Conte alla presidente della Commissione Ue: un’Italia a pezzi. Von Der Leyen: vincere la sfida del cambiamento climatico. Lezione a Salvini: piano migranti ma con umanità. Commissario italiano? Boh. L’informazione che non informa

Conte alla presidente della Commissione Ue: un’Italia a pezzi. Von Der Leyen: vincere la sfida del cambiamento climatico. Lezione a Salvini: piano migranti ma con umanità. Commissario italiano? Boh. L’informazione che non informa

Dopo Berlino, Parigi, Varsavia, Croazia, Madrid, Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea, approda a Roma. Arriva a Palazzo Chigi poco dopo mezzogiorno. L’attende il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte che, si dice negli ambienti bene informati, ha ricevuto, via telefono, una terna di nomi da proporre alla Vdl, così viene chiamata negli ambienti politici tedeschi, per la nomina del commissario che viene richiesto dall’Italia. Nomi  tutti di  stretta fede salviniana, da Garavaglia, viceministro dell’Economia a Fontana, ex ministro per la Famiglia ora approdato alle Politiche europee, Centinaio, ministro dell’Agricoltura. Tutti uomini, mentre è noto che Vdl punta a costruire un organismo paritario, metà e metà. Pare che all’ultimo momento Salvini abbia messo in lista anche la ministra Bongiorno. Tutti leghisti doc, indicati a rappresentare la Lega, che ha votato contro la candidatura della Vdl. Mentre i parlamentari europei Cinquestelle hanno votato a favore.  Non è un caso che la presidente della Commissione Ue abbia iniziato il suo intervento di saluto, rispondendo alle parole del premier Conte, facendo presente che la linea politica che seguirà nel corso del suo mandato è quella tracciata nel discorso pronunciata al Parlamento europeo, un intervento in cui aveva duramente criticato i sovranisti, le  destre xenofobe, razziste. Intervento che aveva provocato la reazione dura, scomposta, dei leghisti nostrani. Ricordare il discorso programmatico tenuto a Strasburgo è stato un monito, un avvertimento allo stesso governo italiano.  E non è un caso che le agenzie di stampa abbiano ignorato questo passaggio, così come altri, importanti. E non è un caso che il presidente Conte si sia trovato in difficoltà a presentare le linee programmatiche del suo governo, le misure per la legge di Bilancio 2020 proprio mentre i dati Istat,  malgrado le acrobazie del premier, segnano una fase di stagnazione, segnalano il calo della produzione industriale del -1,2% annuo e lo spread torna a superare quota 200; la Svimez descrive  un Mezzogiorno sempre più disastrato, città e campagne svuotate, giovani in particolare che migrano. La crescita non c’è e nelle politiche del governo non compaiono neppure i barlumi di una nuova politica economica e sociale. Conte ha mostrato una Italia a pezzi, occupazione che non cresce, ore lavorate che diminuiscono, cassa integrazione che riguarda  centinaia di migliaia di lavoratori, circa 160 vertenze aperte, il Mezzogiorno che sempre più si allontana da una possibile ripresa che era obiettivo dei Cinquestelle e della Lega di Salvini Matteo.

