Senato. La commissione Segre contro l’odio razzista passa con 151 voti a favore. L’astensione di Lega, Fi e FdI scatena dure polemiche

Senato. La commissione Segre contro l’odio razzista passa con 151 voti a favore. L’astensione di Lega, Fi e FdI scatena dure polemiche

Un segnale contro l’intolleranza e il razzismo, con una testimonial di altissimo livello umano. ‘Sporcato’, però, dall’astensione del centrodestra, in primis della Lega di Matteo Salvini. Diventa un caso politico l’istituzione della Commissione straordinaria per il contrasto ai fenomeni dell’intolleranza, del razzismo, dell’antisemitismo e dell’istigazione all’odio e alla violenza, che aveva come prima firmataria la senatrice a vita Liliana Segre. Il testo vede la luce a Palazzo Madama con 151 sì e nessun voto negativo, ricevendo però il non voto compatto di tutti e 98 i senatori di Carroccio, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Quanto alla commissione, come spiega la mozione di istituzione,  sarà costituita da 25 componenti e ha compiti di osservazione, studio e iniziativa per l’indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche quali l’etnìa, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche. “Essa controlla – si legge nella mozione – e indirizza la concreta attuazione delle convenzioni e degli accordi sovranazionali e internazionali e della legislazione nazionale relativi ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e di istigazione all’odio e alla violenza, nelle loro diverse manifestazioni di tipo razziale, etnico-nazionale, religioso, politico e sessuale e svolge anche una funzione propositiva, di stimolo e di impulso, nell’elaborazione e nell’attuazione delle proposte legislative, ma promuove anche ogni altra iniziativa utile a livello nazionale, sovranazionale e internazionale. Entro il 30 giugno di ogni anno, la commissione trasmette al Governo e alle Camere una relazione sull’attività svolta e può segnalare agli organi di stampa ed ai gestori dei siti internet casi di fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, richiedendo la rimozione dal web dei relativi contenuti ovvero la loro deindicizzazione dai motori di ricerca”.

In pratica non c’è stata unanimità sulla mozione di maggioranza, visto che sul tavolo c’erano altre quattro mozioni (due di FdI, una della Lega e una di FI). Dopo l’approvazione, l’aula è scattata in un lungo applauso per Segre, 89enne sopravvissuta all’Olocausto e negli scorsi giorni al centro di un caso per gli insulti – quasi 200 al giorno – ricevuti dagli hater sui social.  Avviata la discussione, dalle opposizioni sono cominciati i distinguo. Eppure, l’ex bambina che fu deportata ad Auschwitz e una dei 25 piccoli italiani sopravvissuti all’Olocausto, ci contava su un voto il più ampio possibile. “Speravo che sull’odio in generale il Senato sarebbe stato festante e avrebbe trovato una sintonia generale”, ammette amara Segre. Dopo l’approvazione, l’Aula l’ha applaudita a lungo, tutti in piedi ed Emma Bonino si è avvicinata e le ha stretto la mano. Del resto la vicinanza a parole è stata unanime, specie dopo i tanti insulti ricevuti. “Finalmente ok alla commissione contro i reati di odio, razzismo e antisemitismo dopo la denuncia della senatrice Liliana Segre – scrive su Facebook il segretario Pd Nicola Zingaretti – Che vergogna questa destra sempre più a trazione Salvini che cede alla piazza San Giovanni piena d’odio, rancore e violenza e boccia la commissione. E poi diteci che non c’è differenza tra destra e sinistra”.

La replica leghista è affidata allo stesso Salvini: “Siamo contro il razzismo, la violenza, l’odio e l’antisemitismo senza se e senza ma. Non vorremmo che però, qualcuno a sinistra spacciasse per razzismo quella che per noi è una convinzione, un diritto, ovvero il ‘prima gli italiani’. “Quindi siamo al fianco di chi vuole combattere pacificamente idee fuori dal mondo però non vogliamo bavagli, non vogliamo uno stato di polizia che ci riporti a Orwell”, conclude tra le polemiche. Ma il ridicolo lo ha toccato il capogruppo leghista Massimiliano Romeo che in Aula fa qualche esempio (sufficientemente esplicativo della cultura espressa dal suo partito): “Sostenere che la famiglia formata da un uomo e una donna è un’espressione di odio rispetto ad altri tipi di famiglia? Dire che l’immigrazione illegale può mettere a repentaglio la nostra civiltà, è odio?”. Cosa c’entrino queste espressioni con la battaglia contro l’odio razzista espressa dalla legge Segre di istituzione della Commissione non lo spiega, trasformando così una questione culturalmente forte e legittima in una questione di reati di opinione, che non è tra i compiti della commissione. Da qui il niet leghista alla proposta lanciata dal Pd di votare un’unica mozione, partendo da quella Segre, per non fare “una classifica” di diversi tipi di odio.

Per un po’ Forza Italia tenta la strada dell’unità, sperando in un testo condiviso ma alla fine cede e segue gli alleati: “Riteniamo troppo ambiguo il passaggio sul contrasto ai nazionalismi – spiega Lucio Malan per giustificare l’astensione – e la necessità di colpire anche dichiarazioni sgradite, anche quando non siano lesive della dignità della persona”. Eppure, in Forza Italia la decisione di astenersi scatena più di un malumore. Come quello di Mara Carfagna, che attacca: “La mia Forza Italia, la mia casa, non si sarebbe mai astenuta in un voto sull’antisemitismo. Stiamo tradendo i nostri valori e cambiando pelle”. E Carfagna non è sola. “Sul contrasto fermo e deciso al razzismo, all’antisemitismo non ci si può astenere! Il centrodestra che dovrebbe rappresentare elettori moderati e liberali ha piegato il capo, per l’ennesima volta, ad una destra illiberale. Il mio disagio è il medesimo di tanti nostri elettori” scrive su Twitter Renata Polverini. E ben 8 senatori forzisti (Cangini, Causin, Masini, Stabile, Lonardo, Mallegni, Dal Mas e Berardi) prendendo le distanze dal gruppo, attaccano: ” “Oggi in aula al Senato abbiamo perso un’occasione, con il nostro voto di astensione sulla istituzione della cosiddetta Commissione Segre. Siamo e rimaniamo contrari ai reati di opinione, ma allo stesso tempo siamo preoccupati per il linguaggio d’odio che spesso abita la società e i social media, dove sono i giovani e giovanissimi a trovarsi di fronte a quello che rischia sempre di più di diventare la normalità. Su un tema del genere era forse più saggio non rappresentare un Parlamento diviso in schieramenti politici contrapposti. Questa volta ci siamo adeguati, in futuro non è detto che lo faremo”.

Anche il M5S usa parole durissime sul caso, parlando in una nota di “un violento attacco ai valori fondanti della Repubblica nata dalla Resistenza”. E “vedere le opposizioni astenersi al Senato sulla mozione per la commissione contro l’antisemitismo proposta da Liliana Segre fa male a ogni cittadino democratico. Questo valori non sono né di destra né di sinistra, ma rappresentano le radici storiche e culturali della nazione. Non ci sono distinguo possibili: quello di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia è un atto grave e irresponsabile che strizza l’occhio a odiatori seriali ed estremisti”.

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