Alessandro Genovesi. Il dramma Ilva conferma la necessità di politiche di sistema. Nelle costruzioni perso un patrimonio di operai pari ad 80 Ilva

Alessandro Genovesi. Il dramma Ilva conferma la necessità di politiche di sistema. Nelle costruzioni perso un patrimonio di operai pari ad 80 Ilva

La vicenda dell’Ilva riporta l’attenzione sul vero dramma del nostro paese –  su cui da tempo anche tutto il mondo delle costruzioni tenta, invano, di avere risposte –  ovvero l’assenza di politiche industriali di sistema che potrebbero, anche con il ruolo positivo di Banche e Cassa Depositi e prestiti, permettere il rilancio delle grandi e medie aziende con interventi di sistema, aperti a tutte le imprese in grado di crescere e competere, generalizzando se possibile la conversione dei crediti bancari in sofferenza, in partecipazioni anche nelle tante aziende che hanno resisto alla crisi, tenendo insieme grandi e piccole imprese.Occorre altresì rafforzare tutti gli strumenti a favore delle piccole e medie imprese, aiutarle nella crescita dimensionale e qualitativa, in particolare aumentando sensibilmente la dotazione del fondo salva imprese e agevolando l’accesso al credito e alla liquidità, cominciando a rendere cedibili alle banche i vari incentivi per ristrutturazione, risparmio energetico, antisismico e bonus facciate da parte dei singoli cittadini.

L’Europa non può, nella sua contabilità, inserire come debito le minori entrate che già sono stimate, considerando la cedibilità bancaria un onere.  Se si rendessero cedibili alle banche i crediti fiscali (cioè le deduzioni riconosciute nei 5 o 10 anni successivi a chi fa interventi sulle proprie case, condomini, uffici o imprese) si darebbe un sostegno molto forte alle piccole e medie imprese che nel nostro settore potrebbero ulteriormente specializzarsi sul Green Building e sulla riqualificazione. Solo tenendo insieme politiche per le grandi imprese, sostegni mirati alla qualificazione delle piccole aziende e una seria lotta al lavoro nero e al dumping contrattuale, potremmo far uscire il settore delle costruzioni dalla asfissia che da anni lo contraddistingue e che ha visto distrutti 800 mila posti di lavoro, un patrimonio di operai e saperi pari a decine di grandi gruppo come Fiat o la stessa Ilva.

Anche per queste ragioni – il 15 novembre, insieme a Filca Cisl e Feneal Uil, saremo in decine di piazze con volantinaggi, presidi, assemblee, manifestazioni, per rivendicare una nuova centralità per il settore delle costruzioni. Se non riparte in termini diffusi l’edilizia e l’intera filiera non ripartirà il Paese.

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