Elezioni. Polonia, legislative, il partito populista di Jarolaslaw Kaczynski ha conservato la maggioranza assoluta. Budapest, amministrative, in testa il candidato anti Orban. Tunisia, il giurista conservatore indipendente Kaies Saied nuovo presidente

Elezioni. Polonia, legislative, il partito populista di Jarolaslaw Kaczynski ha conservato la maggioranza assoluta. Budapest, amministrative, in testa il candidato anti Orban. Tunisia, il giurista conservatore indipendente Kaies Saied nuovo presidente

In Polonia, il partito della destra conservatrice “Diritto e Giustizia” (Pis) di Jarolaslaw Kaczynski avrebbe conservato la sua maggioranza assoluta alla Camera, rafforzando il proprio vantaggio sull’opposizione, secondo un exit poll Ipsos pubblicato dall’emittente polacca Tvp al termine delle elezioni parlamentari in Polonia. Al partito di Kaczynski sono accreditati 239 seggi su 460 della Sejm, quattro in più rispetto alle precedenti elezioni del 2015, pari a quasi il 44% delle preferenze. Il principale gruppo di opposizione, la Coalizione civica, secondo lo stesso exit-poll otterrebbe 130 seggi, mentre alla Sinistra e alla Coalizione polacca ne spetterebbero rispettivamente 43 e 34. Anche i nazionalisti antieuropei di Confederazione entrerebbero in Parlamento con 13 seggi.

In Ungheria, si profila un testa a testa per la guida di Budapest, dove si sono tenute le elezioni amministrative. Il candidato dell’opposizione Gergely Karacsony, 44 anni, ecologista di sinistra, ha il 49% dei consensi, con il 24% delle schede scrutinate, ed è avanti rispetto al candidato di Fidesz, il partito del premier Viktor Orban: Istvan Tarlos, 71 anni, sindaco uscente, ha per il momento il 45% dei voti. Una vittoria a Budapest avrebbe un alto valore simbolico per gli avversari di Orban, che nelle legislative della primavera 2018 ha ottenuto il suo terzo mandato consecutivo.

In Tunisia, in attesa dei risultati ufficiali, gli exit poll della società Emrhod Consulting consacrano il giurista conservatore indipendente Kaies Saied nuovo presidente, con il 72,53%% delle preferenze. Sconfitto il magnate delle tv Nabil Karoui, distaccato di molte decine di punti al 27,47%. Superiore al 50% il tasso di affluenza. Ha pagato, dunque, la linea di una dichiarata integrità morale e dell’indipendenza del 61enne professore di Diritto costituzionale, che ha fatto della lotta alla corruzione e della volontà di rivalutare il ruolo sociale dello Stato il fulcro della sua campagna elettorale. Non hanno invece giovato al magnate Nabil Karoui le accuse di riciclaggio e evasione fiscale che lo hanno costretto al carcere per 7 settimane fino alla sua liberazione, avvenuta solo 4 giorni prima della data del ballottaggio, impedendogli di fatto di svolgere una campagna elettorale ad armi pari. Anche se il suo arresto ha sollevato molti dubbi sull’indipendenza della magistratura e sull’uso politico della giustizia, gli elettori hanno evidentemente percepito queste accuse come “macchie” e preferito un personaggio dall’aura integerrima e al di fuori degli schemi della politica tradizionale quale Saied.

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