Renzi scatenato. In un audio, accusa Gentiloni di operare per il fallimento delle trattative Pd-M5S. Zingaretti: parole ridicole e offensive. Travaglio e Annunziata: spazio ad una “bufala”

Renzi scatenato. In un audio, accusa Gentiloni di operare per il fallimento delle trattative Pd-M5S. Zingaretti: parole ridicole e offensive. Travaglio e Annunziata: spazio ad una “bufala”

Fossi Renzi Matteo andrei a nascondermi in qualche isola remota, un atollo dove non ci sia la possibilità di comunicare alcunché. Lo diciamo perché ormai è talmente preso  da una irrefrenabile voglia di dimostrare che è lui a tenere ancora le carte nella partita che si sta giocando nel corso della crisi provocata dalla Lega. Da un altro Matteo, di cognome  Salvini che, nel nome del rosario e delle immagini sacre che si porta dietro pensa di essere il salvatore dell’Italia. Il prepotente “ego” gioca brutti scherzi al Matteo fiorentino. Guarda caso quando alcuni giornalisti, anche di rango, non hanno niente da scrivere, arriva lui e fornisce buon materiale. Ed ecco l’ultima impresa dell’ex premier il quale non può sopportare che nel Pd ci sia qualcuno migliore di lui, un “usurpatore” che a suo dire prese il posto di comando del Paese, Paolo Gentiloni, dopo la sonora sconfitta del Pd. Accade così che parte all’attacco, mette l’elmo e scende in guerra, così come fece il prode Anselmo e diventa protagonista di una squallida vicenda che trova molto spazio su Huffington Post, editoriale della direttora. Sul Fatto Travaglio sbarella, cambia linea, non sa più che fare e conclude un suo editoriale con queste parole: “Trattare col Pd è come trattare con la Libia. Se il M5s non vuol proprio suicidarsi, tra un Governo modello Libia e il voto subito, ha molto meno da perdere nella seconda opzione”.

L’audio registrato dal Matteo alla sua scuola di politica

Queste parole sono la ciliegina sulla torta da offrire in regalo a Renzi Matteo che avrebbe messo in luce le manovre portate avanti, guarda caso, proprio da Paolo Gentiloni accusato dal Matteo fiorentino di sabotare la trattativa fra M5S e Pd. Trattativa di cui il Renzi si era fatto, si fa per dire, promotore. Sollecitava il Pd ad aprire il confronto, a superare vecchie inimicizie, a costruire una proposta di governo del Paese insieme ai grillini. Visto che l’intesa fra Pd e M5s stava prendendo piede, lui, ovviamente, si chiamava fuori da qualsiasi incarico di governo, ci mancherebbe, non trova di meglio che  accusare Gentiloni di aver ordito una manovra e invia un audio a Zingaretti dove ci sarebbe la prova del tradimento di Gentiloni. Di che si tratta? Nell’audio, pubblicato da Huffpost, con  un ampio articolo di Lucia Annunziata, registrato  durante una lezione a porte chiuse ai giovani che frequentano  la sua scuola di politica in Garfagnana, Matteo Renzi accusa Paolo Gentiloni di aver tentato di far deragliare la trattativa Pd-M5S. Le due  testate riportavano uno spin, che hanno individuato proveniente dal Nazareno,  che avrebbe un nome e un cognome, Paolo Gentiloni che avrebbe  fatto passare questo messaggio, una triplice richiesta di abiura ai 5 stelle. Il tutto arriva sul tavolo di Zingaretti il quale definisce “ridicolo e offensivo” l’attacco all’ex premier per far saltare la trattativa fra M5S e Pd. Dice Zingaretti: “Non è mai esistita ovviamente nessuna manovra del presidente Gentiloni per far fallire l’ipotesi di un nuovo Governo e sostenerlo è ridicolo e offensivo”. “Siamo nel pieno di consultazioni delicatissime e stiamo lavorando tutti insieme per raggiungere un obiettivo difficile: quello di dare vita a un Governo di svolta per cambiare l’Italia; e questo passa per uno spirito unitario, per difendere contenuti storia e valori del Partito Democratico”. Zingaretti rinnova “per l’ennesima volta” un “appello alla responsabilità: fondamentale per raggiungere questo obiettivo casomai è fermare questo continuo proliferare di comunicati, battute, interviste che, questi sì, mettono tutto a rischio e logorano la nostra credibilità”. Quale sarebbe la “colpa” di Gentiloni? Aver richiamato i deliberata della direzione del Pd, la linea sulla quale muoversi nella trattativa con i Cinque stelle. Oltre a Zingaretti parlano altri dirigenti del Pd.

Orlando, vicesegretario dem: “Facciamo tutti un po’ di silenzio”

Andrea Orlando, vice segretario dem: “Facciamo tutti un po’ di silenzio”.  Maurizio Martina, ex segretario: “Si lavora, si lavora tutti per lo stesso obiettivo, anche Gentiloni”.  E Gianni Cuperlo: “Il Pd rischia di apparire come una comunità divisa, due partiti, e questo non va bene, specie in un passaggio così delicato e difficile come questa crisi di governo. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è alimentare la polemica al nostro interno”.

Conclusioni: la trattativa con i Cinque stelle è stata aperta rispondendo all’invito del Presidente  Matteralla. Ne parliamo in altro articolo. Il primo incontro fra le due delegazioni è durato quasi due ore. “Non ci sono problemi insormontabili”, hanno detto gli esponenti del Pd, “clima costruttivo”, “non ci sono altri interlocutori”, affermano  i grillini, rispondendo anche a nuove  avance da parte di Salvini e soci. Renzi ora tace. Come si dice, il silenzio  è d’oro. In questo caso è della vergogna.

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