Cgil, Cisl, Uil insoddisfatti delle proposte del governo. Gli investimenti previsti in manovra sono insufficienti. Serve intervento più corposo. Per le pensioni bene il metodo del confronto ma sulle risorse l’esecutivo resta abbottonato

Cgil, Cisl, Uil insoddisfatti delle proposte del governo. Gli investimenti previsti in manovra sono insufficienti. Serve intervento più corposo. Per le pensioni bene il metodo del confronto ma sulle risorse l’esecutivo resta abbottonato

Dopo il passaggio parlamentare, con il governo che ha superato con qualche difficoltà una prova non facile, il voto sulla Nadef, la nota di aggiustamento del documento di Economia e finanza e la risoluzione della maggioranza che autorizza il rinvio del pareggio di Bilancio, arriva la giornata dei tavoli con i sindacati, in vista della presentazione della legge di Bilancio. Tavoli molto impegnativi, concordati con il presidente del Consiglio Conte, appena rieletto alla guida del governo giallorosso, sia per quest’ultimo che per i sindacati. Il governo, come si suol dire in  questi casi, esce dal voto della Camera con il rotto della cuffia. Solo tre voti hanno consentito di ottenere la maggioranza necessaria a Montecitorio. Non è che ci siano stati voti contrari, dichiarati apertamente contro le risoluzioni presentate. Al Senato dove si potevano prevedere difficoltà è andato tutto liscio. Alla Camera, di fatto, le opposizioni hanno portato a casa i loro voti. Quelli che sono mancati alla maggioranza: ci sono ben 14 parlamentari dei 5S che si sono dati, senza alcuna giustificazione, non si sono presentati. E forse queste assenze hanno “aiutato” l’opposizione dei leghisti di Salvini a dar luogo ad una indegna canea, al grido di “elezioni, elezioni” che ha costretto il presidente di turno a sospendere la seduta. Si dirà, ma che  c’entra il voto  alla  Camera, le difficoltà  che incontra il governo, il crescente dissenso fra i Cinque stelle in particolare in riferimento all’operato di Di Maio, ministro e capo  politico? C’entra eccome, perché per un governo che vuol porsi in discontinuità con il passato il rapporto con le forze sociali, i sindacati in primo luogo, deve dare segni concreti. Per essere ancora più chiari: non può farsi condizionare dal branco leghista e dalle sue sceneggiate. Basterà ricordare un episodio, quando Salvini, allora vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno, convocò Cgil, Cisl, Uil mentre Conte stava a guardare e i sindacati erano considerati alla stregua di ospiti indesiderati. Tutt’al più una visita di cortesia.

Il clima nel rapporto governo-sindacati è cambiato ma la manovra che si delinea non va 

È indubbio che il clima è cambiato ma stando agli incontri che si sono svolti nella giornata di venerdì si sono limitati a questioni di metodo, almeno per quanto riguarda il primo  tavolo, quello in cui si affronta il problema pensioni che è stato seguito dall’incontro con il ministro della Salute, Roberto Speranza e poi in serata il tavolo sul Fisco presso il ministero dell’Economia, un “tavolo” che deve essere segnato, appunto, dalla discontinuità. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, nel corso di una grande assemblea dei delegati Cgil, Cisl, Uil ha posto la necessità di ridurre la tassazione sul lavoro dipendente e sui pensionati. La proposta avanzata dal governo, di cui si è discusso anche al tavolo con i sindacati, dice Landini, di “2 miliardi e mezzo sul cuneo fiscale è troppo poco e deve crescere”. Siamo pronti a fare tante proposte, aveva proseguito, ma “oggi è assolutamente necessario, e il governo lo deve capire in modo molto chiaro, che la parola discontinuità e la parola cambiamento le persone le devono percepire nelle loro vite. Capisco che c’è il cambiamento e che c’è la discontinuità se il netto in busta paga per i pensionati e per i lavoratori cresce”. Insomma niente politica dei due tempi. E nell’incontro avuto in mattinata con i sindacati dei pensionati insieme a segretari delle tre confederazioni, il governo è “abbottonato, non ci sono risorse” come dice Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil. Per quanto riguarda il metodo del confronto il giudizio, dice il dirigente Cgil, è positivo. Conferma Domenico Proietti, segretario confederale Uil: “Al momento non ci sono state date risposte sulle cose che abbiamo chiesto, a partire dalla rivalutazione delle pensioni e dalla valorizzazione del lavoro di cura nel calcolo degli anni di contributi necessari per la pensione”. Per i sindacati ci potrebbero essere risorse da trovare nei risparmi che potrebbero arrivare dal minore utilizzo di quota 100 e dalle altre misure collegate. “Riteniamo che nel triennio – ha detto il segretario confederale Cisl Ignazio Ganga – ci possano essere 8 miliardi di risparmi sui 20 stanziati”. Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi Cgil, ha sottolineato che i sindacati sono decisi a portare a casa risultati concreti per i lavoratori e i pensionati e per questo sono mobilitati. La ministra del Lavoro. Nunzia Catalfo, riferiscono le agenzie di stampa, si è limitata a ricordare che “in settimana è stato approvato il fondo per la non autosufficienza, 573 milioni di euro da ripartire attraverso le Regioni. È un primo passo per affrontare la questione della non autosufficienza e nel piano triennale c’è anche un’attenzione”. Ha detto anche che tra le sue intenzioni ci sarebbe quella di “ricostituire la commissione sui lavoratori gravosi per predisporre un intervento normativo che rimoduli in senso inclusivo gli attuali criteri”. Davvero poco a fronte delle richieste dei sindacati. Non un accenno alla necessità di rivedere la legge Fornero.

