Salvini impone alla polizia di portare suo figlio a fare un giretto sulla moto d’acqua. Non è un gioco, ma una cosa seria. Altrove si sarebbero chieste e ottenute le sue dimissioni

Salvini impone alla polizia di portare suo figlio a fare un giretto sulla moto d’acqua. Non è un gioco, ma una cosa seria. Altrove si sarebbero chieste e ottenute le sue dimissioni

Salvini junior, figlio sedicenne del ministro dell’Interno, pizzicato a fare un giro su una moto d’acqua della polizia, a Milano Marittima. A documentare la ‘bravata’, avvenuta alla presenza di papà Matteo, in spiaggia con lui e generoso di selfie con i poliziotti, un video esclusivo di Repubblica.it. Le immagini riprendono l’acquascooter che si allontana dalla riva con un poliziotto alla guida e, dietro di lui, il figlio del leader del Carroccio. In spiaggia due uomini cercano di bloccare il videomaker che filma la scena e gli chiedono di allontanarsi e di non riprendere nulla: “È un mezzo della polizia, non ci mettere in difficoltà”. La telecamera inquadra poi un altro uomo che da terra chiama il pilota della moto in questione e lo invita a tornare a riva in un punto della battigia distante dal reporter. La Questura di Ravenna avrebbe avviato “un accertamento per un eventuale utilizzo improprio dei mezzi dell’amministrazione”, ma intanto esplode la polemica politica.

Si tratta di una evidente leggerezza da parte di Salvini, oppure una concezione proprietaria della polizia, dei suoi uomini e dei suoi mezzi? Nell’uno o nell’altro caso dovrebbe dimettersi. O meglio, in qualunque Paese del mondo politicamente civilizzato il ministro si sarebbe dimesso. In Italia no, perché si sa come sono fatti gli italiani, se perfino il ministro della Giustizia Bonafede afferma, sfidando il senso del ridicolo, che su questo episodio “gli italiani non perdono il sonno”. Allora, proviamo noi a spiegare perché non si tratta di un caso da sottovalutare. Se è leggerezza, o superficialità, o “errore da papà”, il ministro dell’Interno dovrebbe dimettersi perché non sarebbe più credibile, nei confronti di chi guida e nei confronti della sicurezza dei cittadini, dal momento che non riesce a valutare responsabilmente ciò che si può fare nella sfera privata e ciò che non si deve fare nella sfera pubblica da ministro. Se invece, come sembra, è la manifestazione della concezione proprietaria delle forze dell’ordine dovrebbe dimettersi per ovvie e naturali ragioni: una democrazia non può permettersi il “lusso” di avere ministri dalla forte propensione autoritaria. Ecco perché è importante riflettere sul fatto che per una curiosa congiunzione astrale (o forse no) mentre a Milano Marittima andava in scena questa vicenda, singolare e significativa, alla Camera Lega e 5Stelle con la complicità di Forza Italia e Fratelli d’Italia respingevano la calendarizzazione della mozione di sfiducia proprio nei confronti del ministro Salvini.

I primi a intervenire sono i parlamentari Pd. Emanuele Fiano, definisce l’episodio “inaccettabile”. “I mezzi della Polizia – scrive su Twitter Fiano – servono per garantire la nostra sicurezza, non per far divertire la famiglia del Salvini di turno, e i poliziotti non possono essere messi in difficoltà dalla deferenza verso il Ministro con rischi per loro e per il ragazzo” mentre sempre dal Pd, Giuditta Pini, taglia corto: “un giocattolo. Ecco come tratta le forze dell’ordine Matteo Salvini, il Ministro dell’Interno. Prima usa le divise di Carabinieri e Polizia come fossero maglie della salute, in barba alla legge, e adesso questo”. E se la vicesegretaria del Pd, Paola De Micheli assicura “la nostra solidarietà alla Polizia italiana, di cui siamo orgogliosi, messa ancora una volta in imbarazzo da Salvini, un ministro incompetente e arrogante”, la collega di partito, Alessia Morani chiama in causa anche il Movimento 5 stelle: “se invece del figlio di Salvini si fosse trattato di un politico del Pd – spiega – è sicuro che i 5 Stelle avrebbero fatto il diavolo a quattro”.

