Alessandro Cardulli. Essenziale per il governo giallorosso cambiare senso alla manovra di Bilancio. Gualtieri: “Scomputo degli investimenti verdi dal deficit”

Alessandro Cardulli. Essenziale per il governo giallorosso cambiare senso alla manovra di Bilancio. Gualtieri: “Scomputo degli investimenti verdi dal deficit”

Un  cammino difficile, in tempi stretti, per la manovra di Bilancio 2020. Reso ancor più difficile dal fatto che  il nuovo governo, giallorosso si trova a dover partire da zero, non potendo certo usare quanto stava preparando il governo che vedeva come ministro dell’Economia Tria, il quale stava mettendo a punto una manovra che doveva tener conto delle promesse avanzate dalla Lega e dal M5S nel corso della campagna elettorale ed al tempo stesso, delle “osservazioni” da parte della Commissione Ue, Una manovra cui il ministro Tria si era messo al lavoro con grande difficoltà perché doveva rispondere al “contratto” fra Lega e pentastellati,  sulla base del quale era nato il governo gialloverde. Sia Salvini che Di Maio, due vicepremier,  erano i “tutori”, ciascuno per la parte politica che rappresentava, che la manovra di Bilancio rispondesse alle promesse elettorali. Un dato vale più che tanti discorsi: fondamentale per dar vita ad una manovra di Bilancio degna di questo nome e non un’accozzaglia di parole, c’era bisogno di un rapporto tra il governo e le forze sociali, indispensabile per assicurare, pur in una situazione di difficoltà, di crisi economica come quella che ancora stiamo vivendo. Rapporto che con il governo gialloverde si è limitato  ad un incontro, anzi a due, uno infatti convocato dal premier Conte e uno dal vicepremier Salvini, addirittura nella sede del Viminale. Con il governo Conte 2, nato dall’intesa fra M5S e Pd, poi, stante la scissione da parte di Renzi Matteo dal Pd, l’intesa si intende allargata a “Italia viva” la nuova formazione messa in campo dall’ex premier, Quella “Italia viva” che Romano Prodi assimila ad uno yogurt e che a noi assomiglia alla pubblicità di un detersivo che rende vivo il colore. Ma lasciamo perdere. Partiamo invece da quella frase pronunciata dal ministro Gualtieri nel corso degli  incontri avuti ad Helsinki in occasione della riunione dell’Eurogruppo.

La discussione della manovra 2020 incrocia il processo di riforma dell’Unione Europea

“L’Italia – diceva – tornerà ad essere protagonista”. E indicava due “questioni diverse, una la discussione della  manovra  2020, un’altra è data dal più grande processo di riforma e approfondimento e completamento dell’Unione economica e monetaria che naturalmente ha tempi diversi, quindi sono due piani diversi”. Ma fanno parte di un unico percorso“a migliorare – affermava – cambiare a rendere l’Europa più in grado di affrontare le sfide del nostro mondo”. E poneva in quella sede, nei contatti avuti con i massimi esponenti della Commissione Ue, con i capi di governo, il problema  dello scomputo  degli investimenti “verdi” dal deficit “se fosse possibile – proseguiva – già dalla manovra 2020”. Non un marchingegno, un diversivo,  per evitare di affrontare il problema, drammatico, del nostro debito, ma una indicazione per tutti gli Stati, un incentivo, se vogliamo, per i capi di Stato e di governo a dar vita, rafforzare, la politica che punta a salvare l’ambiente in cui viviamo. Da mesi in tutto il pianeta, milioni di giovani, bambini e adulti si stanno mobilitando ogni venerdì per difendere il diritto al futuro. La Cgil ha aderito a questo movimento e lo sostiene. Dal 20 al 27 settembre ci sarà il terzo appuntamento globale in quella che è stata definita la “Settimana per il futuro”. Una settimana di mobilitazione per fare pressioni sul vertice delle Nazioni Unite del 23 settembre a New York, convocato per fare il punto sulla situazione climatica e sull’attuazione dell’Accordo di Parigi. Il terzo sciopero globale per il clima si svolgerà venerdì 27 settembre 2019. “Il nuovo governo italiano”, dice Landini, “nelle linee programmatiche dichiara di voler mettere al centro di tutti i piani di investimento pubblico la protezione dell’ambiente e la lotta contro il cambiamento climatico. Valuteremo e misureremo se queste dichiarazioni importanti saranno seguite da politiche e misure coerenti”.

