Elezioni in Calabria. L’imprenditore Callipo ci ripensa e lancia la sua candidatura per il centrosinistra. Zingaretti esulta, come Stumpo di LeU, ma si fanno sentire i malpancisti, che accusano: “è uomo di destra”. M5S ancora più divisi

Elezioni in Calabria. L’imprenditore Callipo ci ripensa e lancia la sua candidatura per il centrosinistra. Zingaretti esulta, come Stumpo di LeU, ma si fanno sentire i malpancisti, che accusano: “è uomo di destra”. M5S ancora più divisi

Due candidati in lizza per il centrosinistra alle elezioni regionali in programma il 26 gennaio 2020. E’ questo lo scenario che, ad oggi, si profila in Calabria dopo la decisione dell’imprenditore Pippo Callipo di candidarsi alla presidenza della Regione, decisione sostenuta dal Pd guidato da Nicola Zingaretti. Nel centrosinistra e in particolare nel Pd calabrese, infatti, da tempo si registra una vera e propria spaccatura, perché anche il governatore uscente, Mario Oliverio, del Pd, ha riproposto la sua candidatura nonostante sul suo nome ci sia stato il veto ufficiale della segreteria zingarettiana: a sostegno di Oliverio, nelle scorse settimane, si sono schierati un centinaio di circoli cittadini e due federazioni provinciali del Pd, quelle di Cosenza e di Crotone, oltre ad altre forze, soprattutto civiche, di centrosinistra. Lo stesso Oliverio, martedì prossimo, 3 dicembre, inaugurerà la sede regionale del suo Comitato elettorale, localizzata a Lamezia Terme (Catanzaro), nella zona dell’aeroporto internazionale. “Siamo andati a casa loro e gli abbiamo preso il gioiello”. In ambienti dem si commenta così il “colpaccio” di Pippo Callipo candidato alla presidenza della regione Calabria. Il ‘re del tonno’ era un nome civico che era stato avanzato dai 5 Stelle, poi la possibilità era sfumata per le divisioni dei pentastellati su coalizione sì o no con il Pd in Calabria. Ora Callipo è ufficialmente in campo. Ed è il candidato del centrosinistra. Pd in testa. I dem hanno lavorato con il commissario Stefano Graziano e Nicola Oddati, insieme all’imprenditore anti-racket Nino De Masi e al segretario generale della Cgil Calabria, Angelo Sposato, per convincere Callipo a candidarsi. Dopo giorni di confronto, ieri la telefonata tra Callipo e Nicola Zingaretti è stata il tassello finale dell’operazione. Oggi l’annuncio: “Ho scelto di accettare la sfida”.

E oggi per suggellare il patto col Pd di Zingaretti, l’imprenditore Pippo Callipo redige una lunga nota con la quale spiega perché ha dunque deciso di candidarsi alla presidenza della Regione Calabria per il centrosinistra alle elezioni del 26 gennaio prossimo, suscitando tuttavia molti mal di pancia nel Pd calabrese. “Gli appelli che si stanno susseguendo nelle ultime ore, seppur provenienti da ambienti diversi esprimono l’esigenza comune di aprire in Calabria una stagione politica di profondo rinnovamento. Esponenti della società civile, delle organizzazioni sindacali e datoriali mi chiedono un impegno diretto, forte e convinto per avviare un cambiamento reale, tangibile che sia in grado di mettere la nostra Regione al centro dell’agenda politica del Paese” ha scritto Callipo nella nota. “In queste settimane ho molto riflettuto sull’opportunità di un mio impegno politico diretto e sono giunto alla conclusione che non posso non fare questa battaglia, non posso non ascoltare la voce di una nuova generazione che vuole essere protagonista di una rivoluzione pacifica ma decisa e non più procrastinabile. Sempre più giovani calabresi chiedono di non lasciare, per mancanza di opportunità di lavoro e di prospettive di futuro, la terra dove sono nati e cresciuti. Ho deciso quindi di ascoltare il mio cuore, il mio profondo desiderio di aiutare la mia terra perché da sempre coltivo il sogno di vederla cambiare, evolversi e dare opportunità a tutti. Sento inoltre un dovere morale verso i tanti giovani che incontro quotidianamente e che mi chiedono di diventare garante delle loro aspettative. Io ci sono. Io resto in Calabria”.

Zingaretti esulta e dà la sua benedizione all’operazione Callipo presidente, scrivendo di una “grande novità politica e di spinta al cambiamento di cui la Calabria aveva bisogno. La sua storia personale di imprenditore legato alla sua terra e di animatore di movimenti civici, può innescare quella rivoluzione dolce, democratica e innovatrice che una regione bellissima richiede a gran voce”. Nicola Zingaretti si spinge fino ad affermare che “il Partito Democratico lo sosterrà con il massimo impegno e garantirà la stessa carica innovatrice e rigeneratrice che mette in campo la sua candidatura. Ora tutto il Pd calabrese si unisca intorno a Callipo. Lo stesso lavoro deve essere rivolto a creare un’alleanza vasta, civica e politica. Un nuovo progetto per fermare le destre. Con Callipo Presidente può cambiare il destino della Calabria. Lavoriamo affinché intorno a lui si unisca un fronte largo e che tutti coloro che si oppongono alle destre si riuniscano con un programma chiaro intorno a una candidatura forte e vincente”.

