Nell’estate dell’odio, dei muri, dei porti chiusi, una voce forte si alza dal papa: “No ai populismi, sì al dialogo e all’accoglienza”. Il patto educativo

Nell’estate dell’odio, dei muri, dei porti chiusi, una voce forte si alza dal papa: “No ai populismi, sì al dialogo e all’accoglienza”. Il patto educativo

Insomma, ri-Eccoci. Dopo un’estate politicamente complessa, con una crisi di governo risoltasi con l’accordo politico tra M5S, Pd, LeU, che ha dato vita al Conte 2, riprendiamo il nostro settimanale di analisi e commenti. Nel numero di questa settimana abbiamo voluto offrire al lettore commento sul ventaglio dei fatti politici accaduti questa estate. I questo articolo, tuttavia, vorremmo far risaltare il ruolo giocato da papa Francesco e dalla Chiesa cattolica nel lanciare messaggi di pace, solidarietà, accoglienza mentre da fronti anche istituzionali e mediatici si alzava il vento dell’intolleranza.

Il papa lancia un appello affinché nessuno prenda Dio come pretesto per “alzare muri”.

E la Chiesa, innanzitutto i vescovi, è chiamata a fare la sua parte. “Sta a noi – ha detto papa Francesco ad un gruppo di neo-vescovi – che nessuno avverta Dio come lontano, che nessuno prenda Dio a pretesto per alzare muri, abbattere ponti e seminare odio. E’ brutto anche quando un vescovo abbatte dei ponti, semina odio o sfiducia, fa il contro-vescovo. Abbiamo da annunciare con la vita una misura di vita diversa da quella del mondo: la misura di un amore senza misura, che non guarda al proprio utile e ai propri tornaconti”. Poi ha chiesto ai vescovi di stare più tra la gente e meno alla scrivania; di mantenere la sobrietà e di non avere paura “di mettersi in gioco e di sporcarsi le mani”. “Per favore – ha detto ancora il Papa -, non circondatevi di portaborse e yes men, i preti arrampicatori che cercano sempre… per favore fuori!”: fortissimo l’appello che Papa Francesco ha rivolto ai vescovi ordinati nell’ultimo anno.

Il PAPA, ricevendo i Vescovi orientali cattolici in Europa, mette in guardia dai populismi. “La comunione cattolica fa parte della vostra identità particolare ma non le toglie nulla, anzi contribuisce a realizzarla pienamente, ad esempio proteggendola dalla tentazione di chiudersi in sé stessa e di cadere in particolarismi nazionali o etnici escludenti. E questo – dice il Pontefice facendo un’ aggiunta a braccio al testo – è un pericolo di questo tempo della nostra civiltà: i particolarismi che diventano populismi e vogliono comandare e uniformare tutto”. Nel corso del discorso, il papa ricorda il viaggio apostolico in Romania dove ha presieduto la beatificazione di sette Vescovi martiri della Chiesa greco-cattolica romena. “È stata un’occasione – dice – per manifestare quanto l’intera Chiesa cattolica e il Successore di Pietro vi siano grati per la testimonianza di fedeltà alla comunione col Vescovo di Roma più volte offerta nella storia, talora fino all’effusione del sangue. Questa fedeltà è una gemma preziosa del vostro patrimonio di fede, un segno distintivo indelebile, come ci ricorda uno dei martiri romeni che, davanti a chi gli chiedeva di abiurare la propria comunione cattolica, disse: ‘la mia fede è la mia vita’. La comunione cattolica fa parte della vostra identità particolare ma non le toglie nulla, anzi contribuisce a realizzarla pienamente, ad esempio proteggendola dalla tentazione di chiudersi in sé stessa e di cadere in particolarismi nazionali o etnici escludenti”.

E annuncia il vertice mondiale a Roma il 14 maggio 2020. Il patto educativo

La lotta di Papa Francesco per l’ambiente si fa sempre più dura. Dopo aver scritto l’Enciclica Laudato Si’ e con il Sinodo per l’Amazzonia alle porte, Bergoglio chiama a raccolta le massime personalità pubbliche mondiali impegnate nel settore dell’educazione delle nuove generazioni. L’appuntamento è a Roma il 14 maggio 2020. Scommette sui giovani il Pontefice, che il 17 aprile scorso ha incoraggiato Greta Thunberg a continuare la sua battaglia, incontrandola dopo l’udienza generale in piazza San Pietro. E punta tutto sull’educazione per far capire al mondo l’urgenza della sfida al cambiamento climatico. Sarà molto di più di una giornata di riflessione: sarà un patto educativo globale che educhi alla solidarietà universale, a un nuovo umanesimo: “In un momento di estrema frammentazione, di estrema contrapposizione, c’è bisogno di unire gli sforzi, di far nascere un’alleanza educativa per formare persone mature, capaci di vivere nella società e per la società. Ogni cambiamento, però, ha bisogno di un cammino educativo. Noi non possiamo fare un cambiamento senza educare a quel cambiamento”, spiega nel videomessaggio in cui annuncia l’istituzione della giornata. Per descrivere le sue intenzioni, prende in prestito il proverbio africano che recita: ‘Per educare un bambino serve un intero villaggio’. Evoca un’alleanza tra gli abitanti della Terra e la ‘casa comune’, bonificando il terreno dalle discriminazioni. Il Pontefice mira a diffondere la consapevolezza che tutto, nel mondo, sia intimamente connesso: bisogna quindi trovare altri modi di intendere l’economia, la politica, la crescita e il progresso, avviare processi di trasformazione. Il nodo è lasciarsi alle spalle la paura e trovare il coraggio di formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità. L’appello ai grandi della Terra è lanciato: “Ho fiducia che non si tireranno indietro”.

“Nell’Enciclica Laudato si’ ho invitato tutti a collaborare per custodire la nostra casa comune, affrontando insieme le sfide che ci interpellano. A distanza di qualche anno – dice il Papa nel Messaggio per il lancio del Patto Educativo – rinnovo l’invito a dialogare sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta e sulla necessita’ di investire i talenti di tutti, perché ogni cambiamento ha bisogno di un cammino educativo per far maturare una nuova solidarietà universale e una società più accogliente”. Una esigenza che nasce anche dalla ‘rapidacion’, come l’ha definita il Papa, culturale, in cui la digitalizzazione “imprigiona l’esistenza nel vortice della velocità tecnologica” e cambia continuamente punti di riferimento, generando nuovi linguaggi che scartano “senza discernimento”. Un patto per il clima e per l’ambiente in scia anche con quel movimento nella Chiesa che sta disinvestendo dai combustibili fossili. Oggi altri quindici enti della Chiesa si sono uniti a questo processo, tra i quali Caritas Italiana. Arriva anche la prima cattedrale al mondo ‘fossil-free’: è la St. Mary ad Edimburgo.

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