Afghanistan, attentato a Kabul: almeno 14 morti. Talebani rivendicano

Afghanistan, attentato a Kabul: almeno 14 morti. Talebani rivendicano

Almeno quattordici persone, per la maggior parte donne e bambini, sono morte a causa dell’esplosione di un’autobomba in un quartiere affollato di Kabul. L’attentato è stato rivendicato dai talebani che due giorni fa avevano rivolto un appello alla popolazione dell’Afghanistan per boicottare le elezioni presidenziali, in programma il prossimo 28 settembre, minacciando attacchi contro i comizi elettorali. L’attacco è avvenuto proprio il giorno dopo che Stati Uniti e talebani avevano dichiarato di avere fatto progressi nei loro colloqui per porre fine ad una guerra che dura ormai da quasi 18 anni ed è stato uno dei più sanguinosi quest’anno.

L’autobomba è esplosa ad un checkpoint davanti al quartiere generale della polizia in un’area abitata dalla minoranza sciita nell’ovest della capitale, secondo quanto riferito dal portavoce Firdaus Faramarz. I talebani hanno detto che il loro obiettivo era un centro di reclutamento delle forze di sicurezza, ma il ministro degli Interni Khoshal Sadat ha spiegato che il 92% delle vittime e dei feriti sono civili. Il quartiere era particolarmente affollato perché i fedeli musulmani si stanno preparando alla festa dell’Eid el Adha che comincia domenica. Diversi edifici sono stati danneggiati dall’esplosione che anche distrutto vetrine dei negozi circostanti. Secondo le Nazioni Unite luglio è stato il mese più sanguinoso del 2019 in Afghanistan con 1.500 civili uccisi o gravemente feriti. In generale, l’Onu ha documentato un aumento “del numero di attacchi sproporzionati e indiscriminati da parte dei talebani nelle aree urbane nel mese di luglio, attacchi che hanno preso di mira l’esercito afghano e il personale di sicurezza, ma hanno provocato anche danni ingenti alla popolazione”.

A questo proposito il Rappresentante speciale delle Nazioni Unite, Tadamichi Yamamoto, ha rivolto un appello “a tutte le parti a non intensificare le loro operazioni militari per rafforzare la loro posizione nei colloqui di pace”. “E’ giunto il momento di esercitare moderazione e rispettare veramente la vita dei civili afghani”, ha ribadito. Un appello rimasto inascoltato. E nella popolazione aumenta la preoccupazione su ciò che potrà succedere quando i 20.000 militari americani e della Nato lasceranno l’Afghanistan.

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