Whirlpool. I lavoratori uniti, sciopero grande in tutte le aziende del gruppo. No alla svendita del sito di Napoli. Incontro con il Console Usa. Fiom Cgil, ora l’appuntamento è a Roma, manifestazione nazionale il 4 ottobre

Whirlpool. I lavoratori uniti, sciopero grande in tutte le aziende del gruppo. No alla svendita del sito di Napoli. Incontro con il Console Usa. Fiom Cgil, ora l’appuntamento è a Roma, manifestazione nazionale  il 4 ottobre

“Un risultato eccezionale”. Così Barbara Tibaldi, segretaria nazionale della Fiom Cgil, definisce la giornata di lotta, lo sciopero, delle  lavoratrici e i lavoratori di tutti gli stabilimenti del gruppo Whirlpool, circa 5.500 dipendenti contro la messa in discussione da parte dell’azienda dell’accordo del 25 ottobre scorso con la intenzione, annunciata, di dismettere lo stabilimento di Napoli. “Fallisce miseramente – prosegue Tibaldi – il tentativo di dividere ii lavoratori. Stabilimenti vuoti, pienamente riuscito lo sciopero di otto ore, a Cassinetta, Melano, Siena, Comunanza, Caserta e, naturalmente, Napoli, Pero, Carinari”.

In occasione della prima delle due giornate di sciopero i lavoratori di Napoli, Via Argine hanno dato vita ad un corteo recandosi alla sede del consolato degli Stati Uniti d’America. Manifestazione anche a Siena, durante le quattro ore di sciopero. Mobilitazione che cresce, sottolinea la segretaria nazionale Fiom, ed avrà un momento di grande importanza con la manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma il 4 novembre.

A Napoli i lavoratori  sono stati ricevuti dal console Usa, Donald Leroy Moore, al quale “abbiamo chiesto – annuncia Rosario  Rappa, segretario generale della Fiom di Napoli – che si faccia portavoce con il presidente Trump, visti i rapporti cordiali che intercorrono fra il nostro presidente del Consiglio e il capo della Casa Bianca, per favorire con la multinazionale americana una relazione che riesca a modificare la decisione di Whirlpool Italia. Quello che a gran voce chiediamo è che Whirlpool ritiri la procedura di cessione dello stabilimento di Napoli e si sieda al tavolo per ripartire dall’accordo di ottobre scorso, che parlava di investimenti e non di cessioni. E continueremo a chiederlo con tutte le iniziative già in programma nei prossimi giorni fino alla manifestazione del 4 ottobre, quando tutte le lavoratrici e i lavoratori del gruppo verranno a manifestare a Roma”.

Lo sciopero di tutti gli stabilimenti del gruppo ha ribadito con forza il no alla vendita del sito di Napoli,  alla cessione  del ramo d’azienda  a Prs, Passive Refrigeration Solutions, di Lugano. Le lavoratrici e i lavoratori degli stabilimenti di tutta Italia chiedono il rispetto dell’accordo 2018 che prevedeva, al contrario, un rilancio dello stabilimento di lavatrici del capoluogo campano e la tutela occupazionale dei 430 lavoratori. “Siamo arrivati a questo livello di interlocuzione con il console Usa – dice  Rappa – poiché è ormai chiaro, come ha dimostrato l’ultimo incontro tra l’azienda e il ministro Patuanelli, che il management guidato dall’amministratore delegato La Morgia non ha nessuna possibilità di modificare decisioni imposte da oltreoceano”. “Ormai di tempo le lavoratrici e i lavoratori ne hanno perso abbastanza, è necessario intervenire presso il board americano affinché diano un nuovo mandato a trattare”, conclude il segretario della Fiom partenopea.

Share