Sarà così fino a martedì: il martellante botta e risposta tra Salvini e grillini tocca punte eversive. Il ministro dell’Interno invoca la piazza, e i 5Stelle chiedono a Conte di licenziarlo e di assumerne l’interim. Scenario inquietante

Sarà così fino a martedì: il martellante botta e risposta tra Salvini e grillini tocca punte eversive. Il ministro dell’Interno invoca la piazza, e i 5Stelle chiedono a Conte di licenziarlo e di assumerne l’interim. Scenario inquietante

Ecco l’arma che Salvini è pronto a mettere sul tavolo: il ricorso “democratico” alla piazza. O piuttosto eversivo, se detto da un ministro dell’Interno ancora in carica? Qualora dovesse concretizzarsi l’asse Pd-M5s il vicepremier chiamerà a raccolta milioni di italiani a protestare. “A quelli del Pd e del Movimento 5 stelle lanceranno le monetine. Sarà il popolo a cacciarli…”, dice un ‘big’ del partito di via Bellerio. Ma prima di alzare ancor di più i toni il ministro dell’Interno aspetta di ascoltare il premier Conte e soprattutto il capo dello Stato Mattarella. La consapevolezza è che il Pd alzerà il tiro quando si dovrà trattare di governo e di programma, in primis su chi debba andare a palazzo Chigi. “Zingaretti non può accettare che i vari Di Maio e Toninelli restino nell’esecutivo”, il ‘refrain’. E in ogni caso qualora dovesse nascere un governo ‘giallo-rosso’ “non durerebbe – questo il ragionamento all’interno della Lega – neanche pochi mesi, magari sarà proprio Renzi a farlo saltare”. Ecco, Renzi. Salvini vuole che emerga sempre di più che il ‘deus ex machina’ dell’operazione è proprio il senatore di Scandicci, che sarà lui l’artefice di quello che viene chiamato il ‘bacio della morte’ con Di Maio. Ma c’è fibrillazione in tutti i partiti che stanno per affrontare una settimana decisiva per la crisi di governo. Una parte del Movimento 5 stelle resta ‘fredda’ sulla prospettiva dell’asse con il Pd.

M5S, i capi in villa da Beppe Grillo: il forno con la Lega è chiuso, e Salvini è inaffidabile

Oggi però i vertici pentastellati con il vertice al quale hanno partecipato Di Maio, Grillo, Casaleggio, i capigruppo Patuanelli e D’Uva e il presidente della Camera, Fico, hanno voluto lanciare un messaggio di compattezza. Il forno con la Lega è chiuso. E magari in un governo con il Pd potranno avere più spazio uomini dell’ala ortodossa del Movimento. Come il sottosegretario Sibilia, che ora finalmente si accorge del rischio di aver governato con Salvini ministro dell’Interno, Scrive infatti sulla sua pagina Facebook: “In questa situazione ritengo che la sicurezza del nostro Paese sia in pericolo. L’ex politico (ormai è ex tutto, ex leader, ex ministro, ex sottoscrittore di contratto) non è più adatto. Non devo dimostrarlo o dirlo io, i fatti sono acclarati. Ma la questione sicurezza non va in vacanza al Papeete. Auspico dimissioni immediate di chi dovrebbe già essere ex ministro e che nell’attesa Conte assuma l’interim”. Carlo Sibilia aggiunge infine la martellata a Salvini: “neanche in lontananza si scorge qualche segno di umiltà. Fa il martire. Tutti contro di lui… poverino. E poi si permette ancora, con tracotanza e arroganza, di dettare le condizioni a Giuseppe Conte. Al primo ministro Conte. Una persona seria. Competente, pacata, razionale. Di cui andare fieri. Ma la domanda che mi faccio – aggiunge – è per quanto ancora dobbiamo ascoltare questo livello di presunzione da uno che non dovrebbe trascorrere un minuto di più da ministro dell’Interno se gli fosse restato un barlume di lucidità”. E Sibilia non pare una voce isolata nel Movimento. Al punto ch c’è preoccupazione anche nel Carroccio: “Basta farci insultare da Di Maio e Renzi, basta retromarcia”, il ‘refrain’ non solo di Giorgetti ma di tutta la base.

Divisioni pure nel Pd, anche se il ‘timbro’ ad un patto di fine legislatura arrivato da Prodi servirà a Zingaretti per dare copertura all’operazione, qualora dovesse partire il dialogo nella seconda fase della crisi. E c’è spaccatura in Forza Italia: “Salvini viene a cercarci solo quando vuole”, la protesta di molti azzurri. In tanti in FI sono attratti dalla possibilità che questa legislatura prosegua e non è stato un caso che Salvini oggi abbia tirato in ballo anche il partito di Berlusconi. Salvini martedì ascoltera’ il premier Conte ma al momento non è previsto che venga presentata una risoluzione contro di lui. Dipenderà da quello che dirà il presidente del Consiglio e se dopo le comunicazioni andrà o meno al Colle per fare un passo indietro. Il premier potrebbe anche aspettare – se la Lega non dovesse sfiduciarlo – per far sì che poi giovedì si voti il taglio del numero dei parlamentari. Il confronto tra dem e M5s continua, per ora sotto traccia. Con Salvini che da un lato sarebbe disponibile che Conte rimanga a palazzo Chigi pur di far ripartire l’allenza giallo-verde (e non si dimetterà nonostante M5s chiede le sue dimissioni) e dall’altro è pronto a scatenare la piazza e a sottolineare con Mattarella che un governo ‘giallo-rosso’ non ha avuto il consenso delle urne e che soprattutto non ha il consenso – sondaggi alla mano – della maggioranza degli italiani.

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