Intervista all’avvocato Besostri. Le ragioni del No al taglio dei parlamentari e la richiesta di referendum. Serve una legge elettorale proporzionale pura. Conferenza stampa alla Camera

Intervista all’avvocato Besostri. Le ragioni del No al taglio dei parlamentari e la richiesta di referendum. Serve una legge elettorale proporzionale pura. Conferenza stampa alla Camera

Il 21 ottobre, dalle 10 alle 13, presso la sala Aldo Moro della Camera dei Deputati, l’incontro promosso dal Partito Radicale per ribadire le ragioni del No al taglio dei parlamentari e per chiedere il referendum costituzionale confermativo, per poter esprimere, come cittadini, liberamente le ragioni favorevoli o contrarie. A cominciare dalle ragioni, minoritarie in un Parlamento di nominati,  del NO al taglio dei parlamentari e per opporvisi. Oltre al segretario dei Radicali, Maurizio Turco, saranno presenti Felice Besostri, avvocato ed ex senatore dei DS, Augusto Cerri, professore di Diritto costituzionale all’università La Sapienza di Roma, e Giovanni Maria Flick, ministro della Giustizia nel primo governo Prodi e presidente emerito della Corte costituzionale. Ne parliamo con l’avvocato Felice Besostri, uno “specialista”, se così si può dire in cause istituzionali, referendum, vinti per l’esattezza. “Nel caso specifico – dice – spiace  dover constatare che i legislatori, presi dalla smania di fare le cose in fretta, abbiano perso l’occasione di fare le cose come si deve”.

“Come ho detto qualche giorno fa ai microfoni di Radio Radicale – prosegue  – io non sono affatto contrario al taglio del numero dei parlamentari, una proposta che a sinistra circola da quarant’anni e che si sarebbe potuta attuare in molti altri modi, tutti di gran lunga migliori rispetto alla strada seguita. Da sempre favorevole – sottolinea – ad una riduzione del numero dei Parlamentari per ricondurlo al rapporto popolazione/deputati dell’Assemblea Nazionale francese o del Bundestag tedesco e alle riduzione dei loro emolumenti, con un risparmio maggiore di quello approvato, mi trovo costretto a dire NO a una falsa riforma”.

Si sminuisce al limite della nullificazione il ruolo del Presidente della Repubblica

“Deve essere chiaro per tutti che questa drastica riduzione del numero con le leggi elettorali vigenti – n. 165/2017 e n. 51/2019 – sminuisce, al limite della sua nullificazione, il ruolo del Presidente della Repubblica – sottolinea Besostri – come supremo garante della Costituzione e dell’equilibrio e cooperazione degli organi costituzionali a favore di un Presidente del Consiglio espresso da leggi elettorali incostituzionali. Lo dico con una battuta che poi tanto battuta non è: sono favorevole al taglio di coloro, purtroppo non pochi, che hanno votato a favore di questa riforma pur sapendo che è scritta male e comporta gravi rischi per quanto concerne i delicati equilibri costituzionali del nostro Paese”.

“Il rischio più significativo – prosegue  Besostri – riguarda, come ho detto, l’elezione e le funzioni del Presidente della Repubblica. Se non riequilibrata almeno da una legge elettorale proporzionale pura, potremmo assistere, infatti, a un Capo dello Stato più simile a un amministratore di condominio o di società, che a una figura di garanzia in grado di preservare l’unità e la coesione nazionale. Senza contare che, nella peggiore delle ipotesi, potremmo avere addirittura un presidente posto sotto ricatto. L’articolo 90 della Costituzione, difatti, prevede che ‘il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune a maggioranza assoluta dei suoi membri’. Mi sembra chiaro che nessun partito o futuro capo del governo, meno che mai uno dei tanti partiti personali che caratterizzano oggi la politica italiana, debba essere messo nelle condizioni di poter compiere un atto del genere, trattandosi di una procedura delicatissima e, per forza di cose, da escludere dal novero delle possibilità di una singola compagine”..

Voterò no auspicando che le riforme costituzionali siano affrontate con altro spirito

“Per questi motivi – conclude l’avvocato Besostri – in caso di referendum, voterò NO, con l’auspicio che le riforme costituzionali possano, quanto prima, essere affrontate con un altro spirito, e possibilmente da legislatori eletti da leggi costituzionali, non nominati con liste bloccate, e quindi rappresentavi del popolo italiano e non delle oligarchie di Partito, rispetto a quello a cui abbiamo assistito negli ultimi quindici anni”. Contro la Costituzione la maggioranza dei Parlamentari ha già abrogato nel proprio foro interiore il divieto di mandato imperativo. dell’art. 54, del quale ha solo ritenuto la disciplina, scambiando quella morale e di carattere, con quella di partito, e dimenticandosi, speriamo non del tutto e per sempre, dell’onore. Per combinazione e fortuna nostra abbiamo per presidente del Consiglio un laico, che si definisce ‘Avvocato del Popolo italiano’ e non un altro, che si pretende ‘Guida Suprema’, difensore della patria, della famiglia e della religione cristiana”.         l

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