Federconsumatori. Farmaci: l’accordo Roche-Novartis per le vendite di Avastin e Lucentis ha provocato gravi danni al Sistema Sanitario e ai pazienti

Federconsumatori. Farmaci: l’accordo Roche-Novartis per le vendite di Avastin e Lucentis ha provocato gravi danni al Sistema Sanitario e ai pazienti

“Nel 2014 come Federconsumatori abbiamo seguito da vicino la vicenda dei farmaci per la maculopatia Avastin e Lucentis, invocando il reinserimento di Avastin nell’elenco dei farmaci rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale per permettere a tutti i pazienti di accedere alle cure per una grave malattia”, scrive in una nota il sindacato dei consumatori.

“E’ stata una battaglia che ha dato i suoi frutti”, prosegue la nota, “e dopo la nostra richiesta il medicinale è stato appunto incluso tra quelli a carico del SSN. L’argomento è tornato alla ribalta in questi giorni, poiché il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza confermando la multa Antitrust alle case farmaceutiche produttrici, Roche e Novartis, per aver sostanzialmente “fatto cartello” al fine di indurre l’Agenzia italiana del farmaco a scegliere il costosissimo Lucentis (oltre 500 euro a puntura!) a scapito appunto di Avastin, in cui prezzo è compreso tra i 20 e i 30 euro. Si tratta, è evidente, di una condotta che non solo ha provocato enormi conseguenze economiche per la sanità pubblica ma che ha anche impedito a molti pazienti di accedere alle terapie di cui avevano bisogno: esprimiamo quindi soddisfazione per il pronunciamento del Consiglio di Stato”.

Infine, sottolinea Federconsumatori, “vale la pena inoltre sottolineare come proprio Novartis abbia recentemente ottenuto l’autorizzazione a commercializzare negli USA (non ancora in Europa) il farmaco più caro al mondo: oltre 2 milioni di euro per il medicinale Zolgensma, necessario per curare l’atrofia muscolare spinale. La vicenda ci offre lo spunto per richiamare di nuovo l’attenzione su annose e gravi problematiche che affliggono il settore farmaceutico nel nostro Paese, in primis il costo di molte tipologie di farmaci, la scarsa concorrenza sul mercato e gli accordi di cartello tra le case farmaceutiche, che di fatto finiscono per ledere l’inviolabile diritto alla salute e alle cure dei cittadini”.

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