Il Senato approva il documento di economia e finanza del governo giallorosso. Errani: manovra espansiva, verso un programma più vasto. Misiani: chiusa la stagione di condoni e sanatorie. No penali per chi usa il contante

Il Senato approva il documento di economia e finanza del governo giallorosso.  Errani: manovra espansiva, verso un programma più vasto. Misiani: chiusa la stagione di condoni e sanatorie. No penali per chi usa il contante

Una intera giornata di  relazioni, interventi, votazioni ha visto al Senato l’approvazione della nota di aggiornamento al Documento di Economia a Finanza (Nadef) con 169 sì, 123 no, 4 astenuti, la maggioranza  assoluta che era necessaria anche per l’autorizzazione allo scostamento rispetto ai target di bilancio. Si è arrivati al voto dopo un lungo dibattito in Aula e nelle Commissioni che ha visto un serrato confronto con esponenti di enti e associazioni, da Bankitalia a Istat, passando per l’esame dell’organismo di controllo sui bilanci dello Stato.

La giornata al Senato è iniziata con la relazione di Vasco Errani (Leu) a nome della maggioranza che ha poi replicato ai numerosi interventi.  In verità non si sono ascoltate proposte alternative a quanto sottolineato dal senatore. Un ritornello dalle minoranze: “sarà la manovra che farà pagare più tasse ai cittadini”. Un monotono replay, basato sul nulla, senza avanzare alcuna proposta alternativa. Errani ha sottolineato che “nel 2020 le risorse a disposizione sono poche, ma la clausola dei 23 miliardi è sul tavolo e pesa come un macigno sul complesso della manovra, e tutti i colleghi hanno detto che era indispensabile evitare questo aumento dell’Iva”.  “Se la condizione oggettiva è questa – ha aggiunto – la strategia del governo non si può misurare sul 2020, ma su un ragionamento pluriennale”. Nella nota di aggiornamento al Def “l’esecutivo è riuscito a fissare un obiettivo di indebitamento relativamente elevato – ha proseguito Errani – senza creare allarmismo sui mercati e ciò è stato possibile anche grazie all’atteggiamento serio e collaborativo tenuto nei confronti della Commissione europea”.

“Il governo ha infatti dimostrato un convinto sostegno all’integrazione europea – ha spiegato Errani – ma ha posto un giusto accento sulla necessità di abbandonare le politiche di austerità a favore del sostegno alla crescita degli investimenti e della coesione sociale e territoriale”. “Siamo di fronte ad una manovra espansiva che rappresenta un primo passo di un programma più vasto e ambizioso – ha continuato – attuato con gradualità, per contemperare le esigenze di sostegno dell’economia al perseguimento della sostenibilità della finanza pubblica”.

 Nel Def indebitamento non elevato, nessun allarmismo sui mercati

Nella nota di aggiornamento al Def “l’esecutivo è riuscito a fissare un obiettivo di indebitamento relativamente elevato senza creare allarmismo sui mercati e ciò è stato possibile anche grazie all’atteggiamento serio e collaborativo tenuto nei confronti della Commissione europea” ha detto il senatore Vasco Errani illustrando a Palazzo Madama la nota di aggiornamento al Def elaborata dal governo. Entrando nel merito dei contenuti della manovra sui quali in questi giorni i media si sono sbizzarriti in indiscrezioni, sussurri e grida, “la realtà è che le priorità fissate dal Governo sono: la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro; il rilancio degli investimenti pubblici delle infrastrutture; l’aumento delle risorse per l’istruzione, ricerca scientifica e tecnologica; il sostegno e il rafforzamento del sistema sanitario universale e del welfare; il sostegno alle famiglie”. Errani ha tenuto a sottolineare che  “oltre al disinnesco delle clausole di salvaguardia dell’aumento dell’Iva, è previsto un taglio del cuneo fiscale attraverso il Ddl collegato alla manovra, che prevede un impegno valutato in 0,15 punti percentuali di Pil nel 2020, che saliranno a 0,3 punti nel 2021”. Il taglio del cuneo fiscale, ha osservato il relatore, “rappresenta un segnale importante. È una leva per ampliare il potere di acquisto dei redditi medio-bassi, utile ad incentivare la ripartenza del mercato interno dei consumi. Oltre a ciò, si provvederà a un disegno di legge apposito e a una comprensiva organica riforma delle imposte personali da realizzare nel triennio. Questo quadro delinea una seria lotta all’evasione contributiva”.

“Si poteva e si potrebbe fare di più, certamente, ma certo questa è una manovra espansiva perché migliora l’andamento di una economia che oggi è in stagnazione” ha detto il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, in sede di replica sulla Nadef nell’Aula del Senato. ‘Vogliamo farla ripartire, al di là della clausola di salvaguardia che comunque è importante per gli effetti sull’economia, con elementi innovativi a partire da un grande piano di investimenti pubblici e privati sullo sviluppo sostenibile e contro i cambiamenti climatici” che può essere “un’occasione di crescita per il nostro Paese come sta accadendo in tutta Europa’.

