Autonomia. A Cernobbio scontro tra governatori. De Luca, Campania: “no a scuola e sanità nelle intese”. Fontana, Lombardia: “non lo possiamo accettare”

Autonomia. A Cernobbio scontro tra governatori. De Luca, Campania: “no a scuola e sanità nelle intese”. Fontana, Lombardia: “non lo possiamo accettare”

Quasi totalmente ignorato dai membri del primo e del secondo governo Conte, soprattutto a causa della vicinanza temporale con la richiesta della fiducia alle Camere (era presente solo il Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti e gli ex Moavero Milanesi e Bonisoli), si è chiusa a Villa d’Este l’edizione 2019 del Forum Ambrosetti. La mattinata ha visto al centro del dibattito soprattutto il tema dell’autonomia, con un confronto serrato ma ricco di spunti tra i governatori della Lombardia, Attilio Fontana, della Liguria Giovanni Toti, dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini e della Campania Vincenzo De Luca. E’ stato soprattutto quest’ultimo a rubare la scena, con la sua tradizionale verve ricca di approfondimenti e di loquaci battute, che non hanno risparmiato l’avversario Salvini e il nuovo alleato – ma vecchio nemico – Luigi Di Maio. A proposito dell’autonomia, De Luca ha detto che “con questo governo si volta pagina” ed è necessario “ripartire dai livelli essenziali di prestazione e dal fondo di solidarietà”, poi “tutti insieme combatteremo parassitismo e le inefficienze”. Ma ha ammonito sulla regionalizzazione della scuola e della sanità: “non si farà mai”. “Sono comunque convinto che ci siano tutte le possibilità per trovare un’intesa ragionevole”, ha poi concluso.

Meno ottimista il governatore della Liguria Giovanni Toti, che si è augurato che “questo governo sappia riprendere in mano il dossier autonomia, ma le condizioni politiche non mi pare siano modificate. Credo che di autonomia se ne sia parlato fin troppo, oggi questo paese ha bisogno di una profonda revisione del suo assetto, non come la finta abolizione delle province”. Attende di discutere al più presto di autonomia con il nuovo ministro Boccia, invece il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, “a patto che si mettano da parte pregiudizi e affermazioni sgangherate e che si riparta dal lavoro già fatto. La Lombardia comunque non può accettare che temi quali la scuola e la sanità non facciano parte della legge sull’autonomia regionale”. “Nostri interlocutori – ha aggiunto Fontana – saranno il presidente del Consiglio, che ha dichiarato il suo impegno formale, e sicuramente il ministro”. “Il governo precedente aveva promesso l’autonomia ma invece c’è stato un nulla di fatto. Mi auguro che il nuovo governo metta l’autonomia tra le priorità” ha aggiunto il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini. “Vogliamo un’autonomia che non aumenti il divario tra il Nord e il Sud. Io mi sento italiano prima che romagnolo – ha aggiunto -. Noi non chiediamo un euro in più per le Regioni ma, come prevede la Costituzione, chiediamo solo di gestire maggiori competenze”.

Intanto, sei imprenditori su dieci, tra quelli intervenuti a Cernobbio per il Forum Ambrosetti, hanno bocciato l’esperienza politica giallo-verde. Per quanto riguarda invece le aspettative sul neonato governo giallo-rosso, il sentiment è spalmato sui diversi gradi di giudizio, anche se la maggioranza relativa dei presenti (18,6%) ha espresso un giudizio che si colloca a metà in una scala da 1 (aspettative molto basse) a 9 (molto alte).

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