Paolo Ciofi. Morti sul lavoro e morti in mare

Paolo Ciofi. Morti sul lavoro e morti in mare

Quattro indiani morti in un allevamento dell’Oltrepo Pavese, caduti e annegati in una vasca di liquami nel tentativo  di salvarsi l’un l’altro.  Si i aggiungono alle 599  morti sul lavoro registrate da gennaio a luglio e ai 18 incidenti mortali di agosto. In totale, 621 morti in otto mesi e mezzo. I dati elaborati  dall’Inail, c’è il rischio  che il 2019 faccia registrare più decessi sul lavoro dei 1218 del 2018 e dei  1148 del 2017. Oltre 500 sono i migranti e rifugiati che hanno perso la vita nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno mentre tentavano di raggiungere l’Europa. Si tratta di numeri comunicati dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) cui devono aggiungersi i dispersi. Una vera e propria strage.

Altri morti sul lavoro. Una strage senza fine nel silenzio assordante della politica. Non si accorge, questa politica, che i morti uccisi dal lavoro e i morti affogati in mare sono tutti vittime, gli uni come gli altri, di un unico sistema economico-sociale. Si chiama capitalismo: il capitalismo del XXI secolo, che distrugge congiuntamente gli esseri umani e l’ambiente naturale, mettendo a rischio l’esistenza stessa del pianeta.

Gli esseri umani contro la natura e la natura contro gli esseri umani, i lavoratori e gli sfruttati in lotta tra loro, donne e uomini in competizione permanente per il lavoro e per la vita. È questo sistema che va superato, lottando per un civiltà più avanzata che assuma come finalità non il capitale e il massimo profitto. Ma il lavoro e il benessere degli esseri umani e di tutti i viventi, ponendo fine allo sfruttamento senza limiti delle persone e dei beni naturali.

Un’utopia campata in aria, un sogno irraggiungibile? No, se si ricostruisce una cultura critica dell’esistente. No, se si ragiona sulle cause effettive di questo stato delle cose. Assumendo come guida per l’azione i principi fondamentali e i diritti inscritti nella nostra Costituzione. E quindi, se si organizza una lotta democratica di massa per la loro attuazione. Prima che sia troppo tardi.

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