Roberto Biscardini. Taglio dei parlamentari. Sì al referendum, sì al proporzionale

Roberto Biscardini. Taglio dei parlamentari. Sì al referendum, sì al proporzionale

Un parlamento di codardi, solo preoccupato del giudizio degli elettori, ha votato con una maggioranza bulgara la riduzione dei parlamentari. Con quale motivazione? Nessuna, salvo la “bufala” dei 5stelle, quella della riduzione dei costi  della politica. Motivazione facilmente contestabile. D’altra parte se la questione fosse la riduzione dei costi della politica perché dovrebbe essere il parlamento il primo bersaglio? Viceversa se la questione fosse la riduzione dei costi del parlamento perché non tagliare gli emolumenti anziché il numero dei parlamentari? Quindi solo per viltà è passata la proposta dei 5stelle. E sempre per viltà sembrerebbe che nessun partito abbia il coraggio di promuovere il referendum per rimettere nelle mani dei cittadini la decisione finale. Ma non è detto che ciò che demagogicamente si pensa sia popolare, lo sia veramente. Quindi il referendum s’ha da fare e molti di noi socialisti siamo pronti a sostenerlo per una serie di ragioni.

 

Primo perché è proprio nella logica del dettato costituzionale che ogni riforma costituzionale sia sottoposta, dopo il voto delle Camere,  al giudizio dei cittadini. Secondo perché il dibattito che si aprirebbe, sia nella fase di raccolta delle firme sia nei mesi successivi, consentirebbe di approfondire i termini veri della questione. E la questione è il parlamento e il ruolo che gli si vuole ancora assegnare o togliere. Non ci vuole molto per capire che, aver messo al centro dell’attenzione la questione del numero dei parlamentari, significa che per i grandi partiti, di destra e di sinistra purtroppo, la prima istituzione da sacrificare sia appunto il parlamento. Ma è proprio questo che vogliono i cittadini? Non credo. Il numero dei parlamentari non è un tabù, ma a condizione di collocarlo in un  quadro di  riferimento costituzionale complessivamente chiaro. E cioè salvaguardando comunque le sue prerogative e quelle dei parlamentari in quanto unici rappresentanti del popolo. Faccio solo un esempio. Se la  riduzione dei parlamentari fosse stata da subito accompagnata da una proposta secca a favore di una legge elettorale proporzionale senza sbarramenti e con le preferenze, a garanzia del diritto del cittadino di scegliere il proprio partito e il proprio rappresentante, allora la questione avrebbe assunto tutto un altro significato. Ma come già appare, la viltà dei partiti maggiori sembra voler andare nella direzione della riscoperta di tutto il ciarpame propagandistico della Seconda repubblica.

 

Invece del proporzionale, si torna a parlare di un sistema elettorale per rafforzare il governo e non il parlamento. Risorgono il maggioritario e il bipolarismo, e magari anche le liste bloccate per impedire ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti. Con ciò il degrado sarà totale e ne usciremo sconfitti tutti. Ma la vedo male anche per il PD, i 5stelle e tutta l’attuale coalizione di governo, che pensa di vincere con il maggioritario, non mettendo in conto che proprio con quel sistema sarà difficile sommare i voti. Insomma, non vedo altra scelta per salvare questa democrazia se non andare al referendum confermativo, chiedere alla maggioranza di scoprire le carte sul sistema elettorale e iniziare da subito una battaglia per il proporzionale.

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