Grazie Federica, “divina” del nuoto. Ancora un oro ai mondiali. Il segreto? L’amore e la serenità. Ne abbiamo tanto bisogno nell’Italia della mala politica, delle risse di leghisti e grillini

Grazie Federica, “divina” del nuoto. Ancora un oro ai mondiali. Il segreto? L’amore e la serenità. Ne abbiamo tanto bisogno nell’Italia della mala politica, delle risse di leghisti e grillini

Grazie Federica, “divina” del nuoto. Ai mondiali in Corea del Sud vola nei 200 stile libero, ancora una medaglia d’oro. Il segreto? L’amore, la serenità in generale.  Un messaggio all’Italia della malapolitica: “Questa medaglia si chiama amore”. Non confessa una storia, non conferma un fidanzamento. Federica Pellegrini parla di tanti altri tipi d’amore guardando questa ennesima medaglia d’oro che non si aspettava, ma che è meritata come non mai. Per la quarta volta è campionessa del mondo nei 200 stile libero. Ha vinto di tutto, di più. Divina, immensa, gli aggettivi si sprecano, lei esce dalla vasca, se ne va a fare la doccia. Come se niente fosse. Lei, la divina, è Federica Pellegrini. Ha vinto ancora una volta la medaglia d’oro nei 200 stile libero, la gara che ama di più, ai Mondiali di nuoto di Gwangju, in Corea del Sud. Per l’azzurra il tempo di 1.54.22. Medaglia d’argento per l’australiana Ariarne Titmus in 1.54.66, bronzo per la svedese Sarah Sjoestroem in 1.54.78. Sono otto i podi mondiali in carriera nei 200 stile libero, con 4 titoli, il secondo consecutivo, 3 argenti e un bronzo. La splendida prestazione oscura anche il successo di Gregorio Paltrinieri che vince gli 800 stile libero in maniera trionfale: 7’39”27, nuovo record europeo, è il tempo che gli vale la medaglia d’oro. Un successo conquistato davanti al danese Henrik Christiansen (argento in 7’41″28) ed al francese David Aubry (bronzo in 7’42″08).  Dice Paltrinieri: “Non ci credevo neppure io”. Sono contentissimo, sono andato forte da subito, ho acquisito presto un buon vantaggio, vedere il distacco che aumentava mi faceva ben sperare. Erano quattro anni che non facevo bene gli 800 stile, sono molto contento”.

Festa grande nel club azzurro. Il rapporto di Federica con lo sport

Arriva la vittoria di Federica Pellegrini ed è festa grande nel clan azzurro. Conquista il quarto titolo nei 200 sl, 8° podio mondiale nei 200, il secondo consecutivo. “Non ci credo neppure io – dice a botta calda – non ci credo ancora, ho fatto quello che ho voluto sentendomi come volevo. È stato incredibile anche il tempo, vuol dire che tutto il lavoro che stiamo facendo paga tanto e forse come non mai. Sono tanto contenta perché è il mio ultimo mondiale”, commenta a caldo Federica Pellegrini, in lacrime per la gioia. “A me piace lavorare”. Parla di “amore in generale”. I cronisti indagano, chissà cosa voglia dire. Elementare, Federica parla del suo amore verso lo sport, questo sport, il nuoto, tanta fatica. Ripete: “Amore in generale”, il suo rapporto con lo sport che le ha dato successi fin da ragazzina, appena 16enne al momento dell’argento di Atene 2004 e che gliene sta dando ancora alla vigilia dei 31. Quale il segreto della lunga vita sportiva della divina? È presto detto. “A me piace lavorare”, ecco questo è il “segreto” di Federica. “Mi sono trovata a giocarmi qualcosa di importante arrivando così di passaggio: è bellissimo. Oggi – confessa – me la stavo facendo sotto come non mai: abbiamo fatto un test sui 200 metri al Sette Colli di Roma e lì abbiamo deciso di fare la gara qui”. E già pensa a Tokio.

Uno squarcio  di luce che viene da uno sport fra i più belli del mondo

Torna a parlare di “amore” quando guarda la bandiera tricolore mentre le viene consegnata la medaglia d’oro. Curiosi i cronisti. Una storia d’amore, un fidanzamento, Federica parla di tanti tipi di amore, “amore per lo sport, per la sua famiglia, amore per la serenità che ho in questo momento”. E, come dice una vecchia bella canzone, “una lacrima sul viso”. Un viso bello, sorridente che viene voglia anche a te di sorridere. Uno squarcio di luce che viene ancora una volta, come spesso accade, da uno sport fra i più belli del mondo, che fa notizia solo quando ci sono i successi italiani o qualche pettegolezzo sulla vita intima degli atleti. A noi che facciamo questo mestiere di raccontare fatti e persone, che abbiamo a che fare con squallide storie, in questi giorni basta leggere o ascoltare Salvini e Di Maio, Conte, le baruffe, le offese, le risse fra gli alleati  di governo, la vittoria di Federica ci fa tirare un sospiro di sollievo. Grazie Federica, come si dice cento, magari mille di questi giorni. A te e alle azzurre e agli azzurri che ai Mondiali di Gwangju  stanno onorando il tricolore, un grazie  sentito. Ci viene da pensare, un vizio del nostro mestiere, alle brutte figure che stiamo facendo in Europa ammucchiati con i sovranisti, gli xenofobi, i razzisti. Ci viene da pensare ai numerosi atleti italiani, impegnati nelle varie specialità, dal pallone, al basket, all’atletica, tanto per citare alcuni sport che hanno la pelle color nero. Malagò, il presidente del Coni, fa sua la vittoria di Federica. Parla di “Pellegrini membro del Cio a Tokyo. Potrebbe essere ancora portabandiera”.

Malagò (Coni). Le donne  mie ambasciatrici. Pensi anche agli atleti con la pelle nera

“Le donne nello sport – prosegue – sono le mie ambasciatrici. Si è visto quanto hanno contato anche nell’assegnazione dei Giochi 2026 a Milano-Cortina. Ora punto a far eleggere Federica Pellegrini a Tokyo quale membro Cio in quota atleti”. “Ci sono già stati dei casi nella storia dei portabandiera in cui un atleta poi si è ripetuto. E arrivare a Tokyo da campionessa del Mondo in carica, e facendo un tempo che non ha mai fatto nella sua vita con il costume in tessuto, è impressionante. Non è una decisione da prendere oggi, ma non mi sento di dire che è una cosa da scartare”. A Malagò, ci consenta, suggeriamo di parlare, qualche volta, di quelle donne e di quegli uomini, dalla pelle nera o di altri colori, che danno una mano al nostro sport, fanno salire il tricolore sul pennone più alto. Di nuovo, grazie Federica.

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