Come nel West: assalto alla diligenza. Berlusconi in camicia nera si coccola Salvini e Meloni a San Giovanni con i fascisti di CasaPound. Renzi e Di Maio sparano sull’alleato Conte. Zingaretti: tanta pazienza

Come nel West: assalto alla diligenza. Berlusconi in camicia nera si coccola Salvini e Meloni a San Giovanni con i fascisti di CasaPound. Renzi e Di Maio sparano sull’alleato Conte. Zingaretti: tanta pazienza

Sembra un’Italia impazzita. La manovra approvata “salvo intese” dal governo sembrava aver messo d’accordo tutti, tra le forze che hanno dato vita al governo, M5s, Pd, Leu, poi a tempo scaduto Renzi con la nascitura Italia Viva. Non solo le opposizioni, cosa del tutto lecita, magari, qui da noi, in Italia, sono un po’, un po’ tanto verrebbe da dire, becere.  Leggi Salvini, senza se e senza ma, non certo un lord, anche se ormai non vanno di moda vedi Inghilterra  e la Brexit. E leggi pure la donzella Meloni, ogni volta cha la nominano mi viene alla mente il Msi di Almirante, che sembra una che si intrufola per ottenere un posto al sole. Si aggiunge alla carrellata il Berlusconi, il quale insieme a Salvini e Meloni è andato a fare campagna elettorale in Umbria per la lista della destra. I due hanno fatto finta di ignorarlo ma nel comizio erano tutti per lui, per l’anziano cavaliere, il quale ringalluzzito alle nove del mattino è uscito dall’albergo in cui a Perugia ha passato la notte in blazer blu e, guarda caso, camicia nera. Pronto per Piazza San Giovanni dove i “camerati” lo attendono.  E in particolare lo attende Salvini, il quale sa bene che in caso di elezioni  i voti del cavaliere sono indispensabili. Il capo della Lega dice: “Abbiamo aperto la piazza a tutti gli italiani di buona volontà, poi la organizza la Lega e sul palco chi interviene lo decide la Lega. Questo giochino della piazza dei fascisti ormai fa ridere e non ci crede più nessuno. Sarà una piazza con almeno 100 mila italiani”. Parla il Berlusca, ha voglia di conversare con i  giornalisti. Sconfessa Mara Carfagna, una berlusconiana che conta in Forza Italia:“Domani – afferma – direi che in piazza ci sarà l’Italia vera, concreta, che lavora contro l’Italia ideologica legata al comunismo” Ci mancava il richiamo al comunismo. Da tempo Berlusconi non ne parlava. Già che c’era, per far vedere da cha parte sta, lui fa tanti auguri a Renzi nel giorno della Leopolda. “Tanti auguri a Renzi che la Leopolda si svolga bene e che la sua forza politica possa avere successo nell’altra metà campo, dove non giocheremo mai”.

Il segretario del Pd. Manovra all’inizio, guai a rimettere in discussione la partenza

Passiamo così nell’altro campo quello delle forze che sostengono il governo, ne fanno parte con buona dose di ministri, viceministri, sottosegretari. Forze che hanno approvato “salvo intese” la manovra, inviandola a Bruxelles. Dovrebbero  operare in pieno accordo, in  un paese normale. Invece no. Siamo alla rissa o poco ci manca. Tanto che Nicola Zingaretti, il segretario del Pd intervistato da SkyTg24, quasi facendo lo gnorri dice: “Credo che la manovra sia stata votata.  Abbiamo preso l’Italia dal baratro – ha aggiunto – è ovvio che la manovra è l’inizio, ma guai a rimettere in discussione una ripartenza, che è stata apprezzata dai mercati e dall’Europa”. “L’economia se non c’è fiducia – ha  sottolineato – non ripartirà mai. Ora è tempo che insieme proseguiamo”. Per arrivare alla approvazione della manovra ci sono volute lunghe riunioni,        qualche giornale, quelli che guardano dal buco della serratura e mettono fra virgolette parole, frasi, tutte inventate o suggerite da qualche addetto stampa, dibattito, diciamo acceso, fino alle prime ore dell’alba. I capi delegazione delle forze politiche di governo hanno  dato l’ok, salvo intese,come si usa dire. In genere, significa che possono esserci dei ritocchi, magari quando la manovra arriva in Parlamento.  Cosa del tutto lecita, anzi auspicabile. Ma quello che sta accadendo mette in discussione parti che sono fondamentali della manovra di cui sia ben chiaro non siamo certamente dei fans. La giudichiamo per quello che vale con il  contributo di nostri collaboratori talora anche molto critici. Ma noi non siamo il governo del Paese. Al governo c’è, ministro degli esteri Giggino Di Maio, capo anche dei pentastellati che attacca il premier Conte, in particolare per aver portato la soglia del contante da tremila a duemila euro. “Non mi sembra un messaggio di criminalizzazione di qualcuno, non stiamo svantaggiando nessuno”, ha affermato il premier in conferenza stampa da Bruxelles, difendendo quindi la sua posizione di limitare l’uso del contante riducendo la soglia da tremila a duemila euro. “Ci siamo premurati per tempo di lavorare con tutti gli intermediari finanziari perché questa modalità digitale di pagamento non sia penalizzante per le commissioni. Ho parlato con tutti i principali operatori e saranno parte integrante della partita. Andremo ad azzerare o ridurre sensibilmente le commissioni”. E ha aggiunto: “C’è un iter parlamentare e dobbiamo rispettare le opinioni ma confido da presidente del Consiglio che questa manovra mantenga la sua coerenza intrinseca”.

