericolo estrema destra al 24 per cento

Sarà necessario un ballottaggio per eleggere il nuovo presidente della Croazia, dopo il voto di ieri che si è tenuto pochi giorni prima che il Paese assumerà – per la prima volta – la presidenza di turno dell’Unione Europea. Nessun candidato ha ottenuto la maggioranza assoluta e si andrà dunque al secondo turno, che vedrà di fronte l’ex primo ministro Zoran Milanovic al presidente in carica Kolinda Grabar Kitarovic. L’ex premier di sinistra è stato il più votato, con quasi il 30 per cento delle preferenze, mentre l’attuale capo dello stato ha sfiorato il 27 per cento; al terzo posto il cantante Miroslav Skoro, legato alla destra, con circa il 24 per cento dei consensi. Gli scrutini sono quasi stati ultimati.

Circa 3,8 milioni di croati erano chiamati alle urne per scegliere tra undici candidati. Milanovic e Grabar Kitarovic si affronteranno dunque nel ballottaggio del 5 gennaio. Pur finendo alle spalle dell’ex premier, l’attuale presidente è considerata favorita dagli analisti perché potrebbe calamitare i voti della destra, non essendoci più in lizza gli altri candidati vicini al suo orientamento politico. E “arringando” i sostenitori, Grabar Kitarovic ha già lanciato appelli all’unione della destra in vista del secondo turno di voto, dopo aver definito il primo turno una battaglia “dieci contro una”. Milanovic ha invece invocato un contesto di civiltà piuttosto che una battaglia, riferendosi alle divisioni politiche tradizionalmente profonde in Croazia tra sinistra e destra. “Stiamo andando al secondo turno, non a una guerra”, ha affermato, “Che vinca il migliore e io credo di esserlo”.

Il primo turno, caratterizzato da un’aspra contesa, ha evidenziato “l’appeal” del populismo nel Paese balcanico che deve gestire l’afflusso alle frontiere dei migranti, oltre a una dilagante corruzione. Skoro, le cui melodie popolari patriottiche ottennero un grande successo negli anni Novanta, ha raggiunto quasi il 25 per cento promettendo in campagna elettorale di schierare le truppe per fermare i migranti al confine. Sebbene gli impegni in chiave nazionalista di Skoro non lo abbiano portato al secondo round, gli analisti hanno sostenuto che la sua affermazione ha evidenziato un chiaro spostamento a destra dell’elettorato croato. Grabar-Kitarovic è diventata la prima presidente donna della Croazia – un ruolo ampiamente cerimoniale – nel 2015 con il sostegno dell’Unione democratica croata (Hdz, di centrodestra), che ha guidato la Croazia per la maggior parte degli ultimi tre decenni.

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