Londra. Corbyn riunisce il governo ombra e rilancia la necessità di un secondo referendum antiBrexit. Ma le Unions e una parte di laburisti esprimono cautela

Londra. Corbyn riunisce il governo ombra e rilancia la necessità di un secondo referendum antiBrexit. Ma le Unions e una parte di laburisti esprimono cautela

Secondo referendum in ogni caso, se la Brexit verrà gestita dai Tory. Ha finalmente preso una posizione, per quanto complessa, il leader laburista britannico Jeremy Corbyn, critico di lunga data dell’Ue. Alla fine di una riunione del suo governo ombra questa mattina, Corbyn ha sfidato il prossimo leader conservatore a indire un’altra consultazione popolare, prima di portare la Gran Bretagna fuori dall’UE, dicendo che i laburisti si batteranno per rimanerci. Corbyn ha detto chiaramente che il partito farebbe una campagna per rimanere nell’UE se venisse indetto un referendum, da chiunque succedesse al Primo Ministro Theresa May, che ha annunciato le sue dimissioni il mese scorso, dopo aver fallito (e pianto) nel chiedere al Parlamento di sostenere il suo accordo di “divorzio” dall’UE. Intanto Boris Johnson e Jeremy Hunt sono in competizione per sostituire la May come leader del Partito conservatore e primo ministro. Il vincitore arriverà al numero 10 di Downing Street alla fine di questo mese e avrà appena più di tre mesi per ottenere il supporto per un accordo per la Brexit, prima della data di entrata in vigore del divorzio prevista a oggi per il 31 ottobre.

In una lettera ai membri del partito, Corbyn ha scritto che il nuovo primo ministro, “chiunque sia, dovrebbe riportare la fiducia in un accordo, o in un non accordo, al popolo in una nuova elezione. In tal caso, voglio dire chiaramente che il Labour farà campagna elettorale per il Remain, sia contro un non accordo che contro un accordo firmato Tory che non protegge il lavoro né l’occupazione. Daremo al popolo questa scelta. Si tratta di qualcosa di veramente importante. Rispettiamo il risultato del referendum del 2016. Abbiamo attraversato interamente questo lungo processo durato tre anni e abbiamo detto con chiarezza che avremmo fatto e faremo di tutto per togliere dal tavolo il no deal, il non accordo, o che avremmo fermato e fermeremo un accordo dannoso del tipo che Hurt e Johnson stanno proponendo”.

Corbyn ritiene che entrambe le anime del partito hanno accettato la svolta politica, anche se molti invitano alla cautela e a una consultazione estesa tra gli elettori laburisti. Caute anche le Unions, i sindacati laburisti, che lunedì hanno reso nota una dichiarazione nella quale suggerivano al Labour di cercare un proprio negoziato migliorativo con l’Unione europea, per sottoporlo alla consultazione popolare. L’altro elemento che emerge dal dibattito interno tra i laburisti è il timore di una parte di sbagliare strategia in vista delle elezioni politiche, dato il pessimo risultato conseguito alle elezioni europee. In alcune constituencies strategiche, nei collegi elettorali uninominali cioè, è forte il timore dei deputati laburisti di dover nuovamente contrastare un’opinione pubblica ancora molto vicina alle posizioni dei cosiddetti Brexiteers alla Farage, l’uscita dalla Ue senza alcun accordo, vero vincitore delle europee. Da qui l’invito alla cautela delle Unions.

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