Per Nicola Fratoianni, di Sinistra Italiana-LeU, “proprio nel giorno in cui il capo della Polizia denuncia le carenze strutturali di organico e delle difficoltà che ci saranno nei prossimi anni, ecco la notizia dal parco divertimenti del ministro dell’Interno. Siamo davvero curiosi di sapere come andrà a finire questa bravata, da cui emerge, al di là del giretto sulle moto d’acqua che dovrebbero servire alla sicurezza pubblica, pure l’atteggiamento inaccettabile degli operatori di Polizia nei confronti del giornalista che ha filmato la scena”. Nicola Fratoianni aggiunge: “ci auguriamo che gli accertamenti della questura di Ravenna siano celeri ed efficaci e che i provvedimenti non guardino in faccia a nessuno, neanche se saranno coinvolti uomini della scorta del ministro dell’Interno”.

Dopo circa un paio d’ore dalla pubblicazione del video, Salvini ammette il passo falso: “Mio figlio sulla moto d’acqua della Polizia? Errore mio da papà, nessuna responsabilità va data ai poliziotti, che anzi ringrazio perché ogni giorno rischiano la vita per il nostro Paese”. Gli alleati di governo decidono di non attaccare, almeno su questo fronte: “Sinceramente so che la questura sta facendo le verifiche che deve fare, mi dispiace perché secondo me i poliziotti sono stati messi in difficoltà in quella situazione. I giornalisti hanno fatto il loro lavoro, ma non credo che gli italiani perdano il sonno per capire se il figlio di Salvini si è fatto un giro sulla moto d’acqua della Polizia”, prova a minimizzare il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

E intanto alla Camera i 5Stelle (con Fi e Fdi) salvano ancora Salvini rinviando la calendarizzazione della mozione di sfiducia del Pd

La mozione di sfiducia al ministro dell’Interno Matteo Salvini non sarà discussa dalla Camera prima della pausa estiva. Durante la capigruppo, infatti, la maggioranza, sostenuta anche da Forza Italia e Fdi, si è opposta all’ipotesi del Pd di discutere la propria mozione già ad agosto. Se ne riparlerà, dunque, a settembre. “E’ un fatto molto grave che M5s e Lega non consentano la discussione sulla mozione di sfiducia. C’è una seria responsabilità della maggioranza che protegge un ministro che ancora una volta scappa dal parlamento” afferma il capogruppo del Pd, Graziano Delrio, al termine della riunione della Conferenza dei capigruppo di Montecitorio. “Il Movimento 5 Stelle si oppone alla calendarizzazione della mozione di sfiducia a Salvini. Ma non era Luigi Di Maio ad aver detto ‘se il Parlamento chiama si va’? E non è il presidente della Camera dei 5 stelle Fico ad aver chiesto a Salvini di andare in aula senza aver ottenuto risposta dal ministro? Parolai, schiavi e buffoni” scrive in una nota il segretario del Pd Nicola Zingaretti. Per il costituzionalista e deputato Pd Stefano Ceccanti il rinvio è istituzionalmente grave, e lo spiega così: “la decisione della maggioranza della Camera di non calendarizzare subito la mozione di sfiducia al Ministro Salvini è istituzionalmente grave. La Costituzione stabilisce infatti già una pausa necessaria di tre giorni tra la presentazione e la votazione delle mozioni di sfiducia. Questa è una garanzia sufficiente a favore del Governo contro esiti imprevisti, dovuti magari ad assenze momentanee dei parlamentari della maggioranza. Se ne deduce, quindi, che l’organizzazione dei lavori dovrebbe, tranne necessità e obblighi indifferibili, favorire una calendarizzazione il più possibile vicina allo spirare del limite dei tre giorni”. Stefano Ceccanti aggiunge: “la maggioranza è già garantita dalla pausa, non può espanderla per far perdere di attualità alla mozione la cui finalità non è tanto quella di avere successo ma di marcare chiaramente un distinguo netto su temi importanti tra maggioranza e opposizione, senza che la prima giochi con le proprie differenze interne a coprire tutto lo spazio politico. Per di più per una mozione individuale che ha un’importanza storica perché è presentata simultaneamente in entrambe le Camere”, conclude.

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