Manovra: il governo convoca i sindacati per il 4 novembre, mentre il ministro Gualtieri tranquillizza i mercati. II decreto imprese è legge. Pronto il Ddl sulle riforme istituzionali. E Napoli sciopera, per il sud

Manovra: il governo convoca i sindacati per il 4 novembre, mentre il ministro Gualtieri tranquillizza i mercati. II decreto imprese è legge. Pronto il Ddl sulle riforme istituzionali. E Napoli sciopera, per il sud

Nuovo round nel confronto fra governo e sindacati sulla manovra. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha convocato i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, per lunedì 4 novembre alle 19 a Palazzo Chigi. All’incontro saranno presenti anche i ministri Roberto Gualtieri e Nunzia Catalfo. Per la Cgil saranno presenti anche i due vicesegretari generali Vincenzo Colla e Gianna Fracassi. “Abbiamo chiesto l’incontro ed è arrivata la convocazione. Continuiamo, pertanto, ad apprezzare la buona volontà al confronto da parte di questo governo al quale, però, ora, chiediamo di prepararsi a tenere nel giusto conto le nostre rivendicazioni”. Così il leader Uil, Carmelo Barbagallo. Con la manovra finanziaria in discussione “bisogna ridurre le tasse al lavoro dipendente e ai pensionati, bisogna ragionare sulle detrazioni e vogliamo una vera lotta all’evasione fiscale” ha ribadito il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in un passaggio del suo intervento al presidio dei lavoratori in sciopero della Emmegi di Limidi di Soliera, nel Modenese. “Con il governo che c’era prima – ha osservato – mi sono sentito dire che volevano fare la ‘Flax tax’, che si volevano fare dei condoni: questo governo ci ha parlato di ridurre le tasse sul lavoro dipendente e di fare lotta evasione fiscale. Ora – ha sottolineato Landini – il problema non sono i titoli, ma come lo fai. Sull’evasione fiscale bisogna fare ancora di più” a partire da “assunzioni di personale all’Agenzia delle Entrate, più assunzioni di personale nella Guardia di Finanza” e dal “far dialogare le banche dati tra di loro”. Con l’esecutivo attualmente in carica, ha proseguito il numero uno della Cgil, “una cosa nuova che è avvenuta: Cgil, Cisl e Uil sono state convocate e ci è stato chiesto cosa pensassimo noi” della situazione economica e dei passi da compiere. “Noi abbiamo presentato la piattaforma” messa a punto dai sindacati negli scorsi mesi. “Le richieste – ha concluso Landini – sono le stesse fatte a luglio: dentro a questa legge di stabilità ci sono alcune cose che vanno in direzione” della piattaforma, “altre non ci sono”.

Gualtieri da parte sua tranquillizza sulla “bontà” della manovra

Intanto, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri sceglie il palco della 95sima Giornata mondiale del risparmio per ribadire il messaggio di rassicurazione sulle intenzioni di politica economica del governo. “Tenere in ordine i bilanci pubblici significa adottare scelte politiche in modo responsabile – ripete – ovvero con la consapevolezza dell’equilibrio tra entrate e uscite. E dunque una politica di bilancio responsabile deve tenere conto dell’andamento ciclico dell’economia”. Il pensiero corre a Mario Draghi, al suo ultimo giorno della Bce. “L’unica via per uscire da bassi tassi naturali – aggiunge Gualtieri citando e ringraziando l’economista – è utilizzare maggiormente la leva della politica fiscale, innanzitutto a livello europeo, in maniera ordinata e coerente”.  Nel frattempo, è stato resoto che il Ddl di Bilancio è atteso in Senato all’inizio della prossima settimana, probabilmente già lunedi’ 4 novembre. Sono, a quanto si apprende, le indicazioni arrivate oggi ai senatori della commissione Bilancio dal viceministro dell’Economia, Laura Castelli. In tal caso, la Commissione potrebbe dare il proprio parere alla presidenza del Senato mercoledì 6 in modo da consentire alla stessa presidenza le comunicazioni all’Aula sui contenuti propri del provvedimento che segnano l’avvio della sessione di bilancio. L’audizione del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, potrebbe svolgersi giovedì 7 novembre, mentre le altre potrebbero proseguire già da venerdì 8 o slittare alla settimana successiva.

