Roberto Bertoni. Greta Thunberg e la sfida americana

Roberto Bertoni. Greta Thunberg e la sfida americana
Alla vigilia di due appuntamenti essenziali come lo Youth Climate Summit e il Climate Summit, prima dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la giovanissima Greta Thunberg, giunta negli Stati Uniti a bordo di una barca a vela messale a disposizione da Pierre Casiraghi, è alle prese con la più complessa delle sfide che finora ha combattuto. Molto più della sua malattia, molto più del suo costante sciopero davanti al Parlamento svedese, molto più dei Fridays for future portati avanti in suo nome da milioni di ragazzi in ogni angolo del pianeta, molto più persino della difficile gestione di una popolarità globale che l’avrebbe potuta travolgere, e per fortuna non è successo. Greta si trova ora ad affrontare la battaglia per far breccia nell’opinione pubblica americana, quando il mandato di Donald Trump è giunto quasi all’epilogo e i democratici sono alle prese con primarie che si preannunciano più che mai incerte. La scelta del candidato adatto a battere l’incubo che risiede attualmente alla Casa Bianca è, infatti, dirimente per il futuro del mondo, una decisione che investe le sorti dell’umanità e pertanto non può lasciarci indifferenti.
Come riportato da Internazionale, lo scorso mese di giugno ha avuto luogo un dialogo in teleconferenza fra Greta, per l’appunto, e la giovane e validissima deputata americana Alexandria Ocasio-Cortez. Un confronto intenso e serrato dal quale sono scaturite riflessioni importanti sulle condizioni di vita dei due paesi ma anche sul ruolo delle lobby e sul condizionamento che esse esercitano sull’una e sull’altra sponda dell’Atlantico.  Ha asserito, ad esempio, la Ocasio-Cortez: “Quello che molti non sanno è quanto è potente la lobby dei combustibili fossili. In pratica, negli Stati Uniti i fratelli Koch si sono comprati l’intero Partito repubblicano, ma le persone dimenticano che i Koch hanno fatto la loro fortuna con il petrolio e il gas. È da lì che parte tutto. Ed è questo che stiamo combattendo. La violenza della reazione indica chiaramente che tipo di potere stiamo sfidando. Possiamo essere sconfitti, oppure sperare. Questa è la nostra forza: siamo così forti che possiamo affrontare questa sfida in modo credibile e costruire un vero movimento contro quella lobby”.
E la Thunberg, sfatando alcuni stereotipi riguardanti il suo paese, ha spiegato che “molte persone, specialmente negli Stati Uniti, vedono la Svezia, la Norvegia o la Finlandia come modelli da imitare, perché da noi il settore dell’energia pulita è abbastanza forte. Sarà anche vero, ma non siamo per niente modelli da imitare. Secondo il WWF, la Svezia è uno dei dieci paesi al mondo con la più alta impronta ecologica, e se consideriamo i consumi pro capite, siamo uno dei paesi peggiori. Qui molti sostengono che non dovremmo fre nulla perché siamo un piccolo pese con appena dieci milioni di abitanti, e che dovremmo piuttosto aiutare altri paesi. È una cosa incredibilmente frustrante: che senso ha discutere su chi o cosa dovrebbe cambiare per primo? Perché non assumere un ruolo di guida?”.  E lo stesso – le ha risposto Ocasio – vale per gli Stati Uniti, dove in molti, specie sulle tematiche ambientali, attendono che si muova innanzitutto la Cina, finendo col generare una frustrazione e un disincanto collettivi che sono poi il propellente del regresso che ha condotto Trump alla Casa Bianca.
Al che, dopo averla vista dialogare di persona con Obama presso la Obama Foundation, ci permettiamo di rivolgere un disinteressato consiglio a questa magnifica ragazza: si preoccupi di parlare davvero al cuore profondo dell’America. Abbiamo capito, difatti, che l’America democratica la adora e pende dalle sue labbra, così come abbiamo capito, leggendo l’autorevolissima rivista Time, che il tema dei cambiamenti climatici sarà al centro della campagna per le Presidenziali del 2020, e finalmente, perché da questo argomento dipende il nostro futuro e la sostenibilità stessa del pianeta. Però attenta, piccola grande Greta: non accontentarti di chi ti vuol bene, e sono tanti, in quanto gli avversari là fuori sono di una cattiveria, di una voracità e di una violenza che neanche te l’immagini. Cammina al fianco di Obama e della Ocasio ma vivi questa sfida americana fino in fondo, conducendo la tua lotta con la massima intensità. Se l’America fossero solo loro, il mondo sarebbe già meraviglioso.
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