Alitalia a rischio. Sindacati e lavoratori preoccupati, chiedono incontro urgente al governo. Per il sindaco di Fiumicino, lo stop alla trattativa è una tragedia

Alitalia a rischio. Sindacati e lavoratori preoccupati, chiedono incontro urgente al governo. Per il sindaco di Fiumicino, lo stop alla trattativa è una tragedia

Incontro interlocutorio oggi al Ministero del lavoro tra sindacati e Alitalia sulla richiesta di proroga della cigs per altri sei mesi per 1.180 lavoratori (di cui 80 comandanti, 350 assistenti di volo e 750 del personale di terra). Lo si apprende da fonti sindacali al termine dell’incontro, durante il quale le parti si sono date appuntamento per proseguire il confronto il 23 settembre, il giorno in cui scade l’attuale cassa. Nel frattempo partiranno nei prossimi giorni dei tavoli tecnici in azienda per analizzare i numeri dei singoli comparti. I sindacati, secondo quanto si apprende, hanno chiesto all’azienda un abbattimento dei numeri della cassa e il collocamento degli eventuali esuberi a zero ore. Dai rappresentanti dei lavoratori è stata inoltre espressa preoccupazione perché l’alimentazione del Fondo di solidarietà del trasporto aereo scade il 31 dicembre, impattando quindi su questa cassa che dura fino al 23 marzo.

I sindacati chiedono un incontro urgente con i ministri Roberto Gualtieri (economia), Paola De Micheli (infrastrutture) e Stefano Patuanelli (sviluppo economico)

“Preoccupati – affermano Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti – dalle notizie apparse sulla stampa sulle indecisioni del ministero dell’economia riguardo la sua partecipazione azionaria nella costituzione della nuova Alitalia, abbiamo chiesto un incontro urgente ai ministri Gualtieri, De Micheli e Patuanelli”. “Notizie del genere – spiegano i sindacati – rischiano di vanificare il grande impegno dei commissari e dei lavoratori, che hanno dimostrato in tutti questi lunghi mesi le grandi potenzialità di sviluppo di Alitalia, e la sua strategicità per il governo dei flussi turistici internazionali”. “In questa fase – secondo i segretari generali di Filt, Fit e Uilt – è necessario che ognuno faccia la propria parte senza tentennamenti e che il nuovo governo avvii il dialogo con il sindacato e perfezioni il percorso, avviato ormai da un anno, propedeutico al rilancio dell’azienda. Servono, al contempo, regole di sistema per il settore, che impediscano alle aziende di scegliersi, a parità di impiego dei lavoratori, i contratti di lavoro da applicare, facendo così concorrenza sleale verso chi le regole le rispetta”. Serve inoltre “il finanziamento strutturale del fondo di sostegno al reddito, del quale il trasporto aereo non può fare a meno, considerato che a oggi le disposizioni di legge prevedono che si interrompa al 31 dicembre prossimo”. “Ormai non c’è più tempo – aggiungono i sindacati – occorre che al più presto si dia vita concreta alla nuova Alitalia, dotandola di un buon piano industriale di investimento per nuovi aerei che la rafforzi nel mercato. Auspichiamo una convocazione nell’immediato, perchè i lavoratori diretti e indiretti non possono più continuare a pagare gli errori di strategia di tutti i governi che si sono occupati di Alitalia e dei piani industriali sbagliati dei gruppi dirigenti, che hanno ridotto la compagnia nello stato in cui si trova”.

Il sindaco Montino, per Fiumicino lo stop alla trattativa sarebbe una tragedia

“Noi continuiamo a tenere alta l’attenzione su Alitalia anche per motivi molto diretti, ci sono migliaia di persone che verrebbero coinvolte tra dipendenti ed indotto, che sono residenti o comunque gravitano sul territorio. Per noi l’assenza di un’intesa su Alitalia sarebbe una tragedia”. A parlare è il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, mentre i tempi della trattativa per il salvataggio della ex compagnia di bandiera rischiano di dilatarsi. Comune del litorale laziale da 80 mila residenti, non lontano da Roma, l’economia di Fiumicino risente significativamente della presenza del principale scalo italiano. Lo scorso anno l’aeroporto Leonardo Da Vinci ha chiuso in crescita con 43 milioni di passeggeri.  Per tutte queste ragioni Montino sta “chiedendo un incontro ai nuovi ministri interessati, Economia e Sviluppo, per avere un quadro di riferimento” e, soprattutto, “sulla fattibilità della proposta, che abbiamo fatto anche noi come Consiglio Comunale – spiega – per l’entrata in campo di operatori pubblici assieme ai privati per rilanciare Alitalia”. Il sindaco di Fiumicino vuole “capire quali saranno i prossimi passi, perché non vorrei – sostiene Montino – che nell’incertezza si rischi di ricominciare da capo e che qualcuno sposi teorie liquidatorie”. Montino infine ricorda il precedente negativo legato all’esternalizzazione di parte delle manutenzioni Alitalia, spostate da Roma e Napoli in alcuni casi all’estero: “Qui solo in questo passaggio, tra lavoratori diretti e indotto, si sono persi circa 1.000 posti di lavoro”. E sottolinea: “Quanto ci è costata finora in termini di welfare la cordata del 2009? Ora siamo di nuovo con 12 mila persone che rischiamo il lavoro. E’ un dramma sociale. Tutti i paesi europei si tengono ben care le loro compagnie di bandiera – conclude – sono asset strategici per non rischiare l’isolamento”.

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