Vincenzo Vita. Una discussione aperta sul programma del nuovo governo. Con il coinvolgimento attivo di movimenti, associazioni e organizzazioni sindacali

Vincenzo Vita. Una discussione aperta sul programma del nuovo governo. Con il coinvolgimento attivo di movimenti, associazioni e organizzazioni sindacali

La crisi di governo è un momento chiave per capire a che punto è la crisi italiana. Ne costituisce insieme un indice e un moltiplicatore. Certamente, e non è infrequente nelle vicende politiche, il leader leghista ha sopravvalutato le sue forze. Lo strappo micidiale e antidemocratico con la richiesta di “pieni poteri” al momento sembra essersi arenato. Il premier dimissionario Giuseppe Conte è stato assai aspro nel suo discorso al Senato. Purtroppo, però, è mancato un giudizio autocritico sui quattordici mesi passati sotto i colori gialloverdi. Guai a soluzioni tattiche, giocate nella piena “autonomia del politico”.

Il terreno di coltura di e per avventure autoritarie è stato, infatti, arato. Guai pure a pensare che il passaggio dalla tragedia al cabaret (minore) significhi che il pericolo è passato. No. Dovremo mantenere viva l’attenzione, senza abbassare la guardia. Così, continua a ripresentarsi il sadico braccio di ferro sui migranti, utilizzati dal portavoce della destra sovranista come puro simulacro della e per la sua politica reazionaria, intrisa  di rigurgiti razzisti. Ora siamo nei pressi del passaggio decisivo, nelle mani della sapienza del Presidente della Repubblica. Crisi breve o lunga che sarà, siamo di fronte a una frontiera delicatissima. Foriera di rischi, ma pure di opportunità. Se ne esce, anche se nel dirlo la voce diviene tremula per la scarsa attendibilità dei diversi protagonisti, o con un voto o con un governo supportato da una nuova maggioranza: 5Stelle, Pd, Leu. In quest’ultima eventualità serve una vera discussione aperta sul programma, che richiede esplicita rottura con il passato, creatività, coraggio e cura per le priorità.

Con il coinvolgimento attivo di movimenti, associazioni e organizzazioni sindacali.

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