La sfida antifascista delle Sardine continua senza sosta. A Genova 8mila in piazza De Ferrari. A Verona 3mila in piazza Isolo. A Piacenza almeno mille

La sfida antifascista delle Sardine continua senza sosta. A Genova 8mila in piazza De Ferrari. A Verona 3mila in piazza Isolo. A Piacenza almeno mille

Oltre 8 mila persone, sulle note di “Creuza de ma” di Fabrizio De Andrè, sono scese in piazza a Genova rispondendo all’appello lanciato dal movimento delle sardine. “Voi non avete fermato il vento, gli avete solo fatto perdere tempo”, hanno detto gli organizzatori del presidio dal palco improvvisato sulla scalinata di Palazzo Ducale, citando una strofa della “Canzone del maggio” del famoso cantautore genovese. Alle 18, ora di inizio della manifestazione, la centralissima piazza De Ferrari era già stracolma di gente di tutte le età. Molti dei partecipanti hanno portato con sé le famose sardine di cartone, simbolo del movimento. Anche nel capoluogo ligure la folla, che ha invaso piazza De Ferrari ma anche l’adiacente Largo Pertini e i portici del Palazzo della Regione Liguria, dopo aver intonato più volte “Bella Ciao”, ha cantato l’inno di Mameli. Tra gli striscioni esposti dai manifestanti, il classico “Genova non si Lega” ma anche un più originale “I pesci non chiudono gli occhi” e “Le acciughe fanno un pallone”, che faceva di nuovo riferimento a una delle canzoni di De Andrè.

“Genova è antifascista – ha detto al microfono una delle organizzatrici della mobilitazione – siamo qui perché ci riconosciamo nei valori della Costituzione, che è il nostro unico slogan questa sera. I diritti umani – ha sottolineato – sono indivisibili, o valgono per tutti o non valgono per nessuno. Non possiamo pensare di toglierli ad alcune categorie di persone e pensare che le altre stiano meglio, è esattamente il contrario”. “Noi siamo qui – hanno aggiunto i promotori della manifestazione – per difendere i diritti di tutti, chiedere che le persone non debbano più morire in mare quando scappano da guerre, povertà e persecuzioni, che vengano aperti subito dei corridoi umanitari perché non vogliamo più seppellire quei morti a Lampedusa, non vogliamo centri di detenzione per stranieri”. “Vogliamo – hanno concluso gli organizzatori – che le persone che nascono e studiano nel nostro territorio siano, come sono, italiani, vogliamo che il diritto all’istruzione, alla sanità e al lavoro, siano per tutti, per tutti, nessuno escluso e siamo qua perché noi non escludiamo nessuno, perché siamo liberi, democratici, e antifascisti”.

A Verona più di tremila in piazza

Anche a Verona le “Sardine” sono scese in piazza: sull’onda del gruppo creato su Facebook, che ha superato i 14.000 iscritti, almeno tremila persone si sono radunate in piazza Isolo, scelta non del tutto casuale visto che ospita il Monumento al Deportato ed è la “porta” sul quartiere di Veronetta, il rione più multietnico della città scaligera. “E’ una splendida risposta e un segnale forte che Verona non è solo quella che è stata descritta”, ha detto Deborah Fruner, una dei tre coordinatori del gruppo Fb “Sardine di Verona”. “E’ tempo di reagire anche a Verona”, ha aggiunto Iacopo Buffolo, “anima” della mobilitazione, “contro una politica che fonda il suo messaggio sulla cattiveria e sull’odio verso il prossimo. E la risposta di questa sera conferma che non ci devono essere discriminazioni di nessun tipo”. “Verona non abbocca”, “Sardina antifascista” sono solo alcune delle scritte sui grandi pesci di cartone appesi al collo di manifestanti di ogni età, anche bambini accompagnati dai genitori e persone anziane che non si sono sottratte ad un selfie per immortalare la serata. E Nadir Welponer, ex militante del Partito Comunista e già consigliere regionale, ha chiosato: “E’ una bellissima risposta della città. E vedere così tanti giovani in piazza mi fa ricordare un’altra epoca di grandi ideali. Vuol dire che le nuove generazioni non sono perdute e che c’è ancora speranza”. E la serata si è aperta con l’immancabile “Bella ciao”.

Piacenza, in piazza un migliaio di persone

Sardine a Piacenza: un migliaio di persone hanno manifestato in piazza Duomo senza simboli né bandiere di partito. Tra i presenti anche Mattia Santori, uno degli ideatori del movimento. L’evento di Piacenza si unisce ad una serie di flash mob attuati in diverse città dell’Emilia Romagna e fuori regione per un movimento che, ormai, si è diffuso in tutta Italia. Ora si attende la risposta di Firenze, sabato. Saranno certamente migliaia di sardine antifasciste stipate anche là.

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