Patrizio Paolinelli. Tre domande a… Giorgio Benvenuto. I motivi della crisi di governo

Patrizio Paolinelli. Tre domande a… Giorgio Benvenuto. I motivi della crisi di governo

Quali sono stati i motivi principali che hanno originato la crisi tra Lega e 5 Stelle?

In quest’ultimo anno sono avvenuti dei cambiamenti importanti. Quello più consistente riguarda il peso elettorale delle due formazioni. Il Movimento 5 Stelle ha perso circa la metà dei consensi elettorali alle ultime elezioni europee ed è andato molto male nelle varie elezioni locali. Si è così verificata una situazione in cui i 5 Stelle sono fortissimi in parlamento ma sono debolissimi nelle regioni, nelle amministrazioni comunali e oggi sono debolissimi nelle aspettative di voto. Allo stesso tempo la Lega ha raddoppiato i consensi. E’ dunque nata una contraddizione: i 5 Stelle hanno i numeri in parlamento ma non la maggioranza nell’opinione pubblica, mentre la Lega si trova nella situazione opposta, con sondaggi che fino a un paio di settimane fa la davano vicina al 40 per cento, cioè alla possibilità di governare da sola in caso di nuove elezioni. E’ a partire da questo rovesciamento dei rapporti di forza che i vincoli tra gli ormai due ex partner di governo ha iniziato ad allentarsi seriamente. Tra l’altro, tutti presi dalle vicende italiane, non ci si è sufficientemente soffermati su due aspetti. Primo, alle ultime elezioni europee i sovranisti sono usciti ridimensionati rispetto alle loro aspettative, mentre il fronte europeista, pur non avendo trionfato, si è ricompattato. Secondo, i voti dei 5Stelle sono stati determinanti per l’elezione di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea. Soprattutto quest’ultimo fatto è stato sottovalutato. Devo dire che il sostegno dei 5Stelle alla nuova commissaria mi ha sorpreso perché fino al giorno prima appoggiavano i gilet gialli. Comunque sia, si è trattato di cambiamento radicale che ha contribuito a spezzare il rapporto tra Lega e 5 Stelle.

Cosa pensa della neonata alleanza tra PD e 5 Stelle?

E’ una soluzione di emergenza perché il rischio di consegnare a Salvini il governo del paese con la legge elettorale che c’è oggi, e che prevede che chi ottiene il 40% dei voti ha la maggioranza parlamentare, ha portato a una specie di alleanza contro. Lo capisco. Ma al di là dell’emergenza dinanzi a chi chiede pieni poteri è necessario capire quali saranno le proposte politiche. In questo momento le indicazioni programmatiche dei 5 Stelle e i cinque punti del PD sono troppo generiche per poter esprimere un giudizio. Sono delle buone intenzioni che non si sostanziano ancora in proposte. Né si capisce quali sono le modifiche che verranno apportate per quanto riguarda i provvedimenti che sono stati presi dal primo governo Conte. Il premier incaricato è stato trovato, ed è lo stesso Conte, ma il programma non c’è. Tuttavia se ci sarà, come tutto lascia credere, un Conte bis ci si troverà ad agire in un contesto europeo che sembra mutare favorevolmente. Nel senso che si sta comprendendo che le politiche di austerità di Barroso e Juncker hanno favorito i sovranisti e indebolito l’Europa. Perciò occorrerà mettere in atto diversi correttivi. Per di più l’Italia non si troverà isolata come è capitato negli ultimi tempi.

L’innesco della crisi da parte di Salvini è stato in tutta evidenza un errore strategico. Come è potuto accadere?

Quando in un partito o in un movimento tutto è basato sul carisma del capo non c’è dialettica interna e il capo stesso si ritrova circondato solo da adulatori. Mi ricordo una battuta di Andreotti, recentemente rispolverata, a cui avevano chiesto se avesse voluto i pieni poteri.  E lui rispose: “No, perché commetterei degli errori”. Al di là delle battute, è difficile capire come mai la Lega abbia all’improvviso premuto l’acceleratore della crisi. Credo che abbia guardato troppo all’Italia e poco a quello che avveniva sullo scenario internazionale. Troppo sicura di sé per i successi elettorali conseguiti in casa la Lega non ha tenuto conto, come ho già avuto modo di dire, che in Europa i sovranisti sono stati sconfitti. Sono rimasti abbagliati dai successi elettorali conseguiti nel nostro paese e non hanno capito che in Europa tirava un’altra aria. Penso che questo abbaglio sia dovuto al provincialismo di noi italiani – chi più chi meno – e che nella Lega assume forme consistenti. Perché, all’indomani della crisi, Conte ha ricevuto importanti sostegni dall’estero? Perché debole in Italia ha saputo curare molto bene i rapporti internazionali e poi ha una forte sensibilità istituzionale che lo rende un interlocutore affidabile, cosa che non si può dire per i sovranisti.

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