Crisi. Giornata convulsa. Tornato il sereno tra Pd e M5S? Grillo ai giovani Pd, occasione unica. Conte vede Mattarella e poi le delegazioni. Avanti sul programma, restano i nodi politici

Crisi. Giornata convulsa. Tornato il sereno tra Pd e M5S? Grillo ai giovani Pd, occasione unica. Conte vede Mattarella e poi le delegazioni. Avanti sul programma, restano i nodi politici

Nessuna subordinata: se entro la fine della settimana Giuseppe Conte non riuscirà ad esprimere un governo e rinuncerà all’incarico ci saranno solo le elezioni. Ormai a novembre. Sergio Mattarella formerà in tempi brevi un governo di garanzia destinato a prendere la sfiducia in Parlamento. Un nuovo esecutivo quindi per portare ordinatamente il Paese alle urne. Questa pare ormai una delle poche certezze che accompagnano in queste ore convulse il cammino del premier incaricato Giuseppe Conte che proprio questa mattina ha riferito al capo dello Stato dei progressi (pochi) e delle difficoltà (molte) che sta incontrando sulla strada che potrebbe riportarlo a palazzo Chigi. Tanti ostacoli conditi da un clima di sfiducia che hanno portato il premier a valutare anche una rinuncia prematura dell’incarico. Forse solo un pensiero recondito. Più probabilmente una mossa tattica per fare pressione sulle forze politiche manifestando stanchezza per il protrarsi di veti contrapposti. Anche se dal Colle riportano l’incontro di questa mattina tra presidente e premier nell’alveo della normalità definendolo fisiologico all’interno di una crisi di governo, Conte ha spiegato al capo dello Stato tutte le difficoltà che sta incontrando, a partire dalla “ratio” con la quale intende impostare la composizione della squadra di governo. In oltre un’ora di colloquio (chiesto ieri sera dal premier) si saranno probabilmente sommate due impazienze: quella di Mattarella che sin dall’inizio della crisi ha dettato un’agenda stretta, forse memore degli oltre tre estenuanti mesi che sono serviti per la nascita del governo con la Lega; quella di Conte che ha capito quanto il fattore tempo incida sull’emersione dei veri nodi.

Riserbo assoluto al Quirinale, com’è ormai consuetudine da giorni. Ma la composizione di un governo si realizza attraverso l’intreccio virtuoso di programmi e ministeri. Ed è noto che sui temi fondamentali – come l’ancoraggio dell’Italia all’Europa e la tenuta dei conti pubblici attraverso almeno un contenimento del debito – il presidente della Repubblica vigilerà. La scelta dei ministri spetta al premier incaricato, ma alla fine il presidente deve metterci la propria firma. Se quindi oggi non sono stati fatti nomi, sicuramente Conte avrà tracciato a Mattarella l’affresco ministeriale anticipando rose di profili per i ministeri chiave, a partire da Economia, Esteri e Interni. L’accelerazione è chiara e si può ipotizzare un timing: lasciando da parte il nodo dei vicepremier, lunedì il premier incontrerà le delegazioni dei terremotati e dei disabili; lo stesso giorno o martedì il voto sulla piattaforma Rousseau e probabilmente una direzione dem per il via libera dei due partiti. Mercoledì potrebbe arrivare lo scioglimento della riserva e la presentazione della lista dei ministri al presidente per le osservazioni e il nulla osta finale di Mattarella. Con giuramento possibilmente lo stesso giorno o giovedì e prima riunione del Cdm. Con questo percorso sarebbe possibile ottenere i voti di fiducia di Senato e Camera entro la fin della settimana.

E dopo un cauto ottimismo, alla sera arriva il colpo di scena. Beppe Grillo, in un videomessaggio postato sul suo blog, dà una sterzata decisa in vista della formazione del governo e “benedice” l’alleanza giallorossa. “Dovete sedervi attorno a un tavolo ed essere euforici perché appartenete a questo momento straordinario” in cui “cambiare tutte le tecnologie, per la casa, l’acqua, la sanità, abbassare il consumo eneregetico, passare dalle 40 ore alle 20 ore settimanali…” e invece “ci abbrutiamo, parliamo di questo posto da dare a chi”. Quindi, arriva un appello: “Mi rivolgo al Pd, alla base dei ragazzi del Pd: siate contenti, è il vostro momento questo, abbiamo un’occasione unica, dio mio, unica!, che non si riproporrà più così… Cerchiamo di compattare i pensieri, di sognare a dieci anni… che tipo di società vogliamo…”. Il video procede con uno sfogo sull’incapacità di riprogettare l’idraulica domestica e anche la mobilità pubblica e si chiude così: “E invece ci perdiamo in questa roba qui che non si capisce più. Sono esausto, basta”.  A stretto giro arriva anche la risposta del segretario del Pd Nicola Zingaretti: “Caro Beppe Grillo – scrive su Twitter – mai dire mai nella vita. Cambiamo tutto e rispettiamoci gli uni con gli altri”. Segnali di distensione, dunque, dopo una giornata di incontri e trattative tutt’altro che semplici.

