Conte nel mirino. Salvini lo attacca, Di Maio pure. Lui invita a cena i ministri. Nota positiva dall’Ocse: “in Italia si comincia a vedere una luce” e rialza le stime del Pil

Conte nel mirino. Salvini lo attacca, Di Maio pure. Lui invita a cena i ministri. Nota positiva dall’Ocse: “in Italia si comincia a vedere una luce” e rialza le stime del Pil

I media si sono buttati a tuffo sullo scontro aperto da Salvini nei confronti del presidente del Consiglio, accusato, verrebbe da dire, se fossimo in tempo di guerra e quasi lo siamo per quanto riguarda il governo, di alto tradimento. A placare le acque e i bollenti spiriti di pennivendoli in vena di polemiche sempre e  comunque con il Di Maio che sembra diventato la controfigura di Salvini, sempre pronto ad attaccare il capo del governo di cui fa parte, arriva la nota dell’Ocse che rialza le stime del Pil italiano e indica previsioni di crescita che fanno tirare un respiro di sollievo. Conte dal canto suo non trovando niente di meglio per placare il suo alleato, Di Maio, e ritrovare una sintonia con i suoi partner di governo, ha invitato a cena i ministri dopo la riunione del Consiglio in cui discuterà fra l’altro dell’ ex Ilva.  Da tener conto, infine, che Zingaretti, l’alleato che cerca di calmare le acque, si dice sia al limite della pazienza. Vediamo le accuse a Conte da parte di Salvini, con la complicità del Di Maio.

Il Meccanismo europeo di stabilità provocherebbe danni. Ma il premier non l’ha approvato

Di soppiatto, come i ladri di Pisa che rubavano di notte, Conte avrebbe dato il suo assenso alla riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) che provocherebbe danni immensi alla nostra già traballante economia. Il problema, in due parole, riguarda l’aiuto agli Stati indebitati, i quali ancor prima di chiedere aiuto dovrebbero sottostare a condizioni che sono ritenute molto pesanti, tali da creare danni e non aiutare i paesi indebitati. Si dà il caso che del problema si sia occupato proprio Conte riferendo ai ministri del suo governo sullo stato del confronto all’Eurogruppo. Guarda caso, il governo non era quello attuale ma, sempre presidente Conte, quello  con vicepresidenti del Consiglio e ministri Salvini e Di Maio. I quali oggi fanno gli gnorri. In particolare il Salvini, forse colpito dalle “sardine” che lo tallonano a decine di migliaia, non trova di meglio che  accusare Conte di aver approvato il Mes, di aver agito  di nascosto. Il Di Maio non trova di meglio che accodarsi, eppure anche lui era vicepresidente del Consiglio. Non solo. I leghisti Giorgetti e Bagnai avevano incarichi importanti. Il primo era addirittura sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Bagnai era ed è  l’economista per eccellenza della Lega con un ruolo determinante  in Commissione Bilancio del Senato, se ben ricordiamo.

Ocse, più ottimista del governo, rivede al rialzo le stime di crescita per l’Italia

Passiamo così alla seconda notizia, molto più importante delle dichiarazioni di Salvini e Di Maio. La fornisce l’Ocse, l’organizzazione per la sicurezza e la Cooperazione in Europa. È la più grande organizzazione di sicurezza regionale al mondo e conta 57 stati di Europa, Asia Centrale e Nord America. L’Ocse si pronuncia sulla situazione economica del nostro paese praticamente 24 ore dopo che la Commissione Ue ha dato via libera alla manovra di Bilancio ma rinviando a maggio la decisione definitiva. Insieme ad altri sette paesi dovrà rimettere in sesto i conti, a partire dal debito.

L’Ocse  fornisce numeri sul futuro della nostra economia “leggermente più ottimista del governo” riportano le agenzie di stampa. Nel suo economic outlook, l’organizzazione parigina ha infatti rivisto al rialzo le stime di crescita del Paese portandole da zero a +0,2% nel 2019. Resta invariata al +0,4% quella relativa al 2020 mentre per il 2021 il Pil dovrebbe avanzare dello 0,5%. Il governo nella propria nota di aggiornamento al Def ha indicato una crescita dello 0,1%. E i decimali contano.

L’Ocse, così come la Commissione Ue, si attesta sul nodo deL debito pubblico, che nelle sue stime salirebbe al 136% del Pil nel 2019 e al 136,1% nel 2020, salvo poi tornare a scendere nel 2021, al 135,6%. L’organizzazione – scrivono le agenzie di stampa – invita quindi l’Italia a ridurre il debito in “modo sostenibile” e a “favorire la crescita specie nelle aree in ritardo”, attraverso un “piano di bilancio credibile a medio termine” e ad “ambiziose riforme strutturali”. Ancora: esorta ad un “credibile piano fiscale a medio termine assieme ad ambiziose riforme strutturali”. Vede poco spazio di manovra per allentare le tasse e al governo  fa sapere che va rivista quota cento.

Boone (Ocse). In Italia ci sono le condizioni per far ripartire la crescita

Sull’economia globale “le prospettive restano fragili. In Italia, comunque si comincia a vedere una  luce. Ed è bene così”, ha affermato la capo economista dell’Ocse, Laurence Boone, alla presentazione dell’Economic Outlook. Alla domanda se fosse preoccupata della crescita del debito pubblico fotografata oggi dall’Ocse, Boone ha risposto: “Quello che mi preoccupa è riuscire a far ripartire la crescita in Italia e quello che mi rassicura è che oggi penso ci siano le condizioni necessarie, c’è un vero dialogo con l’Europa, si cerca di equilibrare le riforme, il sostegno all’attività, il piano Industria 4.0”. Sul debito ha precisato che il richiamo della Ue agli 8 paesi tra cui ‘ltalia fa parte delle procedure normali”. Se lo dice l’Ocse perché non crederci?

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