Il capo della Lega diserta sei riunioni a Bruxelles sui migranti

Davvero difficile per Conte il colloquio con la presidente della Commissione che ha centrato il suo intervento, pochi minuti in pubblico, poi in privato in una colazione di lavoro, sull’immigrazione e sulle politiche  di sviluppo  che la Ue deve portare avanti. Per quanto riguarda l’immigrazione la presidente della Commissione ha dato un annuncio molto importante e, al tempo stesso, un segnale che a  Salvini deve essere andato di traverso, visto che lui su sei riunioni a Bruxelles sul problema migrazione appunto non ha partecipato ad alcuna. La presidente Ue ha annunciato che  è necessario cambiare il regolamento di Dublino. Proporrà un nuovo Patto sull’immigrazione per le migrazioni e per l’asilo. “Abbiamo bisogno di una nuova soluzione che sia una boccata d’aria”, ha spiegato. “Vogliamo – ha aggiunto Von der Leyen – che le nostre procedure siano efficienti ma anche umane”. Questa parola, umane, deve aver fatto  sobbalzare Salvini, parola che ad alcuni cronisti deve essere sfuggita. Nei tg, appunto, non se ne fa parola. Dice la presidente della Commissione Ue: “non è un compito facile da realizzare ma abbiamo capito che non esistono soluzioni facili né risposte facili soprattutto quando si tratta di una condivisione dell’onere. Certamente è necessario rivedere il concetto di ripartizione dell’onere. Sono consapevole che Paesi come l’Italia, la Grecia, la Spagna sono geograficamente esposti, sono in prima linea e di questo dovremo tenere conto. È fondamentale garantire la solidarietà, che non è mai unilaterale, è sempre almeno bilaterale ma se collaboriamo insieme certamente riusciremo a individuare soluzioni per il futuro”.

La presidente Ue: il mio obiettivo è superare le divisioni, tra Nord e Sud, Est ed Ovest

“Il mio obiettivo politico primario – ha rilevato ancora – è superare le divisioni, tra nord e sud, est e ovest, piccoli paesi e gradi paesi. Un’Ue unita ha bisogno di un’Italia forte e prospera”. Ed ha ricordato il ruolo avuto da De Gasperi, ne  ha richiamato lo “spirito”. Forse fra i fondatori dell’Europa non c’ è solo De Gasperi. Ma sorvoliamo, da buona democristiana tedesca ha fatto un po’ di propaganda ed ha rilanciato una proposta già contenuta nel discorso pronunciato a Strasburgo. Ha preso in contropiede il premier Conte, dal momento che il governo gialloverde, tutto preso dalla guerra continua fra Salvini e Di Maio, non ha alcuna idea di cosa significhi “cambiamento climatico”. Anzi, una ne ha, come dimostrano i continui attacchi a Greta, alle lotte, le manifestazioni che hanno preso il via in tutto il mondo, Italia compresa: ignorare il problema. “Servono nuove iniziative più ambiziose – ha affermato von der Leyen – per quanto riguarda il cambiamento climatico, io vorrei che l’Europa fosse il primo continente neutro nel 2050, obiettivo molto ambizioso. Il tempo è poco dobbiamo agire. Credo ci siano tanti aspetti positivi per quanto riguarda le nuove tecnologie ecologiche, esistono ma dobbiamo poter coinvolgere tutti in questa nostra politica e quindi cercheremo di introdurre un fondo di transizione”. Si accoda il premier Conte: “Vogliamo vincere la sfida dei cambiamenti climatici e pensiamo che l’Europa debba assumere una leadership su questo”. Già, ma in Italia quali iniziative propone il governo?  Resta un mistero.

Sceneggiata fra pentastellati e leghisti per non staccare la spina al governo

Ogni giorno che passa lo scontro fra  le due componenti del governo si fa più acuto, più profondo. Una sceneggiata, per non staccare la spina, il potere nel nome del potere, della prepotenza. Cinquestelle e Lega avvinghiati come    l’edera, dice una vecchia canzone. Moscopoli, il ruolo di Salvini, dei suoi collaboratori, rinviati a settembre mentre gli attacchi alla Costituzione si fanno sempre più frequenti. La libera informazione minacciata, vedi il “caso Salvini” e la moto d’acqua della polizia, l’attacco al giornalista di Repubblica. Per  finire segnaliamo che nei tg, quelli della Rai, ma anche in quelli di Sky, de La7 accade che si annunci una intervista in genere con Salvini o Di Maio. Ma parlano solo loro, il giornalista si guarda bene dal fare domande. Accade anche che il giornalista  che ha posto il microfono davanti alla bocca di Salvini o Di Maio, meglio di Salvini, dia segni  di  assenso  alle parole del capo della Lega.

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