Mostra Cinema Venezia. “The Painted Bird” e “Lan Xin Da Ju Yuan”, eco della storia. “Om Det Oandliga” e “Babyteeth”, pellicole emozionali. Flop per Chiara Ferragni Unposted

Mostra Cinema Venezia. “The Painted Bird” e “Lan Xin Da Ju Yuan”, eco della storia. “Om Det Oandliga” e “Babyteeth”, pellicole emozionali. Flop per Chiara Ferragni Unposted

Si sta per chiudere anche questa 76esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Soddisfazione e delusione, rivelazioni e poco gradimento nei confronti dei film in concorso, ma pur sempre emerge spessore, sacrificio e dedizione.

Avvenimenti storici e atti politici del passato prendono forma sulla pellicola facendo da sfondo negli ultimissimi lavori presentati, tra cui “The Painted Bird” del regista ceco Václav Marhoul, tratto dal famoso romanzo di Jerzy Kosinski. Si tratta di una rievocazione storica in bianco e nero dell’Europa dell’Est ai tempi Seconda guerra mondiale. Non è un film di guerra e nemmeno un film sull’Olocausto – dichiara il regista – A mio vedere, è una storia senza tempo. La lotta tra le tenebre e la luce, tra il bene e il male e tra molti altri opposti. Questa storia ci obbliga a farci numerose domande scomode e a trovare da soli risposte spesso molto dolorose. Solo nelle tenebre possiamo vedere la luce. Per ogni artista, trattare questi temi è una sfida: quasi una questione di vita o di morte”. E per questa sfida il regista ha scelto come interpreti Petr Kotlár, Udo Kier, Lech Dyblik.

A rivangare la storia ci pensa anche il regista Ye Lou, in “Lan Xin Da Ju Yuan”, tratto dal romanzo “Death of Shanghai” di Hong Ying. Ambientato nel 1941, il film vuole raccontare come in poco tempo la vita di tante persone sia cambiata, inconsapevolmente, a causa soprattutto della crisi mondiale in atto.

“Om Det Oandliga” e “Babyteeth”: l’esistenza e la morte

Sulla scia delle emozioni e dei sentimenti, troviamo “Om Det Oandliga (Sull’Infinito)” di Roy Andersson con Jan-Eje Ferling, Martin Serner, Bengt Bergius. Il regista svedese ispiratosi al mito della cornucopia, ha voluto sottolineare “la bellezza dell’essere vivi e umani, ma per dimostrarlo ci vuole un contrasto, bisogna rivelare anche il lato peggiore. Questo film è sull’infinità dei segni dell’esistenza. Sulla vulnerabilità degli esseri umani”.

Se di limiti umani si parla, di come e quando oltrepassarli, arriva “Babyteeth” di Shannon Murphy a spiegarcelo. La protagonista Milly, interpretata da Eliza Scanlen, è un’adolescente gravemente malata che nel ribaltare il giusto ordine delle cose gli attribuisce un significato inedito che risulta, in fin dei conti, oggettivamente corretto, persino agli occhi dei propri genitori. Il regista vuole suscitare nell’opinione pubblica una sorta di tilt, in cui vengono rimessi in discussione tutti i valori comunemente condivisi. “Non ci potevano essere mezze misure nel mio approccio per rappresentare in modo autentico la protagonista, che a quindici anni si trova sul punto di sentirsi più viva che mai, ma allo stesso tempo deve fare bruscamente i conti con la sua mortalità” ha dichiarato il regista.

Egoyan: “In che modo possiamo accedere alle parti cruciali di una storia personale quando le persone che custodiscono queste storie non sono più presenti?”

Sul rapporto tra genitori e figli è basato “Guest of Honour”, tra i film in concorso a Venezia76, di Atom Egoyan con David Thewlis, Laysla De Oliveira, Luke Wilson. La storia di Jim e la figlia Veronica, una giovane insegnante di musica al liceo, che cercano di sbrogliare la matassa di segreti che li circonda.  “In che modo possiamo accedere alle parti cruciali di una storia personale quando le persone che custodiscono queste storie non sono più presenti?” è il vero interrogativo che ha mosso il regista alla realizzazione della pellicola.  “Ho sviluppato un’autentica ossessione per loro due che agiscono stranamente per ragioni che entrambi non riescono a comprendere. E sono affascinato dalla complessità di come alla fine la verità si manifesta. Ci sono cose che un genitore può dire a un figlio e storie che sono nascoste fino a quando è troppo tardi”.

Fuori concorso: proiezione speciale di “Bu San (Goodbye, Dragon Inn)” e “Chiara Ferragni – Unposted”

Proiezione speciale al Teatro alle Tese del film “Bu San (Goodbye, Dragon Inn)” del regista cinese Tsai Ming- Liang, presentato alla Mostra nel 2003, ora in versione restaurata.

Approda al Lido l’influencer Chiara Ferragni in compagnia del marito, il rapper Fedez, delle due sorelle Valentina e Francesca, e dei genitori. Tutti pronti a divenire spettatori della prima proiezione dell’atteso documentario che la riguarda: “Chiara Ferragni – Unposted”, nella sezione Sconfini. Il docufilm diretto da Elisa Amoruso, al quale ha lavorato la stessa Chiara insieme ai suoi più stretti collaboratori, rappresenta il racconto della sua vita privata e non, passando attraverso i vari step della carriera che, da abile imprenditrice, ha saputo costruirsi puntando tutto sui social, sulla moda e sui trend. Severissima la critica, molti infatti i giudici negativi fioccati subito dopo la presentazione. Molti i commenti positivi e i complimenti, invece, sul canale Instagram della Ferragni da parte degli innumerevoli fans, che rappresentano l’ingrediente fondamentale per la realizzazione della sua stessa fortuna.

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