Agire contro l’evasione fiscale è il modo migliore per ridurre la pressione delle tasse

“Non ci saranno condoni in questa manovra. Perché chiudere la stagione di condoni e sanatorie è forse il messaggio più forte ai contribuenti per l’apertura di una fase diversa e della priorità che il Governo attribuisce alla incentivazione alla fedeltà fiscale dei contribuenti e al recupero di un ammontare di evasione fiscale che rappresenta un elemento non solo di ingiustizia sociale ma anche di sleale concorrenza tra attori del sistema produttivo.  Agire contro l’evasione fiscale è il modo migliore per ridurre stabilmente la pressione fiscale nel nostro Paese. I 7 miliardi verranno conseguiti con una pluralità di interventi” – ha sottolineato Misiani, riferendosi alle coperture previste proprio da entrate da lotta all’evasione. “Con l’incentivazione all’uso della moneta elettronica. Non ci sarà alcuna restrizione né penalizzazione per i consumatori che desidereranno di pagare in contanti. Non c’è – ha aggiunto – tassa sui bancomat, non c’è abbassamento della soglia all’uso del contante”. Accanto a questo, ha proseguito il viceministro, il Governo punta al “contrasto delle compensazioni indebite” e a un “migliore incrocio delle banche dati già in possesso dell’amministrazione finanziaria che sono potenzialmente uno strumento importantissimo per controlli mirati nei settori a più alto rischio”. Così come “ci saranno interventi sull’evasione fiscale dei prodotti petroliferi. Proroghiamo e se possibile allargheremo” gli incentivi agli investimenti privati. “Mi riferisco – ha detto – agli incentivi del programma Industria 4.0 che verranno confermati e se possibile estesi agli investimenti ecosostenibili delle imprese italiane”. Ha parlato anche di  ‘ecobonus’, ‘sisma bonus’ e bonus per le ristrutturazioni edilizie: “incentivi – ha detto – che hanno aiutato l’edilizia italiana a reggere i colpi di una crisi durissima e possono e devono essere il volano di una nuova stagione di crescita di un settore cruciale per la nostra economia, puntando sulla rigenerazione di un patrimonio edilizio vecchio di decenni”. Misiani, riferendosi al reddito di cittadinanza, ha tenuto a sottolineare che “è una scelta giusta mantenere e rafforzare in Italia una misura universalistica e strutturale contro la lotta alla povertà”. “È assolutamente ragionevole mantenerlo e migliorarlo dal punto di vista del suo funzionamento in relazione all’obiettivo che deve avere uno strumento come il reddito di cittadinanza che è tirare fuori le persone dalle condizioni di emarginazione, esclusione sociale e povertà e reintrodurle nel mondo del lavoro”.

La risoluzione della maggioranza votata in Senato. Riforme incisive e rilancio dell’economia

“È giunto il momento, non rinviabile, di approvare riforme incisive e preparare un vero rilancio dell’economia italiana, rafforzando la congiuntura e aumentando il potenziale di crescita, attraverso il sostegno a consumi e investimenti, assicurando al contempo equilibrio dei conti pubblici, giustizia sociale e una partecipazione propositiva al progetto europeo”. È quanto si afferma nella risoluzione della maggioranza  sulla  Nadef votata in Senato. “Ferma l’esigenza per l’Italia di porre il debito pubblico in rapporto al Pil lungo un sentiero di chiara riduzione, il Governo nella Nota dichiara l’intenzione di neutralizzare l’incremento delle imposte indirette previsto a legislazione vigente per l’anno 2020, evitando l’inasprimento della pressione fiscale e anzi alleggerendo il carico fiscale sul lavoro e rifinanziando gli investimenti pubblici”, si sottolinea. “La Nota – si legge – definisce il perimetro di finanza pubblica nel quale si iscriveranno le misure della prossima legge di bilancio, in una strategia di politica economica ambiziosa, coerente con gli obiettivi che hanno condotto alla costituzione della nuova maggioranza e orientata alla promozione del benessere equo e sostenibile”. Per il raggiungimento dei citati obiettivi, sono necessari interventi volti ad assicurare la crescita economica in un contesto di sostenibilità delle finanze pubbliche, in particolare: l’aumento degli investimenti pubblici, attraverso la costituzione di due nuovi fondi di investimento per un ammontare complessivo di almeno 50 miliardi, e privati; la diminuzione del carico fiscale sul lavoro; un piano organico di riforme volte ad accrescere la produttività del sistema economico e a migliorare il funzionamento della pa e della giustizia; il contrasto all’evasione fiscale e contributiva; le politiche per aumentare l’offerta di lavoro e ridurre la disoccupazione e le diseguaglianze sociali, territoriali e di genere.

Share