Accolta dal governo la richiesta dei sindacati di un “confronto produttivo”

Appare chiara, in ogni caso, la necessità di ridurre l’uso delle risorse e allo stesso tempo di garantire diritti umani e adeguate condizioni di vita e di reddito, superando le disuguaglianze. La soluzione si può avere solo mediante un radicale e rapido cambiamento del modello di sviluppo, che deve attraversare i modelli di consumo, passando per l’abbandono progressivo delle fonti fossili e dell’agricoltura intensiva, una ripartizione equa delle risorse limitate del pianeta, la riforestazione, la riconversione ecologica delle produzioni. Una sfida che necessariamente investe il lavoro. Segnali positivi, insomma, un cambio di direzione nel rapporto con le forze sciali, i sindacati, Cgil, Cisl,Uil, viene dall’incontro che si è svolto a Palazzo Chigi. Conte, versione numero 2,  ha accolto la richiesta delle confederazioni  di aprire un confronto “produttivo”  nella costruzione della manovra di Bilancio. Non a caso incontrerà  il segretario generale della Cgil  a Lecce nel corso delle “giornate del lavoro” promosse  in tutto il paese dalla Confederazione di Corso d’Italia. E proprio introducendo il dibattito nella città pugliese, sul tema “Il welfare da ripensare” Roberto Ghiselli ha sottolineato che “in questi giorni sono maturati elementi di novità negli assetti politici e di governo che non ci lasciano indifferenti. Ma ora ci attendiamo che abbiano un corpo programmatico e una dimensione di scelte concrete”. La manovra economica, il Bilancio, insomma un banco di prova, della “discontinuità” richiesta dal Pd e da Leu al presidente Conte, rispetto alla politica praticata, si fa per dire, dal precedente governo, sempre lui premier, in cui dominava la Lega di Salvini.

Entro venerdì in Parlamento la nota di aggiornamento al Def

Sappiamo bene che la strada è in salita e che non è più il tempo delle promesse a vuoto, delle sciagurate politiche portate avanti nell’anno orribile del governo gialloverde. Proprio per questo la manovra di Bilancio deve avere un respiro nuovo perché le difficoltà sono molte e crescenti. In poco più di un anno il governo gialloverde ne ha provocati di danni, Altro che papeete. L’Ocse prevede per questo anno la crescita zero e per il prossimo riduce la stima del Pil a +0,4 tagliando di due decimali. Il governo dovrà portare allo 0,4-0-0,5% le previsioni del Documento di economia e finanza  previste da Tria allo 0,8%. Entro venerdì 27 la prossima settimana, il ministro Gualtieri dovrà presentare al Parlamento la nota di aggiornamento al Def con cui ha inizio la manovra 2020. Le previsioni Ocse rendono più difficile trovare la strada  per  reperire 30-35 miliardi necessari per la Finanziaria del prossimo anno. Al ministero del Tesoro si svolgono riunioni, una dopo l’altra, per rispondere al primo obiettivo, quello di sterilizzare l’Iva. Ad  alleggerire la situazione, ma non a risolverla, i risparmi per i tassi di interesse, lo spread anche  ieri  è rimasto intorno a  quota 140. Bankitalia  fa sapere, in via ufficiosa che gli acquisti dall’estero dei nostri titoli di stato e il risparmio di 4 miliardi sui conti dello Stato possono essere valutati. Comprendendo la lotta all’evasione, ritocchi di quota cento, reddito di cittadinanza, dividendo, secondo Bankitalia si racimolano una decina di miliardi. Verrebbero confermati i 15 miliardi da investire nel triennio per il cuneo fiscale. Fatti tutti i conti resta centrale il progetto Green, meglio noto come “decreto Greta”. Verrà  trasformato in disegno di legge dopo una improvvisa comparsa in Consiglio dei ministri dove ha trovato la sola opposizione della Lega. Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, lo ripresenterà, corretto e condiviso, magari come disegno di legge, onde togliere ogni alibi a chi lo contesta. Ed ha ricordato il messaggio del Presidente della  Repubblica che sta dando un grande aiuto alla azione riformatrice in senso green. Dice il ministro: “si è reso conto che non c’è più tempo da perdere, parafrasando Greta  Thunberg, altrimenti corriamo il rischio di non aver più niente da costruire”. Appunto, il tempo stringe. Entro il 27 settembre – pubblicazione aggiornamento al Def; 15 ottobre – il Governo trasmette il documento programmatico alla Commissione europea e all’eurogruppo; 20 ottobre – termine di presentazione alle Camere della Legge di bilancio; 30 novembre – primo parere della Commissione europea; 31 dicembre – via libera dal Parlamento alla Legge di bilancio e pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Niente Flat tax. Riduzione della pressione fiscale per  redditi medio bassi e aziende che innovano

A conclusione, l’imperativo del governo è volto a misure che consentano di porre il debito pubblico dell’Italia su una traiettoria discendente, anche se viene ridimensionato il ruolo delle privatizzazioni: “Non penso che le privatizzazioni siano uno strumento per fare cassa e cui attingere risorse per far quadrare i conti – ha detto il ministro Gualtieri -, partiamo da quanto ereditato dal governo precedente, con l’obiettivo principale di bloccare l’aumento di 23 miliardi dell’IVA che avrebbe un impatto negativo su crescita e investimenti. Intendiamo poi avviare la riduzione della pressione fiscale per i redditi medi e bassi e per le aziende che innovano”. Un’altra importante sfida per l’attuale governo è la riduzione della pressione fiscale, ma senza Flat tax. Quota 100 per ora resta, trattandosi di una misura che ha durata triennale. Il  Reddito di cittadinanza potrebbe essere leggermente rivisto, mentre viene esclusa una patrimoniale.

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