Parlamento. 4550 gli emendamenti presentati alla Manovra di bilancio. Gualtieri rassicura: è sempre stato così, e i conti non si toccano. Rissa tra Italia Viva e M5S

Parlamento. 4550 gli emendamenti presentati alla Manovra di bilancio. Gualtieri rassicura: è sempre stato così, e i conti non si toccano. Rissa tra Italia Viva e M5S

La valanga di emendamenti alla Manovra – 4.550 – non spaventa il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che parla “di una notizia ricorrente. Tutti gli anni se ne presentano molte migliaia, perciò non sono preoccupato”. Il ministro difende la legge di bilancio e la definisce una “Manovra progressista, di sinistra, per lo sviluppo e la crescita: riduce le tasse e mette più soldi negli stipendi. Introduce misure sociali e di welfare importanti”. Poi a Otto e Mezzo passa in rassegna alcuni dei principali nodi: la tassa sulla plastica “ci sarà ma sarà diversa, sarà un intervento giusto, che darà un incentivo alla riduzione della plastica e, allo stesso tempo, un incentivo al riciclo”. Quanto alla sugar tax, spiega Gualtieri, “l’importo è bassissimo” ma “possiamo finanziare anche interventi significativi. Valuterà il Parlamento. Possiamo avere gli asili gratis o una una lattina di Coca cola che costa 3 centesimi in più, sono scelte distributive che possono avere un senso. Si tratta di una misura molto limitata che però può incentivare una riduzione degli zuccheri nelle bevande, che fanno male e che determinano anche un costo per il servizio sanitario nazionale”. Un accenno anche alla crescita: il Paese nel 2020 “starà meglio di come sta nel 2019: nonostante un contesto difficile a livello globale, l’Italia sta andando un po’ meglio. Noi diciamo lo 0,6%, ma penso che potremo fare di più”. Infine rassicura sulla tenuta del governo: durerà “fino alla fine della legislatura. Il Paese ha bisogno di un esecutivo di legislatura che sappia sottrarsi alla tentazione dei fuochi di artificio. Bisogna avere i nervi saldi”.

Ma la presentazione degli emendamenti alla Manovra in commissione Bilancio del Senato apre un contrasto tra i due partiti di maggioranza. Italia viva chiede di abrogare Quota 100, il Movimento 5 stelle alza gli scudi: “Non si tocca”. Il partito fondato da Matteo Renzi propone di cancellare la norma che introduce un regime sperimentale di almeno 62 anni e un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni per avere diritto al trattamento pensionistico anticipato e di destinare i “risparmi derivanti al Family Act”. La replica del capo politico M5s, Luigi Di Maio, è secca: “Il Movimento 5 Stelle l’ha difesa una volta e lo farà di nuovo. Se qualcuno pensa di riportare la Fornero, ha capito male”, scrive su Facebook il ministro degli Esteri. “E’ possibile – aggiunge – che una persona che ha lavorato tutta la vita, dopo quasi 40 anni di lavoro e contributi versati non può nemmeno andare in pensione? Lasciamo che i nonni possano fare i nonni, lasciamo vivere le famiglie e rispettiamo i lavoratori”. Un altro scontro tra i due soci di governo si è registrato anche in mattinata quando il deputato renziano Luigi Marattin a Radio Capital ha detto che la tassa sulle auto aziendali è nata da un’idea “della viceministra Castelli”. “Non l’ho mai pensata così e non l’avrei mai scritta in quei termini”, ha risposto l’interessata ricordando al deputato di Italia viva “che l’attuale testo ha visto la condivisione della maggioranza di governo, di cui anche lui fa parte. Non sarebbe male se si iniziasse a lavorare con spirito di squadra, portando idee nei corretti luoghi di confronto istituzionale, invece che attaccare i colleghi attraverso la stampa”. Proprio su questa imposta – oggetto di numerosi emendamenti depositati a Palazzo Madama – è tornato il vice ministro dell’Economia, Antonio Misiani. In Parlamento – ha assicurato – sarà rivista “profondamente”, insieme alle norme sulla plastica monouso, “sulla base delle valutazioni e delle proposte avanzate dalle associazioni di categoria, dal mondo ambientalista, dalle istituzioni territoriali”.

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