Carlo Podda, segretario Slc Cgil di Roma e Lazio: “Sulla questione 1/2 ora in più, la Rai sbaglia due volte”

Carlo Podda, segretario Slc Cgil di Roma e Lazio: “Sulla questione 1/2 ora in più, la Rai sbaglia due volte”

La polemica sul caso di “1/2 ora in più” non sembra placarsi: “la Rai sbaglia il doppio” afferma risentito il segretario generale della Slc-Cgil di Roma e Lazio, Carlo Podda, dopo la mancata risposta alle lettera con richiesta di chiarimenti inviata all’azienda – l’Ad Salini, il capo delle relazioni industriali Anastasia ed il direttore di Rai 3, Coletta – ormai una settimana fa ed elusa fino all’annuncio odierno del ritorno all’affidamento interno.

Ai sindacati non poteva certo andar giù che venisse affidato ad una professionalità esterna la regia di “½ ora in più”, il talk show condotto dalla anchor woman di Rai 3 ed ex dirigente Rai Lucia Annunziata, “dopo pubblici proclami -sottolinea Podda- di voler valorizzare, come sempre richiesto dalla Slc-Cgil, le risorse interne all’azienda di servizio pubblico”.

“L’attuale precisazione da parte della Rai di voler tornare a quello che dovrebbe essere un principio guida di ogni gestione razionale – prosegue il dirigente sindacale – rende ancora più farisaico il comportamento aziendale che aveva chiuso un occhio, sottraendosi anche al dovere di fornire chiarimenti alle forze produttive interne, su un fatto grave arrivato agli onori della cronaca solo grazie ad una ‘spiata’ del più seguito sito di gossip di fatti italiani”.

È evidente che l’intento sindacale è quello di “salvaguardare il perimetro delle professionalità interne troppo spesso mortificate da scelte editoriali scellerate” precisa ancora Podda convinto che “la missione di servizio pubblico non possa essere vantata a giorni alterni”.

Podda assicura infine che la Slc-Cgil di Roma e Lazio “vigilerà sulla coerenza delle pubbliche affermazioni della dirigenza Rai affinché diventino responsabile comportamento quotidiano nei confronti delle migliaia dei suoi dipendenti, delle loro rappresentanze e del Paese che attende da anni un progetto di rilancio del Servizio Pubblico in grado di motivare il contributo annuale del pagamento del canone da parte degli utenti”.

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