Roma. Due rapinatori uccidono un 24enne per uno zaino. Era in compagnia della fidanzata. E Salvini ci specula

Roma. Due rapinatori uccidono un 24enne per uno zaino. Era in compagnia della fidanzata. E Salvini ci specula

A Roma è caccia ai due rapinatori che mercoledì sera hanno sparato contro un 24enne colpendolo a morte. Luca Sacchi, questo il nome della vittima, era in compagnia della fidanzata Anastasia e di altri amici quando, poco dopo le 23, due balordi li hanno aggrediti in via Bartoloni, zona Caffarella. Secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti, i due avevano un forte accento romano e sarebbero fuggiti a bordo di una Smart bianca subito dopo gli spari. Tutto è avvenuto a pochi metri di distanza da un pub dove la vittima aveva passato la serata in compagnia. Sono stati proprio gli amici di Luca a fornire una prima ricostruzione ai carabinieri intervenuti sul posto, mentre un’ambulanza portava il giovane in ospedale, al San Giovanni, dove i medici hanno tentato di salvargli la vita con un delicato intervento chirurgico alla testa. In ospedale, Anastasia è stata medicata per una contusione che gli aggressori le hanno provocato colpendola alle spalle con un pugno o un oggetto contundente, nel tentativo di rubarle lo zaino. La giovane è stata sentita dai carabinieri del Nucleo investigativo e a loro ha raccontato di come tutto sia avvenuto in pochi attimi: prima ha sentito la botta, subito dopo ha lasciato a terra lo zaino che i due hanno rubato. Mentre si allontanavano, Luca li ha raggiunti e a quel punto è partito il colpo di pistola.

L’Appio Latino è uno dei quartieri con la più alta densità abitativa di Roma ma è allo stesso tempo un’oasi tutto sommato tranquilla: palazzi in cortina e case degli anni ’30 abitate da un ceto medio impiegatizio ma anche da professionisti, commercianti, piccoli imprenditori. Le abitazioni costano 4mila euro a metro quadro, quelle con vista parco anche 5/6mila, non proprio prezzi popolari. Ci sono servizi, piscine, palestre. Lo dicono e lo ripetono, gli abitanti, quasi per scacciare la paura. Il primo è proprio Michele, il titolare del John Cabot, il pub di fronte al luogo dell’omicidio. “Questo non è il Far west, a duecento metri da qui c’è il commissariato, le volanti passano ogni 20 minuti, il quartiere è tranquillo e pieno di telecamere, se tu vieni qui tutti i giorni per un mese capisci che quello che è accaduto è folle, non si può morire così”. Sul vetro del pub c’è il segno lasciato dal proiettile che ha ucciso Luca. “Eravamo tutti dentro, stavamo guardando la partita poi abbiamo sentito un rumore, ho pensato che fosse esploso il televisore. Poi abbiamo capito e siamo usciti, lui era in terra in un lago di sangue, abbiamo provato a tamponare la ferita”. Qualcuno lascia un fiore, qualcuno dà voce alla paura che agita tutti: “poteva capitare a chiunque”. “E’ uno schifo, non si può morire cosi’ – dice Alessandro, titolare di un negozio di tatuaggi della zona – Roma sta diventando pietosa. Erano le 23.30, ti rendi conto? A quell’ora c’è la gente che porta il cane al parco e le famiglie che tornano a casa dopo una pizza. Io ho paura, non si può più uscire la sera”. Ed è proprio la sensazione che nessuno è davvero al sicuro a incrinare le certezze di negozianti e abitanti.

Sulla vicenda, corre sui social il cordoglio unanime di cittadini e politici come la sindaca Virginia Raggi, che esprime “profondo dolore” per la morte e auspica “pene severe” per gli aggressori, e il presidente della Regione Nicola Zingaretti che chiede “giustizia di fronte a questa tragedia che lascia tutti noi senza parole”. Non mancano le polemiche in risposta al leader della Lega Matteo Salvini, secondo il quale “da ex ministro dell’Interno fa ancora più male vedere tutta l’insicurezza della Capitale governata dai 5stelle e i tagli disastrosi che Renzi, Conte e Zingaretti fanno al fondo per le forze dell’ordine”. Una su tutte la stilettata del premier Giuseppe Conte che, senza mezzi termini, attacca: “Se qualcuno si permette di fare speculazioni io lo trovo miserabile: ci si può ingraziare il consenso in tutti i modi, ma se da un episodio del genere si pensa di lucrare, lo trovo miserabile”.

Share