Il ministro degli  Esteri attacca Conte. “Su molti temi voglio vederci chiaro”

Non la pensa così il ministro degli esteri, Giggino  Di Maio.  Dice che “su molti temi voglio vedere chiaro”. Si racconta che nel gruppo parlamentare M5S ci sarebbe malessere, “mal di pancia” raccontano  i bene informati, per l’abbassamento a 2.000 euro per i pagamenti in contanti e verso le sanzioni per gli esercenti che non accettano pagamenti con il pos, percepiti come un aggravio per artigiani, commercianti e piccoli imprenditori. Di Maio ha annunciato anche un consiglio dei ministri per lunedì per dare il via libera alla manovra  e al decreto fisco che contiene parte delle coperture. Un modo di rimettere in discussione l’impianto dell’accordo raggiunto. I punti da chiarire, secondo l’M5S, sarebbero “molti”, compresa l’insistenza sul carcere per gli evasori, contro cui si schiera l’ala renziana del governo, pronta in Parlamento a presentare anche un emendamento per abrogare l’uscita anticipata dal lavoro con Quota 100, come vedremo nel seguito dell’articolo. Già che ci siamo, diamo  conto di una amenità, ma la cosa è molto grave, relativa ad una affermazione di Grillo, il capo  dei grillini il quale  si è chiesto se sarebbe  giusto togliere il voto agli anziani visto che sono quelli che impediscono a giovani, i cui interessi si scontrano con quelli dei giovani. E si è risposto di  sì, “sarebbe giusto impedire agli anziani di votare”. Ogni commento è superfluo. Al Di Maio risponde alquanto irritato il presidente, Giuseppe Conte: “Il Consiglio dei ministri di cui ha parlato Di Maio”, afferma, “servirà a varare un decreto terremoto. Sulla manovra, già approvata, ci potrebbero essere al massimo limature”. Da Bruxelles, dove si trova per il Consiglio europeo, riferiscono le agenzie di stampa, ha rilasciato un’altra  dichiarazione in cui afferma: “Quando ritornerò a Roma ci confronteremo, lavorando all’articolato definitivo. Ricordate sempre che è stata approvata salvo intese, quindi c’è la possibilità di ulteriori modifiche e approfondimenti e non mi sottrarrò  affatto: ci metteremo attorno a un tavolo e verificheremo”.  Già che c’era, ha risposto anche a Renzi Matteo che, presentando la Leopolda ha annunciato un emendamento  per cancellare Quota 100. Risponde il premier: “Quota cento c’è, è un pilastro della manovra”.

Alla Leopolda nasce Italia Viva, una nuova piattaforma imitando M5S?

Sempre Renzi annuncia di dare battaglia in Parlamento, “usando” la “apertura della  Leopolda” e  domenica presenterà ufficialmente Italia Viva, con la scelta del simbolo. Dice che “domenica partiamo con la presentazione del Family Act, con Elena Bonetti. E spiegheremo perché secondo noi quella misura, che investe 20 miliardi in tre anni guardando solo ai pensionandi, è ingiusta: quei soldi dovrebbero andare ai giovani, alle coppie, alle famiglie, agli stipendi e ai servizi. Noi voteremo un emendamento per cancellare Quota 100 e dare quei soldi alle famiglie e agli stipendi: vediamo che cosa faranno gli altri”. “Su quota 100 faremo una battaglia – spiega Renzi – che temo sarà solo una battaglia di testimonianza, visti i numeri”. Quanto alla manovra, “siamo molto soddisfatti del blocco all’aumento dell’Iva. Positivo il passo per ridurre interessi sul debito e aumentare soldi sulla famiglia”. “Sui microbalzelli – ribadisce – come la sugar tax o le imposte sulla casa o sul desiderio di complicare la vita alle partite Iva invece ci faremo sentire. E sono certo che anche altre forze della maggioranza bloccheranno questi inutili microbalzelli”. Insomma nel dibattito in Parlamento si presenterà un governo diviso, ci sarà chi vota un emendamento e chi vota contro. Certo non un belvedere. Poi annuncia che ci saranno “contestualmente  l’atto costitutivo, la carta dei principi, l’apertura formale delle iscrizioni rigorosamente on line” per evitare i capibastone. E chi il computer non lo ha? Per esempio tanti poveri, tanti anziani. Renzi  sembra una brutta copia di Grillo che propone di togliere agli anziani il diritto di voto. Un vecchio detto dice che “Dio li fa poi li appaia”.

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