Parte subito lo sbarramento nel Pd dei contrari a Callipo, ed è gente che conta, come la parlamentare Enza Bruno Bossio e il segretario della federazione di Cosenza Guglielmelli. Per Bruno Bossio è “un errore politico marchiano. Quello che sta facendo Zingaretti è aberrante”. Enza Bruno Bossio, deputata Pd calabrese, definisce così la decisione di Nicola Zingaretti di dare il sostegno del Pd alla candidatura dell’imprenditore Pippo Callipo. E spiega: “Callipo è tutto tranne che un candidato civico. Nel 2010 si è candidato e di fatto, con la sua candidatura, ha fatto perdere il candidato del Pd, Agazio Loiero, favorendo la vittoria di Giuseppe Scopelliti. Nel 2014 ha sostenuto la candidata del centrodestra Wanda Ferro. Ci sono tanto di foto di Callipo con Ferro in campagna elettorale. Nemmeno i 5 Stelle lo hanno voluto. E noi che facciamo? Ci prendiamo l’usato insicuro per non candidare Oliverio che, almeno, è l’usato sicuro”. La stilettata finale: “è qualcosa di veramente folle che il Pd sostenga la candidatura di un signore di 73 anni, un perdente, un antipolitico e che mai è stato a sinistra. Ma dov’è il rinnovamento? Ma prendi un giovane di Friday for Future o delle Sardine se sei capace di attrarlo… E invece prendiamo questo signore che non è mai stato di centrosinistra ed è sempre stato contro il Pd”. L’altra potente bordata arriva dal segretario della federazione Pd di Cosenza. “Il segretario Zingaretti è evidentemente mal informato e mal consigliato sulla Calabria: la figura di Callipo infatti è storicamente legata alla destra calabrese”. A parere di Guglielmelli, “Callipo appartiene per cultura, storia e visione alla destra padronale e autoritaria, anzi ne costituisce la quinta colonna visto che 10 anni fa ha spaccato la coalizione di centrosinistra favorendo l’ascesa di Scopelliti a presidente della Regione e oggi ci riprova ritornando in campo per dividere nuovamente il nostro campo e favorire la destra. A questo punto – prosegue il segretario provinciale del Pd di Cosenza – potremmo chiedere a Salvini di invitarci al tavolo nazionale del centrodestra così che potremo perorare la causa del candidato ideale di Ferro e Mangialavori, Callipo per l’appunto. La sinistra deve partecipare alla competizione elettorale e provare a fermare con le proprie idee la deriva sovranista, mettendo in campo la propria visione alternativa e non opponendo alla destra estrema un destra dolce come quella rappresentata da Callipo. Infine mi farò carico di presentare ai nostri dirigenti nazionali operai, studenti, lavoratori e sindacalisti calabresi visto che – conclude Guglielmelli – oltre alla vecchia Confindustria non si è riusciti ad andare per ricercare un candidato”.

A sinistra del Pd è il deputato di LeU Nico Stumpo che dà subito la linea, sì alla candidatura Callipo. “Bisogna continuare a lavorare per costruire l’unità tra tutte le forze che sostengono il governo e il mondo del civismo per costruire una forte proposta di cambiamento e di governo per evitare che la Calabria torni indietro di 10 anni, con il centrodestra al governo della regione nella peggiore consiliatura della storia recente. Lo si può fare intorno alla candidatura di Callipo” dice all’Adnkronos Nico Stumpo, responsabile organizzazione nazionale di Articolo 1 e deputato calabrese di Leu a proposito della candidatura di Pippo CALLIPO alla presidenza della regione Calabria.

Ma a dimostrazione che la candidatura di Callipo in Calabria non è poi così unitaria, c’è la testimonianza del travaglio del M5S, in attesa che si pronunci il suo capo politico, Luigi D Maio. Appena viene resa nota la candidatura dell’imprenditore, subito sostenuta da Nicola Zingaretti, comincia il botta e risposta sulle chat interne. Con il coordinatore del Movimento per la campagna elettorale in Calabria, il deputato Paolo Parentela, che invita subito i colleghi a tacere con i cronisti sulla novità del giorno, la scelta di Callipo di rimettersi in pista. Nicola Morra, presidente della Commissione antimafia, finge addirittura di lavarsene le mani e dichiara: la discesa in campo di Filippo Callipo in Calabria “non credo, almeno dal mio punto di vista, che cambi alcunché” nella decisione del candidato governatore del M5S, che ha puntato sul candidato civico Francesco Aiello. “Ma non è certo domanda che si deve fare a me, sono altri che decidono….”.

Parallelamente, crescono i dubbi sull’attuale candidato civico sostenuto dal Movimento, Francesco Aiello, complici una serie di dichiarazioni delle ultime ore -“lavoro 37 ore al giorno, c’ho un fattore di correzione k”- che hanno destato perplessità. Oltre alla sua, mai celata, vicinanza al Pd di Oliverio in Calabria. Senza contare la vicenda del presunto abuso edilizio che ha fatto storcere il naso a molti nel Movimento. “Noi siamo quelli che lavorano in squadra, nel dogma dell’intelligenza collettiva – dice Federica Dieni, la deputata calabrese che chiede di lasciar decidere gli attivisti su Rousseau su un eventuale sostegno a Callipo – non mi pare Aiello sia uno propenso a voler fare squadra”. Non solo. Alcune fonti raccontano all’Adnkronos che nella riunione, in conference call causa maltempo, di domenica scorsa tra Aiello e gli eletti grillini calabresi – durata circa tre ore – e in cui, di fatto, è stato dato il disco verde alla sua candidatura, non sono mancati momenti di tensione. Con Aiello costretto a fare ammenda per aver attaccato, a più riprese, la deputata Dalila Nesci, ‘rea’ di continuare a battagliare per candidarsi alla guida del M5S in Calabria. I dubbi dei 5 Stelle, a distanza di appena una settimana da quella riunione, sembrano alimentarsi di ora in ora. Tanto che qualcuno avrebbe sollevato la questione con Luigi Di Maio – da sempre contrario alla presentazione di liste in Calabria ed Emilia Romagna – per sentirsi rispondere con un tranchant “Aiello l’avete scelto voi”.

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