Cgil, Cisl e Uil, martedì 17 la terza mobilitazione in piazza santi Apostoli, a Roma. Pubblico impiego, istruzione e ricerca proclamano lo stato di agitazione

Cgil, Cisl e Uil, martedì 17 la terza mobilitazione in piazza santi Apostoli, a Roma. Pubblico impiego, istruzione e ricerca proclamano lo stato di agitazione

Una riforma fiscale a vantaggio dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, la riduzione del fenomeno dell’evasione, la defiscalizzazione degli aumenti contrattuali, pubblici e privati; una equa rivalutazione delle pensioni, un welfare più giusto ed una legge sulla non autosufficienza: saranno questi i temi al centro della terza manifestazione nazionale unitaria di Cgil, Cisl, Uil indetta per martedì 17 dicembre, in Piazza Santi Apostoli a Roma, dalle 9.30 alle 12.30. Dal palco, oltre alle testimonianze di lavoratori e pensionati, interverranno anche i segretari generali di Cgil e Uil, Maurizio Landini e Carmelo Barbagallo ed il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra.

“Troppe incertezze sul fronte dei rinnovi contrattuali e delle politiche occupazionali relative al pubblico impiego” affermano in una nota congiunta Cgil, Cisl e Uil, che proclamano “lo stato di agitazione nei comparti delle Funzioni Centrali, Locali e nella Sanità Pubblica”. Uno stato di agitazione nel pubblico impiego, proclamato da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa per rivendicare, viste le carenze in legge di Bilancio, adeguate risorse economiche per il rinnovo dei contratti per il triennio 2019-2021, al netto della stabilizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale e dell’elemento perequativo, insieme ad un necessario stanziamento per finanziare un nuovo sistema di classificazione del personale. Sul fronte del ricambio generazionale, i sindacati chiedono “un piano straordinario di assunzioni, insieme a interventi per gli idonei e alla proroga delle procedure di stabilizzazione previste dalla legge Madia”. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa rivendicano, tra le altre cose, “anche la rimozione dei vincoli imposti alla contrattazione integrativa unilateralmente da parte del Mef relativamente alla percentuale di destinatari delle progressioni economiche orizzontali e la restituzione della piena autonomia della contrattazione al riguardo. Su quest’ultimo punto, i sindacati hanno deciso di procedere con delle diffide formali poiché dai confronti sin qui avuti non vi è alcuna certezza di una risoluzione che assegni alla contrattazione le titolarità di tradurre e applicare le previsioni normative che non fissano alcuna soglia”.

Un presidio con flash mob davanti al Miur mercoledì 18 dalle 17 alle 19: questa l’iniziativa con cui la Flc Cgil, Cisl Fsur, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams danno avvio allo stato di agitazione proclamato ufficialmente dalle segreterie unitarie a causa dei “troppi nodi che restano ancora irrisolti”, nel momento in cui la legge di bilancio 2020 giunge alle battute finali in Parlamento. In testa alle rivendicazioni delle 5 sigle sindacali, l’aumento delle risorse per il rinnovo contrattuale, “quelle stanziate dalla legge di bilancio consentono a regime un incremento delle retribuzioni di poco superiore all’inflazione: meno di 80 euro medi mensili, ben lontano dall’aumento a tre cifre promesso a più riprese”.

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