Intanto, è previsto l’incontro tra i leader e il presidente del Consiglio incaricato, tra stasera e domani, poi Giuseppe Conte metterà a punto, lunedì il documento di sintesi da sottoporre ai capigruppo e a quel punto il lavoro per la formazione del governo sarà virtualmente chiuso. E’ quanto riferiscono fonti parlamentari dopo il vertice di oggi a Palazzo Chigi. Ovviamente, rimangono i nodi politici legati all’incarico di vicepremier, ma di quello si è fatto carico direttamente il presidente Conte, viene sottolineato.

Per quanto riguarda il tavolo odierno con i capigruppo, che fa seguito a quello di ieri che aveva fissato a questa mattina un ulteriore incontro poi slittato per l’appuntamento di Conte al Quirinale, secondo quanto si apprende, si parla di un incontro positivo, con punti di intesa su una possibile riduzione del cuneo fiscale. Conte ha intenzione di redigere un documento di sintesi da sottoporre ai due partiti entro lunedì, prima di nuove consultazioni con le parti sociali. Dall’incontro della delegazione M5S con il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte sono stati fatti “passi avanti nella direzione giusta” sottolineano fonti parlamentari del Movimento. In particolare, viene aggiunto, “il M5S ha ottenuto lo stop alla realizzazione di nuovi inceneritori, stop a nuove concessioni sulle trivelle, revisione delle concessioni autostradali, taglio dei parlamentari nel primo calendario utile alla Camera, lotta all’immigrazione clandestina alla criminalita’ e all’evasione fiscale”. “Nell’incontro di oggi tra la delegazione Pd, quella M5S e il Premier incaricato Conte sono state accolte gran parte delle proposte del Partito Democratico a partire dal taglio del cuneo fiscale a favore dei lavoratori, da una nuova legge sull’immigrazione, dal blocco dell’aumento dell’Iva e dallo sblocco immediato delle infrastrutture” riferiscono a loro volta fonti del Pd. Tutto è bene quel che finisce bene, come direbbe Shakespeare? Non ancora, la cautela è d’obbligo.

I malumori di LeU. Grasso e De Petris protestano. Documento recapitato a Conte 

Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte, secondo quanto si è appreso, ha ricevuto da Leu un documento contenente i loro contributi programmatici. Tale documento è stato distribuito alle delegazioni presenti nell’incontro di oggi a palazzo Chigi. Ci sono già stati contatti telefonici e prossimamente ci saranno anche incontri.  “Da giorni le interlocuzioni sul programma del Governo di svolta sono esclusivamente tra Pd e M5S. A questo si aggiungono le ultime polemiche, e i dubbi aumentano. Evidentemente l’intenzione è fare da soli, sia al Governo che in Senato: altro che svolta! Auguri e buon lavoro!” scrive su Twitter il senatore Pietro Grasso. “Cominciamo a essere un po’ seccati. E’ davvero strano che in tutti questi confronti per il programma, se davvero di programma Pd e M5s stanno parlando, non siamo mai stati coinvolti. Finora noi l’unico confronto programmatico lo abbiamo avuto con Conte ma, quando si deve costruire un perimetro politico, sarebbe bene allargarlo. Quando M5s e Pd avranno deciso e avranno fatto l’accordo entreremo pure noi, cosa possiamo fare? Non è che abbiamo altre strade” ha detto all’Adnkronos, la capogruppo di Leu al Senato i cui 4 voti potrebbero essere indispensabili per garantire la maggioranza al governo. “Fino ad ora – spiega – noi abbiamo parlato solo con Conte, ieri pomeriggio gli abbiamo trasmesso le schede con le nostre proposte sui singoli argomenti che Leu ritiene prioritari e di rilievo per l’azione di governo”. “Si tratta di temi che avevamo già sottoposto all’attenzione del presidente incaricato nell’incontro dell’altro ieri alla Camera, sono già noti: investire davvero in modo risolutivo per un cambio di passo per fronteggiare l’emergenza ambientale e climatica, investimenti nel campo della mobilità sostenibile, immigrazione e decreto sicurezza, lavoro, previdenza e sanità, piano per occupazione femminile, Sud e autonomia differenziata e molte altre schede su diverse altre tematiche”. Infine, conclude De Petris, “a mio avviso e da quello che abbiamo potuto capire, Pd e M5s – a partire dal braccio di ferro su Conte – si sono concentrati un po’ troppo sulle posizioni politiche, sugli equilibri interni e sugli incarichi, più che sul programma. Questo non ha aiutato. La vera novità di tutta questa fase politica è la discussione che si è aperta dentro i 5Stelle. Certo tutti abbiamo capito che c’è un problema aperto legato alla pretesa di Di Maio di fare il vice presidente del Consiglio e che Di Maio ieri ha voluto giocare al rialzo. Ma i suoi margini di manovra – afferma infine De Petris – sono ridotti e condizionati dall’evidenza che i 5Stelle non vogliono andare a votare. Sappiamo bene da tempo che la stragrande maggioranza dei parlamentari M5s l’accordo con il Pd lo vuole fare e che solo una parte residuale del partito tornerebbe con la Lega”.

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