Incontro con Speranza, ministro della salute. Subito via i superticket. Gli impegni del ministro

Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil hanno incontrato  nel  pomeriggio il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulle risorse da destinare alla sanità e per sollecitare la definizione di una legge nazionale sulla non autosufficienza in previsione della prossima legge di bilancio. Le tre sigle – riferisce l’agenzia Agi – hanno ribadito la richiesta di abolire fin da subito i superticket e hanno apprezzato la disponibilità del ministro ad avviare un percorso di confronto continuo sui temi che riguardano milioni di pensionati e di persone anziane. Per i sindacati ci potrebbero essere risorse da trovare nei risparmi che potrebbero arrivare dal minore utilizzo di quota 100 e dalle altre misure collegate. “Riteniamo che nel triennio – ha detto il segretario confederale Cisl Ignazio Ganga – ci possano essere 8 miliardi di risparmi sui 20 stanziati”.

Fracassi (Cgil) ribadisce che le risorse previste non bastano. Chiesta una verifica.

Passiamo al terzo incontro, il secondo per chi ritiene quello con il ministro Speranza sulla sanità il prolungamento del confronto sulle pensioni. L’incontro che chiude la giornata si tiene nella sede del ministero dell’Economia, presente per la Cgil la vicesegretaria generale Gianna Fracassi, per la Cisl, Ignazio Ganga, per la Uil Domenico Proietti, questi ultimi due avevano partecipato anche agli incontri tenuti sulle pensioni e la sanità. Da parte del governo, tavolo tecnico al Mef, scrivono le agenzie di stampa, viene confermato che intende stanziare in manovra 2,5 miliardi nel 2020 per il taglio del cuneo fiscale e 5 miliardi a regime. I sindacati affermano che le risorse “non sono sufficienti”. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto che vengano incrementate e, fanno sapere i rappresentanti sindacali, il governo si è riservato di fare “ulteriori approfondimenti” per valutare se è possibile mettere in campo “un intervento più corposo”. L’esecutivo si è impegnato a incontrare i sindacati nei prossimi giorni, forse domenica.

“Il governo deve trovare ulteriori risorse perché 2,5 miliardi non sono sufficienti per fare un intervento tangibile e concreto per il taglio del cuneo fiscale ai lavoratori – ha spiegato il vicesegretario generale della Cgil, Gianna Fracassi al termine della riunione – abbiamo chiesto una verifica sulle risorse, sono le stesse che ci avevano presentato nei giorni scorsi e avevamo già detto che non erano sufficienti. Chiediamo che vengano incrementate. La riunione verrà quindi riaggiornata nei prossimi giorni, forse domenica”. “Chiediamo un impegno più forte per la riduzione della tassazione e il governo si eè riservato di fare più approfondimenti. Va bene la volontà di confrontarsi con le parti sociali ma le risorse sono insufficienti e chiediamo un intervento più corposo”, ha sottolineato il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti. Per il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, “queste risorse non consentono una redistribuzione del reddito, non possono essere sufficienti per quello che è l’intervento bandiera. Per ridurre la tassazione sul lavoro servono risorse ulteriori”.

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