Papa Francesco sferza l’indifferenza della società verso “gli scarti umani”nella Terza Giornata Mondiale per i Poveri. Il rapporto Caritas: 5 milioni di poveri e cresce l’indigenza tra gli operai

Papa Francesco sferza l’indifferenza della società verso “gli scarti umani”nella Terza Giornata Mondiale per i Poveri. Il rapporto Caritas: 5 milioni di poveri e cresce l’indigenza tra gli operai

Troppe volte, sedotti dal prurito della curiosità, ci lasciamo attrarre da chi urla “più forte e più arrabbiato” e dimentichiamo l’essenziale: “inseguiamo le nuvole che passano e perdiamo di vista il cielo”. Usa un’immagine molto suggestiva papa Francesco per parlare del nostro atteggiamento nei confronti dei più bisognosi, durante la Terza Giornata Mondiale per i Poveri. Attratti dall’ultimo clamore, afferma nell’omelia della messa celebrata nella Basilica di San Pietro, non troviamo più tempo per chi ci vive accanto. Nella smania di correre, “dà fastidio chi rimane indietro”, accusa il papa. Ecco come si arriva a giudicare gli indigenti uno scarto: “Quanti anziani, nascituri, persone disabili, poveri ritenuti inutili. Si va di fretta, senza preoccuparsi che le distanze aumentano, che la bramosia di pochi accresce la povertà di molti”. Nella vita, però, a crollare sono le “cose penultime”, non le ultime: “il tempio, non Dio; i regni e le vicende dell’umanità, non l’uomo”. Le cose che a noi “sembrano fatti da prima pagina – dice – il Signore le mette in seconda. In prima rimane quello che non passerà mai: il Dio vivo, infinitamente più grande di ogni tempio che gli costruiamo, e il nostro prossimo, che vale più di tutte le cronache del mondo”. I poveri, afferma Francesco, sono i “portinai del cielo”, perché al Cielo facilitano l’accesso: “Sono il nostro tesoro, il tesoro della Chiesa. Ci dischiudono la ricchezza che non invecchia mai, quella che congiunge terra e Cielo e per la quale vale veramente la pena vivere: l’amore”. Allora, esorta, anziché provare fastidio quando li sentiamo bussare alle nostre porte, possiamo “accogliere il loro grido di aiuto come una chiamata a uscire dal nostro io”. Dopo la messa e l’angelus della domenica, Bergoglio apre le porte dell’Aula Paolo VI per pranzare con 1500 poveri: una “riunione di amici”, dice ringraziando e benedicendo tutti. Anche il menu è accogliente per chi deve rispettare prescrizioni religiose: niente carne di maiale, ma lasagnetta, bocconcini di pollo alla crema di funghi e patate, dolce, frutta e caffè.

Il Rapporto Caritas: in Italia 1,8 mln famiglie in povertà assoluta

In Italia risultano oggi in uno stato di povertà assoluta 1milione 800mila famiglie (il 7,0% dei nuclei familiari), per un totale di oltre 5 milioni di individui (l’8,4% della popolazione). I dati appaiono pressoché stabili se confrontati con quelli dell’anno precedente; nel 2017, infatti, l’incidenza si attestava al 6,9% per le famiglie e all’8,4% per gli individui. Pur arrestandosi la crescita in termini percentuali – evidenzia il Rapporto – il numero dei poveri in valore assoluto è di fatto ancora ai massimi livelli dal 2005, anno a partire dal quale è disponibile la serie storica. La tanto attesa inversione di tendenza anche nel 2018 non si è dunque realizzata: i livelli di indigenza attuali sono ben distanti da quelli conosciuti prima della crisi economica, che appaiono difficilmente ripristinabili: dal 2007 il numero dei poveri ha registrato un incremento del 181% (+121% sulle famiglie). Dal 2015, superati gli anni più bui della crisi (coincidenti in modo particolare con il biennio 2012-2013), la nostra economia ha iniziato a registrare piccoli segnali di “risalita” (dell’ordine per lo più di punti decimali) e che fino al primo semestre 2018 risultavano abbastanza consolidati. Ad esempio, nell’ultimo anno in Italia diminuisce il tasso di disoccupazione complessivo, che passa dall’11,2% al 10,6% (valore ancora molto distante dagli anni pre-crisi quando si attestava al 6,1%); sempre sul fronte lavoro, risulta in leggero calo anche la quota di famiglie che vivono in condizioni di bassa intensità lavorativa che scende dall’11,8% all’11,3%4 . Ci sono poi da annoverare l’incremento del PIL pro-capite, che raggiunge quota 29.100 euro (dai 28.400 del 20175 ) e il calo dell’incidenza dei Neet, che passa dal 25,5% al 24,8%. In linea con tali trend positivi risulta anche il dato relativo alla grave deprivazione materiale: nel 2018 la percentuale di coloro che sperimentano situazioni di grave deprivazione è pari all’8,5%, contro il 10,1% di un anno prima.

Rapporto Caritas, cresciuta del 624% l’incidenza della povertà assoluta tra gli operai

“Colpisce e allarma il confronto tra la situazione delle famiglie di operai di oggi con quella antecedente al 2008: tra loro, in soli dieci anni, l’incidenza della povertà assoluta è aumentata del 624% (passando dall’ 1,7% del 2007 al 12,3% di oggi)” denuncia il Rapporto Caritas sulla povertà. “Ciò – rileva l’indagine – può attribuirsi alla mancata crescita dei salari di questi anni, un fenomeno globale esploso con la crisi economica e di fatto rimasto pressoché irrisolto negli strascichi della grande recessione, che ha generato una stagnazione della produttività e un boom di lavoratori a tempo parziale (sottoccupazione, part-time involontario, ecc.). Nel nostro Paese, secondo una ricerca realizzata dall’ETUI (The European Trade Union Institute), tra il 2009 e il 2018 i salari reali sono calati del 2%, dopo essere cresciuti del 7,3% fra il 2000 e il 2009. E in tal senso l’Italia risulta essere tra i fanalini di coda dell’Europa, con una flessione appena al di sotto di quella di Spagna, Croazia, Portogallo, Cipro e Grecia. I dati sui salari dimostrano chiaramente come spesso anche quando si registrano segnali di crescita economica, i benefici reali tra i lavoratori e la popolazione non sono mai così immediati. E i nuclei di operai – quelli che stanno pagando più pesantemente gli effetti della grande recessione- sono realmente ancora molto lontani dallo sperimentare cenni di ripresa”.

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