Francia. Si dimette il numero due del governo e ministro dell’Ecologia de Rugy. La colpa? Aver speso troppo per cene e lavori edilizi, pagando con denaro pubblico

Francia. Si dimette il numero due del governo e ministro dell’Ecologia de Rugy. La colpa? Aver speso troppo per cene e lavori edilizi, pagando con denaro pubblico

Il ministro francese dell’Ecologia, Francois de Rugy, si è dimesso definendo ‘linciaggio mediatico’ l’inchiesta del sito Mediapart sulle “spese pazze” sostenute quando era presidente dell’Assemblea nazionale (la Camera transalpina) dal giugno 2017 al settembre 2018. Rugy ha sottolineato di ‘tenere troppo all’ecologia per accettare che la nostra azione ecologica sia indebolita da accuse personali incessanti’, spiegando che ‘le azioni necessarie per difendermi mi impediscono di assumere serenamente ed efficacemente la missione che mi hanno affidato il Presidente della Repubblica e il Primo ministro’. Rugy ha anche annunciato di aver depositato in mattinata una denuncia penale per diffamazione contro Mediapart. Il presidente francese, Emmanuel Macron, da parte sua ha accettato le dimissioni di Rugy. ‘Si tratta di una decisione personale’, che il capo di Stato ‘rispetta affinché possa difendersi pienamente e liberamente’, ha indicato l’Eliseo all’agenzia France Presse.

François de Rugy è il numero due del governo guidato da Edouard Philippe, non uno qualunque. Per questa ragione ha fatto molto scalpore in Francia la rivelazione del sito web Mediapart, che ha pubblicato la foto di una cena a base di aragoste giganti, con un numero imprecisato di commensali (si dice fossero una trentina), organizzata dalla moglie giornalista in un periodico glamour. Il menù prevedeva costosissimi crostacei e champagne, con bottiglie di vino del valore commerciale di almeno 500 euro l’una. De Rugy, ex ambientalista dal retroterra aristocratico, che aveva aderito al partito centrista di Macron durante la campagna presidenziale del 2017, ha candidamente ammesso le costosissime cene di “gala”, ma ha anche insistito sul fatto che esse fossero legate alla sua funzione di presidente dell’Assemblea francese e non certo a eventi “di società”. “Non erano mica cene tra amici”, ha affermato De Rugy, “ma cene di lavoro informali con persone che hanno rapporti con un’autorità politica”, ed ha accusato Mediapart di aver fatto un’inchiesta “equivoca” e “tendenziosa”. Ma sempre Mediapart rilancia giovedì 11 luglio con un’altra rivelazione: il ministro della Transizione ecologica ha realizzato lavori nel suo appartamento privato per più di 63mila euro pagati dai contribuenti francesi. E tra questo lavori pare vi sia la costruzione di un guardaroba da 17mila euro.

François de Rugy era stato nominato ministro in settembre dopo le dimissioni a sorpresa di Nicolas Hulos, imponendo uno stile più politico rispetto al predecessore, giornalista ed esperto ambientalista, e soprattutto più pragmatico, con l’ambizione di durare nel “ministero dell’impossibile”. Aveva affermato all’atto del suo insediamento: “Sono qui per agire per l’ecologia con metodo, determinazione e perseveranza nel tempo”.

La vicenda delle dimissioni del ministro e numero due del governo giunge in un momento assai complesso della politica francese. Il presidente Macron infatti stava seguendo alcuni dossier sull’ambiente e sulla transizione ecologica del ministro de Rugy, sul taglio dei costi e sullo smaltimento dei rifiuti, dopo le accuse di aver fatto davvero troppo poco per combattere l’emergenza climatica. E soprattutto viene dopo che Macron e il governo centrista hanno dovuto affrontare per ben sei mesi le offensive e le proteste antigovernative dei gilet gialli, sospinte proprio dalle ingiustizie economiche e dalle accuse contro un governo giudicato troppo distante dai bisogni della gente comune.

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