La morte del giudice Francesco Saverio Borrelli, capo del pool Mani pulite. Lunedì mattina la camera ardente a palazzo di Giustizia a Milano. Molti gli attestati di stima, ma anche qualche critica

La morte del giudice Francesco Saverio Borrelli, capo del pool Mani pulite. Lunedì mattina la camera ardente a palazzo di Giustizia a Milano. Molti gli attestati di stima, ma anche qualche critica

Come cinque anni fa per il suo vice Gerardo D’Ambrosio anche la camera ardente dell’ex procuratore di Milano Francesco Saverio Borrelli verrà allestita in quella che è stata la sua casa per metà della sua vita, ovvero il Palazzo di Giustizia. Una camera ardente aperta solo la mattina di lunedì dalle 9,30, in vista del funerale che sarà celebrato dal parroco nella chiesa di Santa Croce alle 14.45.

In una nota, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto esprimere il suo cordoglio per “un magistrato di altissimo valore, impegnato per l’affermazione della supremazia e del rispetto della legge che ha servito con fedeltà la Repubblica”. Dolore e commozione hanno accomunato gli ex magistrati del pool di Mani pulite. Gherardo Colombo, lasciando l’hospice dell’istituto Nazionale dei Tumori, dove Borrelli era ricoverato nell’ultimo periodo, ha ricordato “l’uomo eccezionale, capace di fare il magistrato tenendo conto della dignità di tutte le persone”. Un altro storico componente del pool, Piercamillo Davigo, invece, ha affidato a un comunicato sottoscritto da tutta la sua corrente, Autonomia e Indipendenza, un pensiero per il suo ex capo riportando le celebri parole che il magistrato pronunciò il 12 gennaio 2002 nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano: “Ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave”. L’ex procuratore di Torino, Armando Spataro, ha sottolineato come Borrelli “invitasse i pubblici ministeri anche a pensare e operare come fossero giudici. Era una persona che rifuggiva anche dal titolo di capo che non gli piaceva. Un magistrato che era pronto a sentire tutti i problemi di qualsiasi tipo nelle indagini che potevano presentarsi per i magistrati”.

Tante le reazioni anche dal mondo della politica

Per il sindaco di Milano Beppe Sala “ha saputo dare risposte concrete al bisogno di giustizia e onestà in uno dei momenti più difficili del nostro Paese”. Il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti ha descritto Borrelli come “un grande magistrato e un uomo perbene. Lascia in eredità il suo esempio e il suo impegno sempre dalla parte della legalità”. Le condoglianze del presidente della Camera Roberto Fico arrivano via Twitter: “Le mie condoglianze alla famiglia di Francesco Saverio Borrelli, capo del pool di Mani Pulite. Un magistrato integerrimo e un uomo delle istituzioni che ha scritto una parte importante della storia del nostro Paese”. “La scomparsa di Francesco Saverio Borrelli lascia un grande vuoto” afferma il capogruppo di Leu alla Camera, Federico Fornaro. “Difese sempre il valore costituzionale dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura. Il suo rispetto e senso più alto delle istituzioni speriamo sia da esempio per i numerosi giovani impegnati nei delicati compiti all’interno del mondo della magistratura. Ci uniamo alla famiglia e a chi gli è stato vicino in questo momento di dolore”, aggiunge Fornaro. “Se ne va un uomo delle istituzioni, un magistrato integerrimo, una figura che ha dato la vita per difesa della legalità. Ha combattuto per l’autonomia della magistratura negli anni difficili del berlusconismo, senza mai eccedere in invasioni di campo nella politica. Articolo Uno saluta Francesco Saverio Borrelli e si stringe attorno al dolore della sua famiglia” Arturo Scotto della direzione nazionale di Articolo Uno.  “Francesco Saverio Borrelli non è stato solo un magistrato coraggioso e determinato nel difendere la giustizia anche a costo di sfidare poteri che all’epoca si ritenevano intoccabili. E’ stato anche un sincero e appassionato difensore, sino all’ultimo, della democrazia, della Costituzione e della divisione dei poteri che dell’assetto democratico è il fondamento. Lo ricordiamo con profondo cordoglio e ci stringiamo intorno alla famiglia con sincero affetto”, dichiara la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

Fuori dal coro Bobo Craxi, figlio dell’ex premier socialista Bettino, che coglie l’occasionie per ribadire il suo giudizio negativo sulla stagione di Mani pulite. “Borrelli guidò un sovvertimento istituzionale da parte di un corpo dello Stato nei confronti di un altro. Non è una mia opinione personale, i giuristi lo chiamano colpo di Stato”. Gli fa eco la sorella Stefania che senza usare mezze misure ha definito “un’infausta stagione piena di punti oscuri” quella che vide tra i protagonisti l’ex procuratore capo di Milano.

Landini, servitore Stato mai piegato alla politica

“Con Francesco Saverio Borrelli scompare un uomo irreprensibile, un servitore dello stato, un magistrato fermo e rigoroso, che non si è mai piegato alla politica” scrive in una nota il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “Figura di altissima statura morale, sempre attento ai principi e ai valori della Costituzione, – prosegue il leader della Cgil – ha difeso con coraggio e determinazione l’indipendenza e l’autonomia della magistratura e il principio fondamentale di democrazia della separazione dei poteri”. “Con il suo impegno per combattere la corruzione e per affermare la democrazia – conclude Landini – Borrelli ha scritto pagine importanti della storia della nostra Repubblica. Alla sua famiglia va il cordoglio e la vicinanza mia e di tutta la Cgil”.

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