Lara Comi, ex europarlamentare e dirigente di Forza Italia, agli arresti domiciliari con accuse pesanti. Per il gip di Milano con quella rete di relazioni può delinquere ancora

Lara Comi, ex europarlamentare e dirigente di Forza Italia, agli arresti domiciliari con accuse pesanti. Per il gip di Milano con quella rete di relazioni può delinquere ancora

Nell’ambito dell’operazione “Mensa dei poveri”, finanzieri del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Milano e della Compagnia Busto Arsizio stanno eseguendo, nella provincia di Varese, un’ordinanza con la quale il GIP del Tribunale di Milano ha applicato ad ulteriori 3 persone le misure cautelari personali della custodia in carcere, per una di esse, e degli arresti domiciliari, per le restanti due.  I provvedimenti in questione sono stati eseguiti nei confronti di Paolo Orrigoni, imprenditore varesino della grande distribuzione, consigliere comunale di un comune della provincia di Varese agli arresti domiciliari; l’ex eurodeputata di Forza Italia Lara Comi, anch’ella agli arresti domiciliari; il dg di Afol Metropolitana Giuseppe Zingale in carcere. Le indagini hanno fatto emergere delitti di corruzione, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e illecito finanziamento ai partiti e ai politici, realizzato da amministratori locali, imprese e professionisti a vario titolo coinvolti nell’indebito drenaggio di risorse pubbliche di società e/o enti a partecipazione pubblica. Strumentali al raggiungimento di questi scopi illeciti si sono rivelati il ricorso a false fatturazioni tra imprese, l’attribuzione – da parte di società pubbliche – di incarichi di consulenza fittizi o inutili o solo formali, a fattor comune utilizzati per occultare il pagamento del prezzo della corruzione per ottenere favori nelle procedure amministrative.

Lara Comi, ex eurodeputata finita oggi ai domiciliari nel secondo filone dell’inchiesta milanese su presunte tangenti e finanziamenti illeciti che lo scorso maggio ha portato a 43 misure cautelari, sapeva di essere nel mirino degli inquirenti e di poter essere indagata. In una conversazione intercettata cerca di concordare versioni da fornire a giornalisti e magistrati. “Comunque oggi io dirò che non ho mai preso 17k (17mila euro, secondo l’accusa, ndr), non ho mai avuto consulenze con Afol né di società a me collegate che non esistono…”, dice rivolgendosi a Maria Teresa Bergamaschi.  All’amica con la quale tesse affari nel gennaio scorso consiglia di utilizzare “Telegram che è più comodo” e consente la distruzione dei messaggi, quasi a comunicare la paura di essere intercettata. La Comi suggerisce anche di non rispondere a telefonate ‘sospette’: “Se dovessero chiamarti non rispondere né al telefono, né agli sms poi ti spiego”.  “Nonostante la giovane età Lara Comi ha mostrato nei fatti una non comune esperienza nel far ricorso ai diversi collaudati schemi criminosi volti a fornire una parvenza legale al pagamento di tangenti, alla sottrazione fraudolenta di risorse pubbliche, all’incameramento di finanziamenti illeciti” sostiene il gip di Milano Raffaella Mascarino nell’ordinanza con cui ha applicato la richiesta di arresti domiciliari per l’ex eurodeputata di Forza Italia coinvolta nell’inchiesta ‘Mensa dei poveri’.

Il tutto, secondo il gip, “attraverso la retrodatazione di quota parte degli esborsi erogati per lo svolgimento di consulenze, attraverso l’ingiustificato aumento di emolumenti di cui chiede il rimborso all’ente di appartenenza, attraverso la predisposizione di consulenze fittizie attraverso la cui remunerazione mascherare l’ottenimento di finanziamenti illeciti”. In particolare tra gli episodi contestati alla Comi risulta, a dire dell’accusa, un finanziamento illecito erogato dall’imprenditore bresciano Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia, indagato nei mesi scorsi. Non solo: nell’indagine milanese si contesta anche la truffa ai danni del bilancio dell’Unione Europea in relazione a fittizi contratti stipulati per mansioni di collaborazione con spese a carico del Parlamento europeo, creando così ‘provviste’ di denaro a favore degli indagati mediante la retrocessione di una quota del corrispettivo liquidato. Tra i reati contestati anche l’emissione di fatture false. Non è piuùparlamentare europeo, ma è “rappresentante legale delle associazioni ‘Siamo italiani’, ‘We Change’, del ‘Popolo della libertà coordinamento provinciale di Varese’ e presidente onorario dell’associazione ‘Europe 4 you’ ed è indiscutibile che la sua rete relazionale, trasversale fra alti livelli politici e imprenditoriali” può “costituire un utile ‘volano’ per ulteriori attività illecite” scrive il gip di Milano Raffaella Mascarino nell’ordinanza in cui motiva le esigenze cautelari a carico di Lara Comi e, in particolare, il pericolo di reiterazione dei reati. In più, il gip parla di “pianificazione” dei reati che le vengono contestati, dello “stabile legame” con Caianiello, della ricerca di Comi di “incarichi di sempre maggiore influenza e molto remunerativi”.

Le consulenze fittizie per ricerche “copiate” anche dal sito della Casaleggio & associati

“La più completa inutilità, la mancanza di un reale valore scientifico del contenuto delle asserite consulenze, l’assenza di originalità, l’eccentricità della scelta imprenditoriale di un gruppo leader in Italia, se non a livello europeo, di commissionare consulenze di così basso profilo scientifico”: questi gli “argomenti”, secondo il gip di Milano Raffaella Mascarino, che portano a ritenere quelle due consulenze fittizie pagate 31mila euro dall’industriale bresciano titolare della Omr holding e presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, a Lara Comi “niente altro che” un finanziamento illecito per lei, quando era candidata alle ultime Europee. Nell’ordinanza, infatti, viene ricostruito passo passo che quelle consulenze sono solo il “frutto di un collage di articoli” già comparsi on line e viene fatto proprio l’elenco di tutti quegli articoli. “Io sono contento che i nostri studi vengano apprezzati e utilizzati da tutti. Probabilmente preferirei che fosse citata la fonte quando vengono utilizzati” dice Davide Casaleggio, a margine di un evento sulle Smart company, replicando a chi chiedeva un commento sulle indiscrezioni secondo cui Lara Comi avrebbe copiato delle consulenze d’affari dal sito della Casaleggio. Se seguirà una denuncia per l’ex europarlamentare azzurra? Il presidente della Casaleggio associati ha replicato che al momento ancora non lo sa.

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