Open Arms. Dopo sette giorni in mare ancora non c’è lo sbarco dei 121 naufraghi, 32 dei quali minori. Sassoli scrive a Juncker, Amnesty protesta, iniziativa di Saviano

Open Arms. Dopo sette giorni in mare ancora non c’è lo sbarco dei 121 naufraghi, 32 dei quali minori. Sassoli scrive a Juncker, Amnesty protesta, iniziativa di Saviano

Ancora stallo per la questione della nave Open Arms, dopo sette giorni trascorsi nel Mediterraneo in attesa di un porto sicuro. L’imbarcazione della ong spagnola Proactiva con a bordo 121 migranti in un comunicato ha fatto sapere che se la situazione a bordo si aggravasse entreranno in acque italiane. “Gli stati europei dimostrano il loro coraggio voltandosi dall’altra parte”. Ha denunciato su twitter la ong tornando a chiedere un “porto sicuro subito”. “È sempre più difficile spiegare alle persone a bordo perché non possono sbarcare in porto sicuro nel quale non corrano pericoli. La politica non può venire prima delle persone”. Al settimo giorno in mezzo al mare, la ong spagnola ProActiva Open Arms, tramite il capo missione Anabel Montes Mier, fa un nuovo appello perché i 121 a bordo soccorsi a largo della Libia, tra cui 32 minorenni, siano fatti sbarcare al più presto. “Più passa il tempo, più aumentano le situazioni di nervosismo, non è possibile continuare così a lungo”, sottolinea Montes Mier. Secca la replica del Viminale che precisa che la posizione del governo italiano non cambia, anche a fronte del ricorso della ong alla procura dei minori.

Si muove il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, che a Juncker chiede di dare soluzione alla vicenda Open Arms

“Ad ogni nave che arriva in acque europee si ripete la stessa scena e si riaprono le stesse polemiche. In questi giorni vi è il caso della nave Open Arms, con 121 persone a bordo, che non sa dove dirigersi” si legge nella lettera che il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli ha inviato al Presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker per una soluzione per i migranti dell’Open Arms. “L’opera di supplenza che in questi anni la Commissione europea ha svolto è stata meritoria, in linea con i valori dell’Unione e con i dettami delle Convenzioni internazionali. Ma in questo caso non vi sono indicazioni. E a bordo, dalle notizie riferite dalla stampa, vi sarebbero anche 32 minorenni, fra cui 2 gemellini etiopi di 9 mesi, e donne che portano sulla loro pelle i segni indelebili di violenze e soprusi. Se l’Unione si mostrasse indifferente sarebbe come aggiungere sofferenza a sofferenza e sono certo che questo non sia lo stato d’animo dei custodi dei Trattati europei” sottolinea Sassoli.

Amnesty International: “i governi europei smettano di giocare con la vita delle persone”

“È ora che i governi europei smettano di giocare con la vita delle persone e dedichino risorse adeguate alle operazioni di ricerca e soccorso. Devono urgentemente trovare un’intesa su meccanismi di sbarco chiari e rapidi in linea con il diritto internazionale e su un sistema equo di redistribuzione dei richiedenti asilo fra i paesi europei” dichiara in una nota Maria Serrano, ricercatrice di Amnesty International sulle migrazioni, nella nota con cui l’ong prende posizione sul caso della nave dell’ong Open Arms. “È immorale che a pochi passi dalle spiagge estive ci siano bambini bloccati in mare. Gli stati europei, a cominciare da Malta e Italia, hanno spudoratamente smantellato il sistema di ricerca e soccorso e usato le persone come pedine in cambio di politiche migratorie ingiuste, con un disprezzo assoluto per la sicurezza”, ha detto Serrano. “Dopo una settimana bloccati in mare in un caldo torrido, donne, uomini e bambini che hanno rischiato la vita per fuggire dalle violazioni dei diritti umani in Libia dovrebbero immediatamente sbarcare, in Italia o a Malta”.

L’iniziativa di Roberto Saviano: “postiamo selfie mentre tendiamo la mano”

“La nave Open Arms è da 7 giorni in mare con 121 persone a bordo, di cui 32 minori. Farla sbarcare è necessario. Il solito ricatto del governo (riversare le responsabilità su Malta e Spagna, che hanno, tra l’altro, accolto molti più migranti dell’Italia) non fa altro che peggiorare le condizioni di queste persone. Il decreto Sicurezza bis viola apertamente la Costituzione italiana e la Convenzione di Ginevra. Il mio invito è a fotografarci mentre tendiamo la mano e postare la foto sui social per contenere la massa di sterco che il ministro della Mala Vita Salvini e suoi scherani stanno diffondendo sul web. La propaganda sovranista, colma di bugie, distrae dal tradimento delle proprie promesse attaccando chi salva persone in mare. Far capire che salvare vite è difendere la nostra vita deve essere nostro compito. No al #DecretoMalaVita. #SiamoTuttiOpenArms” scrive su Facebook lo scrittore e giornalista, Roberto Saviano.

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