La Camera dà il via libera al Decreto salva imprese che contiene la norma che cancella l’immunità ai dirigenti ex Ilva di Taranto sul piano ambientale

Via libera definitivo da parte della Camera al decreto Salva Imprese. Il provvedimento diventa legge con 259 voti favorevoli, 124 contrari, un solo astenuto. Tutela del lavoro e crisi aziendali sono i due ‘capi’ in cui si suddivide il dl. Tanti gli argomenti, dai provvedimenti per i rider agli interventi sulle aree di crisi complessa in Sicilia e Sardegna. Ma i nodi principali sono lo scudo legale per l’ex Ilva e le misure per Whirlpool: l’articolo 14 del decreto reintroduceva le “tutele a scadenza” eliminate nel decreto Crescita, ma l’articolo in questione è stato poi soppresso durante i lavori delle Commissioni Industria e Lavoro. L’esonero contributivo pensato per la multinazionale degli elettrodomestici Whirlpool è invece rimasto.

La maggioranza ha definito il testo da presentare alla Camera per avviare il percorso delle riforme costituzionali

Alla conclusione del vertice-lampo a Montecitorio tra maggioranza e Governo con il ministro ai Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà è stato diffuso il disegno di legge, a firma di tutti i gruppi della maggioranza, che verrà depositato la prossima settimana a Montecitorio e riguarda la riduzione dei delegati regionali (da tre a due) che eleggono il capo dello Stato e l’elezione del Senato su base non più regionale ma circoscrizionale. Per quanto riguarda invece l’emendamento per l’equiparazione dell’elettorato attivo e passivo di Senato e Camera (da presentare al ddl già all’esame di Palazzo Madama sul voto ai 18enni) maggioranza e governo, nonostante l’intesa ci sia già anche su quello, si rivedranno la prossima settimana per la messa a punto tecnica e il deposito formale. In una nota congiunta delle forze di maggioranza al termine dell’incontro con il ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, per quanto riguarda il ddl che invece verrà esaminato alla Camera, si legge: “Come da intese, accordo raggiunto sui testi relativi alle riforme costituzionali da accompagnare alla riduzione del numero dei parlamentari. I testi saranno depositati nel corso della prossima settimana. All’interno vi è il passaggio relativo alla base elettorale del Senato da regionale a circoscrizionale e la riduzione da 3 a 2 dei delegati (di ogni regione) per l’elezione del Presidente della Repubblica, in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. Come era stato indicato all’interno dell’accordo di maggioranza, precedentemente al taglio dei parlamentari e nei tempi previsti, la maggioranza in maniera coesa ha concluso in modo positivo e in un clima costruttivo la prima parte dell’iter che porterà alle riforme”.

E Napoli si ferma per lo sciopero generale

Buona partecipazione allo sciopero nelle fabbriche, cinquemila persone in corteo da piazza Mancini a piazza del Gesù Nuovo, adesione di circa 35 sindaci, oltre venti dei quali presenti in corteo con la fascia da primo cittadino. Queste le cifre diffuse dal sindacato dopo la manifestazione promossa oggi da Cgil Cisl Uil per lo sciopero generale dell’industria e del terziario. “La crisi dell’industria – commenta Emilio Miceli, segretario confederale della Cgil, presente alla manifestazione – è largamente crisi del Mezzogiorno. Napoli e Taranto ne sono l’epicentro. Lo sciopero generale di Napoli è un segnale politico che non deve essere sottovalutato”. “Il governo – conclude Miceli – deve usare tutta la sua autorevolezza e la sua forza di convincimento nelle grandi vertenze dell’industria meridionale, a cominciare da Whirlpool e da Ilva, per fermare un processo che altrimenti rischia di essere distruttivo non sono dell’industria ma della società meridionale”. C’è anche il fantoccio di un operaio della Whirlpool messo in croce come Cristo ma con la scritta “Sud” invece di “Inri”, ad aprire la manifestazione. Tante le tute blu, non solo della Whirlpool, anche di altre aziende del territorio e del terziario. Bandiere dei sindacati cori e canzoni, una tra tutte “El pueblo unido” che, in questi giorni, risuona nelle piazze del Cile. Messaggio principale: “Napoli non molla”. “Per noi non è cambiato niente, vogliamo il rispetto dell’accordo, niente riconversione o altre cose sul tavolo ministeriale, continuiamo nella lotta perché abbiamo avuto un piccolo spiraglio ma per il momento per noi è tutto fermo”. “Per noi non è cambiato niente, nell’accordo non c’erano né licenziamenti né cessione del ramo d’azienda, voglio capire cosa stiamo festeggiando…. noi vogliamo il rispetto dell’accordo e un piano industriale serio”. In corteo anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. “Questo è uno sciopero generale dove ci sono i sindacati, i lavoratori, tante aziende in crisi, sindaci, quindi una lotta unita che si fermerà nel momento in cui avremo vinto”, ha affermato il sindaco di Napoli. “Non ci accontentiamo dell’interruzione momentanea, della cronaca di una morte annunciata, dobbiamo portare a casa il risultato, credo che la settimana prossima sia importante perché sapremo dal presidente del Consiglio la strategia del governo noi porteremo la strategia della città che è unita e non si divide su questo” ha concluso.

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